Azur e Asmar

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Azur e Asmar
Azur palme.jpg
Azur e Rospu in un lussureggiante palmeto
Titolo originale Azur et Asmar
Lingua originale Francese,Arabo
Paese di produzione Francia
Anno 2006
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, commedia, avventura, fantastico
Regia Michel Ocelot
Soggetto Michel Ocelot
Sceneggiatura Michel Ocelot
Musiche Gabriel Yared
Doppiatori italiani

Azur e Asmar (Azur et Asmar) è un film d'animazione del 2006 scritto e diretto da Michel Ocelot.

Presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2006[1] e nella sezione per ragazzi "Alice nella città" della Festa del Cinema di Roma 2006, è uscito nelle sale italiane il 10 novembre 2006.

Il film è stato osteggiato nei paesi anglosassoni per le scene di nudo (presenti anche nell'altro film Kirikù e la strega Karabà), anche se l'unica scena di nudo è la donna che allatta i due bambini all'inizio del film e chiaramente è visibile soltanto un seno.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In Europa(dai vestiti presumibilmente in Francia e nel periodo storico del tardo medioevo), una donna araba si prende cura di un bambino ricco, biondo e con gli occhi azzurri, Azur, facendogli da nutrice e di suo figlio della stessa età, moro e con gli occhi scuri, Asmar. I bambini crescono insieme, litigano spesso ma si vogliono anche bene e si aiutano. Il padre di Azur però li separa e scaccia la sua nutrice con il figlio.
Divenuto adulto, Azur decide di andare in Africa per cercare la Fata dei Jinns, la protagonista della fiaba che gli veniva raccontata dalla nutrice da piccolo: essa è prigioniera in attesa di un coraggioso cavaliere che riuscirà a liberarla superando molti ostacoli. Dopo un naufragio in mare durante il viaggio, arriva su una spiggia nera e sporca e scopre che è considerato maledetto per via dei suoi occhi azzurri. Azur decide allora di fingersi cieco.
Mentre continua il suo viaggio Azur incontra un mendicante gobbo, chiamato Rospu, che gli propone di portarlo sulle spalle: in cambio lo guiderà alla città più vicina.
Durante il percorso Azur e Rospu si fermano davanti a un piccolo tempio, dove Rospu dice che si trova un oggetto indispensabile per trovare la fata dei jinns: la chiave rovente.
Poco dopo i due arrivano alla città dove erano diretti. Lì Azur e Rospu trovano un secondo tempio simile a quello precedente, dove trovano la chiave aulente.
Azur, dopo alcune disavventure dovute alla sua finta cecità, ritroverà la sua nutrice, ora diventata una ricca mercante, e Asmar, il quale però inizialmente non lo accoglie bene.
Dopo gli iniziali dissapori con il fratello di latte, Azur ritroverà in Asmar la collaborazione e l'amicizia di una volta e i due si aiuteranno a vicenda nelle difficoltà. Azur avverte la nutrice del suo viaggio. Inizialmente la donna araba non è molto contenta ma in seguito si ravvede e accetta che i loro due figli partano insieme.

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  1. ^ (FR) Quinzaine 2006, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato l'11 agosto 2011.

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