Assia Wevill

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Assia Wevill (Berlino, 15 maggio 1927Londra, 23 marzo 1969) nacque a Berlino, da una famiglia di origine tedesca, russa ed ebrea. È famosa soprattutto per la sua relazione amorosa col poeta inglese Ted Hughes.

Indice

[modifica] I primi anni di vita

Assia era la figlia di un medico ebreo di origine russa e trascorse la sua gioventù a Tel Aviv e in Canada; lavorò per un'industria pubblicitaria. Profuga dalla Germania nazista dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, Assia stessa fu un'aspirante poetessa e pubblicò (col suo cognome da ragazza Gutmann) una traduzione in inglese delle opere del poeta israeliano Yehuda Amichai. Il terzo marito di Assia fu il poeta canadese David Wevill.

[modifica] Ted Hughes

Nel 1961 Ted Hughes e Sylvia Plath diedero in affitto il loro appartamento di Londra (a Chalcot Road, Primrose Hill) ad Assia e David e si stabilirono a North Tawton, nel Devon. Poco dopo iniziò la relazione tra Assia e Ted. Al momento del suicidio di Sylvia, Assia era incinta di Ted, ma abortì poco dopo. [1]


Hughes la fece traslocare a Court Green (una casa nel Mid Devon che aveva comprato per lui e Sylvia). Assia era perseguitata dal ricordo di Sylvia; cominciò addirittura ad usare cose che erano appartenute alla poetessa [2]. Il 3 marzo 1965, Assia diede alla luce Alexandra Tatiana Eloise, chiamata "Shura". Tuttavia, iniziò a diventare ansiosa e credeva che Hughes l'avrebbe lasciata.

[modifica] Morte

Il 23 marzo 1969 Assia Wevill, a soli sei anni di distanza dalla morte della Plath, si suicidò, uccidendo anche sua figlia Shura, che aveva da poco compiuto quattro anni, ed usò un metodo che si ispirava a quello della Plath.

[modifica] Lascito

Il libro Crow di Ted Hughes fu dedicato alla memoria di Assia e Shura. La sua poesia Folktale tratta della sua relazione con Assia:

She wanted the silent heraldry
Of the purple beach by the noble wall.
He wanted Cabala the ghetto demon
With its polythene bag full of ashes.
"Lei voleva l'araldica silenziosa
della spiaggia viola sul nobile muro.
Lui voleva Cabala, il demone del ghetto
con la sua borsa di politene piena di cenere."

Nel film Sylvia, il personaggio di Assia è interpretato da Amira Casar.

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