Bartimeus

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Bartimeus è un personaggio della Trilogia di Bartimeus scritta da Jonathan Stroud. È il personaggio più importante della serie, a cui per l'appunto ha dato il nome.

Al jinn sono stati dati molti nomi: Bartimeus di Uruk, Rekhyt di Alessandria, Necho di Gerusalemme, Sakhr al-Jinni, N'gorso il Possente, Wakonda, Serpente dalle Piume d'Argento. È un sarcastico e sfrontato jinn del quarto (o quattordicesimo ne L'amuleto di Samarcanda) livello e all'inizio del primo libro ha più di cinquemila anni.

Bartimeus parla molte lingue umane, tra le quali inglese, ceco, aramaico, accadico, arabo, tedesco ed egizio.

Lo stesso personaggio è anche protagonista de "l'anello di Re Salomone" titolo che però non è collegato alla trilogia.

Indice

[modifica] Carattere

Bartimeus ha una personalità molto ironica, che emerge spesso nella narrazione. Amando insultare il suo padrone (Nathaniel) per il suo aspetto, le sue emozioni e la sua stupidità, i capitoli in cui egli è il naratore presentano spesso note a piè di pagina umoristiche, che aggiungono informazioni sulla natura degli spiriti e la sua storia. Sebbene sia un jinn di medio livello, il suo ingegno lo salva spesso in situazioni difficili, come ad esempio in scontri contro nemici più forti come Faquarl. Ha un ego abbastanza grande, a causa delle sue imprese millenarie e spesso diventa indignato quando è costretto ad eseguire lavori che considera "indegni dei suoi talenti". Si vanta in continuazione delle sue gesta.

La sua esuberanza e la sua pungente sincerità non sono viste bene dai maghi, i quali preferiscono servi più efficienti e silenziosi, ma, sebbene Nathaniel dica spesso il contrario, apprezza la presenza del jinn grazie proprio ai suoi difetti (o qualità?).

[modifica] Biografia

È stato evocato dal giovane mago inglese Nathaniel, che è il suo padrone durante la trilogia. Il compito iniziale del jinn è rubare l'Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, un mago senza scrupoli, di cui Nathaniel vuole vendicarsi.

Durante la trilogia, viene evocato anche da Kitty Jones, la quale gli propone un patto tra umani e jinn, idea che aveva anche Tolomeo.

Ne La Porta di Tolomeo, mostrerà un certo affetto sia a Nathaniel, con cui dividerà il corpo fino alle ultime pagine, e che alla fine lo congederà per salvargli la vita, sia a Kitty, la quale, ispirata dall'esempio di Tolomeo e dalla profonda fiducia che nutre in Bartimeus, lo seguirà nell'Altro Luogo, mettendo a rischio la propria vita.

[modifica] Bartimeus nella storia

Bartimeus sembra aver giocato una parte sproporzionatamente grande nella storia del mondo. I suoi padroni oltre a Tolomeo sono stati Gilgamesh, Salomone, Zarbustibal, Eraclio, Hauser, Tycho Brahe, Faust. Ha contribuito a costruire le mura di Uruk, di Karnak, di Gerico e di Praga. Ha partecipato al piano di uccisione di Genghis Khan e ha parlato con Salomone.

Bartimeus riferisce inoltre che è stato al servizio di vari importanti sovrani dell'antico Egitto, di cui Ramses e Nefertiti. Riferendosi alla caduta di Akhenaton, Bartimeus dice che Neferiti non lo dimenticò mai, facendo pensare che loro avevano avuto un rapporto molto più amichevole con Bartimeus di quanto tanti altri umani avevano avuto con il jinn.

Bartimeus corse nelle praterie insieme ai padri dei bufali, sorvegliò l'antico Zimbabwe fino a quando le pietre caddero e gli sciacalli si cibarono delle sue genti, e sconfisse Ramuthra.

[modifica] Il rapporto con Tolomeo

Uno dei suoi primi padroni, Tolomeo, gli concesse tre doni che non ha più dimenticato: l'essere trattato da lui al pari dei maghi; la libertà di muoversi liberamente tra la Terra e l'Altro Luogo (il luogo da cui proviene); e infine l'aver sacrificato gli ultimi istanti della sua vita, prima di morire, per congedarlo e rimandarlo nell'Altro Luogo.

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