Zsigmond Báthory

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sigismondo Báthory in una stampa del 1597

Sigismondo Báthory (Báthory Zsigmond in lingua ungherese; Oradea, 1572Praga, 27 marzo 1613) fu principe di Transilvania dal 1581 al 1597, dal 22 agosto 1598 al marzo 1599; da febbraio ad agosto nel 1601.

Principe di Transilvania[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Cristoforo Báthory, voivoda di Transilvania, e nipote del re di Polonia Stefano Báthory, Sigismondo apparteneva al ramo Somlyó della famiglia Báthory. Sua madre, Elizabeth Bocskai, apparteneva ad un'antica famiglia aristocratica transilvana.

Eletto principe quando il padre era ancora in vita, gli subentrò al momento della sua morte ma, data la giovane età, venne affiancato da una reggenza. Solo nel 1588 Sigismondo poté regnare da solo.

Nel 1593 il sultano Murad III ruppe la tregua con gli Asburgo e preparò un attacco contro l'impero. Sigismondo Báthory, a quel tempo nominalmente vassallo della Sublime Porta, venne chiamato a prestare appoggio ai turchi. Il voivoda risolse invece di rompere il vassallaggio e di schierarsi in favore della Lega Santa a quel tempo promossa da papa Clemente VIII. Probabile eminenza grigia della scelta fu l'allora capitano generale dei gesuiti in Transilvania, Alfonso Carillo, divenuto consigliere del voivoda.

La svolta anti-turca, pericolosa per la sopravvivenza stessa della Transilvania quale stato indipendente tra l'Impero Ottomano e le terre degli Asburgo, provocò al principe seri problemi con i suoi boiari. La nobiltà insorse contro Sigismondo, non sappiamo quanto violentemente, e la dieta dei boiari di Cluj chiese le dimissioni del principe (1594). Il nuovo voivoda scelto dalla nobiltà fu Baldassarre Báthory, cugino di Sigismondo e più in linea di lui con la consueta politica filo-ottomana dei Báthory-Somlyó. L'appoggio garantito a Baldassarre da altri membri del clan, tra tutti il cardinale Andrea Báthory (fratello minore di Baldassarre), tinse la mossa dei boiari con i colori di un complotto all'interno della famiglia. Fidando sull'appoggio dei boiari rimastigli fedeli (tra tutti lo zio István Bocskai) Sigismondo seppe comunque risolvere a proprio favore la disputa, facendo eliminare tutti gli avversari che gli capitarono tra le mani: lo stesso Baldassarre venne imprigionato ed assassinato (11 settembre 1594), mentre il cardinale Andrea si salvava fuggendo dal paese.

Báthory sposò Maria Cristina d'Asburgo (figlia dell'arciduca Carlo II d'Austria) e si alleò con l'imperatore Rodolfo II, animato da bellicosi sogni di crociata e già impegnato in un lungo conflitto contro il sultano. Cavalcando l'onda della sua alleanza anti-ottomana con gli Asburgo, Sigismondo siglò ad Alba Iulia (Gyulafehérvár), un vantaggioso accordo con il voivoda di Valacchia, Michele il Coraggioso, nel quale quest'ultimo accettava il sovraregno della Transilvania in cambio di aiuti militari contro gli Ottomani, già vittoriosamente entrati in Valacchia. Parimenti, Sigismondo si alleò con il voivoda di Moldavia, Aron Tiranul, direttamente minacciato dalle armate del sultano.

Nel 1595 Sigismondo era dunque libero di orchestrare i suoi piani di rafforzamento politico-territoriale fino a quel momento celati dalla sua veste di crociato anti-turco. Una complessa macchinazione permise a Báthory di catturare il voivoda Aron e di trasferirne la famiglia ed il tesoro alla corte di Transilvania (5 maggio). Mentre sul trono di Moldavia veniva posto il generale Ştefan Răzvan, fedele a Sigismondo, Aron moriva avvelenato nel castello di Vinţu de Jos. Riuniti i boiari valacchi presso Alba Iulia, Báthory promise loro di trasformare la Valacchia in una monarchia retta dagli aristocratici ed ottenne il loro appoggio contro il voivoda Michele, ridotto dai termini dell'accordo ad un mero reggente nominale.

I rovesci militari della Lunga Guerra guastarono i piani di Sigismondo.

Il 13 agosto, con la Battaglia di Călugăreni, Michele sconfisse l'armata turca al comando di Sinan Pasha. Ritiratosi a Stoeneşti, il voivoda si unì in ottobre all'armata transilvana al comando di István Bocskai (ormai divenuto consigliere del Báthory) e liberò la Valacchia dai turchi.

Sempre in agosto, Răzvan venne spodestato da Ieremia Movilă, un nobile moldavo appoggiato dalle truppe polacche. Il 3 dicembre, presso Suceava, Răzvan venne sconfitto dalle truppe dell'hetman Jan Zamoyski. Catturato dai suoi nemici, Răzvan venne impalato. Movilă negoziò la pace con Koca Sinan Pasha, Gran Vizir del sultano, e chiuse la partecipazione moldava alla Lunga Guerra dell'imperatore Rodolfo.

Nel 1596, Sigismondo e l'arciduca Massimiliano guidarono le forze coalizzate Asburgo-Báthory contro i turchi di Mehmet III ma vennero disastrosamente sconfitti nella Battaglia di Keresztes.

Le abdicazioni di Sigismondo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1597 Sigismondo Báthory rinunciò al trono di Transilvania. Reintegrato nel suo titolo nel 1598, vi rinunciò nuovamente l'anno successivo. Questa condotta, quanto mai singolare per un uomo che fino a quel punto aveva operato in modo risoluto per mantenere ed estendere il suo regno, apre uno scorcio su di un intrigo che precipitò i Balcani e l'Europa orientale nel caos.

Soprattutto la prima abdicazione (ve ne furono tre in tutto nel corso della vita del voivoda) di Sigismondo Báthory è per gli studiosi di difficile comprensione.

Dato certo è il tentativo da parte degli Asburgo di impossessarsi della Transilvania, motivo per cui l'imperatore Rodolfo II propose a Báthory un baratto: la Transilvania in cambio del ducato di Opole in Slesia. Quasi certo ambasciatore della proposta fu la moglie di Sigismondo, Maria Cristina, ed il suo entourge di consiglieri gesuiti. Il modus operandi richiama perfettamente la prassi della casa d'Austria, ben nota per prediligere le annessioni di regni passanti per il talamo nuziale più che per il campo di battaglia (Alii bella gerunt, tu felix Austria nube).

Nel 1597, fresco della pesante sconfitta di Keresztes e probabilmente stanco della lotta contro i turchi, Sigismondo prestò forse più attenzione del dovuto alle profferte della moglie. Questo almeno in un primo momento. I piani degli Asburgo furono però rovinati da Sigismondo stesso che cercò di fare il doppio gioco. Fermo restando il desiderio di ottenere il ducato di Opole in cambio di una cessione agli Asburgo della Transilvania, Báthory cercò di garantirsi un continuo controllo occulto sul suo regno. Barcamenandosi tra ambasciatori degli Asburgo e boiari, il voivoda iniziò a predisporre un'abdicazione in favore di nobili transilvani a lui vicini e da lui manovrabili come il consigliere Bocskay. Sempre in questo periodo, Sigismondo richiamò dall'esilio il cugino Andrea, non si capisce se per garantirsi l'appoggio e/o il controllo sulla famiglia o per evitare che il soggiorno lituano del cugino cardinale potesse giocargli problemi al momento del colpo da lui preparato.

I piani di Sigismondo vennero però scoperti dagli ambasciatori dell'Impero ed il voivoda si vide rintegrato nel suo dominio (1598). Fu a questo punto che Báthory entrò in aperto conflitto con la casa d'Asburgo: si separò dalla moglie (1599) e risolse nuovamente di abdicare, indicando questa volta come successore il cugino Andrea.

La seconda abdicazione di Sigismondo, con la nomina a successore di Andrea Báthory, scatenò un putiferio.

Legato alla sfera politica della Polonia, il cardinale Andrea Báthory cercò di portare a compimento i piani di conquista di Sigisdmondo fidando sull'aiuto polacco. Per primo, Andrea si mise in contrasto con il voivoda Michele di Valacchia. Michele riuscì però a sconfiggere il cardinal Báthory nella Battaglia di Şelimbăr e reclamò per se il titolo di voivoda di Transilvania nel novembre del 1599. Nel frattempo il generale asburgico Giorgio Basta attaccava la Transilvania da Ovest.

La riconquista del trono transilvano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1600 Sigismondo, alla testa di un'armata di polacchi e cosacchi, tentò di riconquistare il suo trono ma venne sconfitto dal voivoda Michele a Suceava (Moldavia). Nel febbraio del 1601 la dieta di Cluj rimise formalmente Bathory a capo dei suoi domini ma nella Battaglia di Goroszló Sigismondo venne nuovamente sconfitto da Michele, ora appoggiato da Giorgio Basta.

Sigismondo rientrò nel possesso dei suoi domini solo alla morte di Michele il Coraggioso, ormai signore di Transilvania e Moldavia oltre che Valacchia, assassinato per ordine degli Asburgo che ne temevano l'eccessivo potere e la condotta politica spregiudicata.

Nuovamente principe di Transilvania, Sigismondo portò a compimento il progetto avviato nel 1597. Tramite la convenzione di Cluj (29 giugno 1602), con la sua terza abdicazione, Báthory cedette la Transilvania agli Asburgo in cambio di una rendita annua di 50.000 ducati e del ducato di Opole.

Il controverso Sigismondo morì a Praga nel 1613.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Principe di Transilvania Successore
Cristoforo Báthory 1581 - 1594 Baldassarre Báthory I
Baldassarre Báthory 1594 - 1598 Rodolfo II d'Asburgo II
Rodolfo II d'Asburgo 1598 - 1599 Andrea Báthory III
Michele il Coraggioso 1601 - 1602 Rodolfo II d'Asburgo IV

Controllo di autorità VIAF: 6090524