Bathory

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Bathory
I Bathory nel 1988. Da sinistra Vvornth, Quorthon e Kothaar
I Bathory nel 1988. Da sinistra Vvornth, Quorthon e Kothaar
Paese d'origine Svezia Svezia
Genere Black metal[1][2]
Thrash metal[1][2]
Viking metal[3][2]
Periodo di attività 1983-2004
Album pubblicati 19
Studio 12
Live 0
Raccolte 7
Sito web
Bathory logga vit p svart ny.jpg

I Bathory sono stati un gruppo heavy metal svedese formatosi a Vällingby, quartiere di Stoccolma, nel 1983. Sono ritenuti fondamentali per l'evoluzione del black metal[1][4] nonché per aver contribuito alla nascita del viking metal[5][6][7]. La band prende il nome dalla contessa serial killer ungherese Erzsébet Báthory.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La band viene formata nel 1983[1] ad opera del cantante, chitarrista e leader Quorthon, all'epoca conosciuto come Black Spade (cambiò nuovamente soprannome in Ace Shoot prima di passare a quello definitivo).[4]
La band viene notata per la prima volta dalla Tyfon Grammofon's che chiede al gruppo due canzoni da inserire nella compilation Scandinavian Metal Attack. Le due tracce ottengono un inaspettato successo così i boss della casa decidono di far registrare al gruppo un album.

Viene così registrato l'omonimo debutto Bathory, uscito nel 1984 e seguito nel 1985 da The Return. Il primo lavoro è molto grezzo e registrato con scarsa attenzione e cura dei particolari, tuttavia è proprio questa particolarità che negli anni diventerà il trademark fondamentale di ogni album targato Bathory. Il secondo album è caratterizzato da canzoni più lunghe del primo, anche se registrate decisamente meglio. Entrambi i lavori sono pesantemente originati dal Thrash metal oscuro sullo stile dei Venom (ma con caratteristiche diverse, come ad esempio le ritmiche dei pezzi, che sono decisamente più veloci ed aggressive ed anche la voce in scream, che sarà una particolarità per l'evoluzione del Black metal) per via delle tematiche trattate, con continui riferimenti a Satana.

Il terzo album, Under the Sign of the Black Mark (1987), presenta sonorità considerate importantissime per l'evoluzione del black metal, infatti in questo album Quorthon crea una musica con un tono decisamente "malvagio"[1], che caratterizzerà la futura ondata black metal. In questo album le ritmiche si fanno ancora più veloci con la presenza della chitarra "a zanzara", elemento che conferisce all'album un suono più pieno e volutamente più confusionario. Blood Fire Death (1988) evidenzia un certo "rallentamento" delle composizioni, che lasciano più spazio alla melodia, ma le sonorità rimangono pressoché incisive come in passato.

La svolta si completa con il successivo Hammerheart (1990), primo vero album Viking metal, dove la furia thrash degli esordi viene accorpata con atmosfere epiche ed evocative, accantonando il satanismo degli esordi con testi che si riferiscono ai vichinghi e alla mitologia norrena. Il pubblico e la critica apprezzarono molto e i giornalisti del settore, in seguito, coniarono il termine viking per definire questo nuovo sottogenere. Dal disco fu estratto il singolo One Rode to Asa Bay, l'unico dell'intera carriera dei Bathory, e fu anche girato un video musicale.

Con il successivo Twilight of the Gods (1991) la band prosegue lo sviluppo del nuovo genere, aggiungendovi nuovi elementi ed estendendo considerevolmente la schiera dei fan.

Nel 1994 esce Requiem, album controverso poiché i Bathory non smettono di innovare dedicandosi al thrash metal. Quest'ulteriore cambio di genere non incontra i gusti dei fan che invocano al contrario un ritorno alle sonorità più classiche. Il successivo Octagon, uscito nel 1995 per la Black Mark Records, mentiene uno stile simile a quello dell'album precedente, ricevendo scarso successo da parte di critica e pubblico.

Nel 1996 Quorthon decide di accontentare le richieste dei fan che chiedevano un ritorno dei Bathory al viking metal, rilasciando Blood on Ice, un concept album contente canzoni registrate da Quorthon nel 1989, ma mai pubblicate; il disco riesce nell'intento di riavvicinare ai Bathory i fan rimasti delusi dal cambio di genere dei due precedenti album.

Nel 1998 viene il disco tributo In Conspiracy with Satan: A Tribute to Bathory, che raccoglie cover di canzoni dei Bathory, realizzate da band della scena black e death metal scandinava come Emperor, Dark Funeral e Marduk.

I Bathory tornano sulle scene nel 2001, a cinque anni di distanza, con l'album Destroyer of Worlds, che presenta un connubio tra canzoni viking metal, sullo stile di quelle presenti in Hammerheart e Twilight of the Gods, e altre dalle sonorità thrash metal, più simili a quelle contenute in Requiem e Octagon. Nonostante l'intento di Quorthon di cercare di avvicinare all'album sia i fan dei Bathory del periodo viking che quelli del periodo più thrash/black, l'album non ricevette buone recensioni.

Vengono quindi pubblicati Nordland I e Nordland II, rispettivamente nel 2002 e nel 2003, che segneranno il ritorno alle sonorità epiche del viking e verranno molto apprezzati da critica e fan. In quello che era il progetto iniziale, i due album avrebbero dovuto essere parte di una tetralogia basata sulla mitologia norrena, ma la morte di Quorthon, avvenuta nel giugno 2004 a causa di un attacco cardiaco, ha decretato di fatto la fine sia del progetto che dei Bathory stessi.

Nel giugno 2006, la Black Mark Records ha rilasciato la raccolta In Memory of Quorthon, contenente 3 CD con le migliori canzoni dei Bathory e della discografia solista di Quorthon, un libretto di 176 pagine, il DVD della versione senza tagli del video di One Rode to Asa Bay, un'intervista al musicista svedese e vari filmati promo inediti.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione dei Bathory.

Ultima[modifica | modifica wikitesto]

Membri precedenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Freddan/Hanoi (Fredrik Melander) – basso (1983–1984)
  • The Animal (Bjorn Kristensen) - voce (1983)
  • Vans McBurger (Jonas Åkerlund) – batteria (1983–1984)
  • Ribban – basso (1984)
  • Stefan Larsson – batteria (1984–1986)
  • Adde – basso (1985)
  • Paul Pålle Lundburg – batteria (1986–1987)
  • Kothaar – basso (1988–1996)
  • Vvornth – batteria (1988–1996)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Bathory.

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Bathory#Videografia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Metallus - Il libro dell'Heavy metal, pagg. 30 e 31. A cura di Luca Signorelli - ed. Giunti - 2001 ISBN 978-88-09-02230-0
  2. ^ a b c Bathory - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  3. ^ Scheda sull'album Blood on Ice da Allmusic.com
  4. ^ a b Bathory su Encyclopaedia Metallum
  5. ^ [Scheda sull'album Nordland II su allmusic.com http://www.allmusic.com/album/nordland-ii-r641412]
  6. ^ Bathory su OndaRock
  7. ^ Blood Fire Death su RockLine

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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