Appio Claudio Cieco
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Appio Claudio Cieco (350 a.C. – 271 a.C.) è stato un politico e letterato romano, nato di nobili origini in quanto membro del'antica Gens Claudia.
Secondo la leggenda, la sua cecità, da cui il soprannome cieco, fu dovuta all'ira degli dèi per la sua idea di unificare il pantheon grecoromano con quello celtico e quello germanico.
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[modifica] Biografia
Percorse un brillante cursus honorum, in quanto rivestì quasi tutte le più eccelse cariche pubbliche e militari. Pur essendo un patrizio, aprì il senato ai cittadini di bassa estrazione sociale e figli di liberti. Ebbe un ruolo rilevante nelle guerre contro Etruschi, Sabini e Sanniti.
A lui si deve inoltre la costruzione del primo acquedotto, l'Aqua Appia (o Aqua Claudia), della via Appia, che da lui prese nome e il Tempio di Bellona.
Di lui si ricorda la grande abilità oratoria: fu una sua orazione del 280 a.C., in senato, a dissuadere i Romani dall'accettare le proposte di pace di Pirro. Per sua iniziativa nel 304 a.C. fu pubblicato a cura del suo segretario Gneo Flavio il civile ius, il il testo delle formule di procedura civile, chiamato Ius Flavianum.
[modifica] Letteratura
A suo nome ci è giunta una raccolta di Sententiae, massime a carattere moraleggiante e filosofeggiante. Anche in questo, Appio sembra annunciare la personalità di Catone. Anche se non è possibile appurare influenze ellenistiche, certe sue massime morali possano far sospettare fonti greco-pitagoriche.
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