Arcieparchia di Diyarbakır

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Arcieparchia di Diyarbakır
Archieparchia Amidensis Chaldaeorum
Chiesa caldea
Suffraganea del patriarcato di Babilonia
Arcieparca sede vacante
Sacerdoti 1 di cui 1 secolari
6.219 battezzati per sacerdote
Battezzati 6.219
Parrocchie 9
Erezione 1553
Rito caldeo
Indirizzo P.K. 496, Hamalbasi Caddesi 48, 80070 Beyoğlu, Istanbul, Turkiye
Dati dall'Annuario Pontificio 2010 * *
Chiesa cattolica in Turchia

L'arcieparchia di Diyarbakır (o di Amida) dei Caldei (in latino: Archieparchia Amidensis Chaldaeorum) è una sede della Chiesa cattolica caldea suffraganea del patriarcato di Babilonia. Nel 2009 contava 6.219 battezzati. È attualmente sede vacante.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcieparchia estende la sua giurisdizione sui fedeli della Chiesa cattolica caldea della Turchia.

Sede arcieparchiale è la città di Istanbul, nel quartiere di Beyoğlu.

Il territorio è suddiviso in 9 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La presenza nestoriana nell'alta Mesopotamia è piuttosto tardiva, essendo questa regione soprattutto dominata nel primo millennio cristiano dalla presenza dei Giacobiti e degli Armeni. Amida è segnalata come parte della diocesi nestoriana di Maiperqat nel 1257; fino al XVI secolo non sembra che Amida fosse sede di un vescovo nestoriano, anche se spesso il titolo appare unito ad altre sedi vicine, come nel caso del vescovo Ishoʿdnah, menzionato alla fine del XIII secolo come vescovo di Maiperqat, Amida e Mardin.

L'eparchia cattolica sorse attorno al 1553, quando il primo patriarca cattolico Shimun VIII Sulaqa, di ritorno dal suo viaggio a Roma, dove aveva ottenuto l'approvazione papale, per rinforzare la sua giovane chiesa ordinò cinque vescovi, tra cui Hormizd Habib, della famiglia Asmar di Amida, consacrato vescovo il 19 novembre 1553 con il nome di Eliya.

Dal 1681 al 1713 Amida (chiamata dai Turchi Diyarbakır) è stata sede dei patriarchi cattolici caldei, della serie dei Josephiti.

L'ultimo vescovo di Amida, Shlemun Mushe al-Sabbagh, fuggì nel 1915 a causa delle persecuzioni perpetrate dai Turchi durante la prima guerra mondiale. Dopo la sua morte Amida non ebbe più vescovi e la sede di fatto fu soppressa.

Il 3 gennaio 1966 in forza della bolla Chaldaici ritus di papa Paolo VI è stata restaurata con il nome attuale e con sede a Istanbul e contestualmente elevata al rango di arcieparchia.

Dal 2005 la sede è affidata a vicari patriarcali.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcieparchia al termine dell'anno 2009 contava 6.219 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1896[5] 3.000  ?  ? 7 428 4
1913[6] 4.180  ?  ? 12 348 5
1970  ?  ?  ? 6 6 0 21 6
1980 6.000  ?  ? 7 7 857 1 13
1990 1.400  ?  ? 5 5 280 1 6
1999 5.000  ?  ? 5 5 1.000 9
2001 5.100  ?  ? 1 1 5.100 9
2002 5.100  ?  ? 1 1 5.100 9
2003 4.800  ?  ? 2 2 2.400 9
2004 5.925  ?  ? 2 2 2.962 9
2006 4.226  ?  ? 1 1 4.226 9
2009 6.219  ?  ? 1 1 6.219 9

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vescovo che abiurò la professione di fede cattolica e ritornò al nestorianesimo.
  2. ^ Eletto vescovo nel 1667, professa la fede cattolica nel 1672 ed è promosso patriarca dei Caldei l'8 gennaio 1681.
  3. ^ Promosso patriarca il 21 maggio o 18 giugno 1696.
  4. ^ Dapprima amministratore apostolico, fu nominato alla sede di Amida il 24 febbraio 1879.
  5. ^ Chabot, op. cit., p. 453.
  6. ^ Annuaire Pontifical Catholique, op. cit., p. 490.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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