Ancylotherium

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Ancylotherium
Stato di conservazione: Fossile
Walk With Beasts exhibition Ancylotherium model.jpg
Ricostruzione della testa di Ancylotherium
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Perissodactyla
Famiglia Chalicotheriidae
Genere Ancylotherium

L'anciloterio (gen. Ancylotherium) è un mammifero perissodattilo estinto, appartenente ai calicoteri. Visse tra il Miocene superiore e il Pleistocene inferiore (circa 9 - 1,5 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in varie zone d'Europa, Africa e Asia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questo animale era di grosse dimensioni, e gli esemplari delle specie più grandi potevano raggiungere i due metri di altezza al garrese e la mezza tonnellata di peso. Possedeva un corpo robusto e forte, vagamente simile a quello di un cavallo da tiro. Le zampe erano lunghe e robuste, specialmente quelle anteriori; come tutti i calicoteri, le zampe erano dotate di tre forti artigli. Il cranio doveva possedere un muso allungato; nella specie Ancylotherium pentelicum, la calotta cranica era insolitamente rigonfia, a forma di cupola (Geraads et al., 2007). Questa caratteristica si ritrova, anche se in forma più accentuata, nel genere nordamericano Tylocephalonyx.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Ancylotherium venne descritto per la prima volta da Albert Gaudry nel 1863, sulla base di fossili ritrovati in Grecia, nel giacimento di Pikermi. La specie tipo, Ancylotherium pentelicum, è stata ritrovata in seguito in altre zone d'Europa (Macedonia, Bulgaria, Serbia, Spagna, Ucraina) e in Asia (Cina, Iran, Afghanistan, Turchia). In alcuni siti africani sono note le specie A. hennigi e A. cheboitense (Kenya, Tanzania, Etiopia), conosciute per resti più frammentari.

Ossa della zampa anteriore di Ancylotherium pentelicum

Ancylotherium è un rappresentante dei calicoteri, un gruppo di perissodattili dalle caratteristiche insolite, con zampe anteriori lunghe e munite di artigli. In particolare, questo animale è stato assegnato alla famiglia (o sottofamiglia) degli schizoteridi (o schizoterini), comprendenti forme dalla corporatura robusta e dagli arti anteriori di lunghezza simile ai posteriori. Ancylotherium sembrerebbe essersi sviluppato in Europa nel corso del Miocene superiore da forme più antiche, come Metaschizotherium, per poi espandersi in Asia e in Africa; in quest'ultimo continente si estinse all'inizio del Pleistocene, e fu uno degli ultimi calicoteri.

Assai simile era Moropus, vissuto in Nordamerica milioni di anni prima. Un altro genere dotato di una cupola ossea sul capo, Tylocephalonyx, non doveva essere strettamente imparentato ad Ancylotherium; è possibile quindi che questa insolita struttura si sia sviluppata nei calicoteridi almeno un paio di volte, indipendentemente (Geraads, 2007).

Paleobiologia[modifica | modifica sorgente]

Nel famoso sito di Laetoli, in Tanzania, sono state ritrovate due impronte che corrispondono a quelle di un ungulato tridattilo, artigliato e di taglia simile a quella di un cavallo. Un'analisi dettagliata ha mostrato che l'autore potrebbe essere un calicoterio; nello stesso sito, inoltre, sono stati ritrovati i resti di Ancylotherium hennigi. Ancylotherium, il cui nome significa "bestia - uncino" a causa degli artigli, doveva camminare sulle punte dei suoi metapodi, e i grandi artigli dovevano essere tenuti retratti, cosicché solo le punte toccavano il terreno. Questo animale utilizzava i grandi artigli probabilmente per aggrapparsi ai rami degli alberi, abbassarli al livello della bocca e nutrirsi di foglie. È anche possibile che gli artigli servissero per dissotterrare radici.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaudry, A., and E. Lartet. 1856. Résultats des recherches paléontologiques entreprises dans l'Attique sous les auspices de l'Académie. Comptes-rendus des séances de l'Académie des Sciences 43:271–274.
  • Gaudry, A. 1862–67. Animaux fossiles et géologie de l’Attique. Savy, Paris, 474 p. [the chapter on Ancylotherium was published in 1863].
  • Schaub, S. 1943. Die Vorderextremität von Ancylotherium pentelicum GAUDRY and LARTET. Schweizerische Paläontologische Abhandlungen 64:1–36.
  • Thenius, E. 1953. Studien über fossile Vertebraten Griechenlands. III. Das Maxillargebiss von Ancylotherium pentelicum GAUDRY und LARTET. Annales Géologiques des Pays Helléniques 5:97–106.
  • Guérin, C. 1985. Les rhinocéros et les chalicothères (Mamalia, Perissodactyla) des gisements de la vallée de l'Omo en Ethiopie (collections françaises); pp. 67–89 in Y. Coppens and F. Clark Howell, Les faunes plio-pléistocènes de la basse vallée de l'Omo. Tome 1. Editions du CNRS, Paris, France.
  • Guérin, C. 1987. Chalicotheriidae (Mammalia, Perissodactyla) remains from Laetoli; pp. 315– 320 in M. D. Leakey and J. M. Harris (eds.), Laetoli: a Pliocene site in Northern Tanzania. Clarendon Press, Oxford.
  • Roussiakis, S.J., and G. E. Theodorou. 2001. Ancylotherium pentelicum (GAUDRY & LARTET, 1856) (Perissodactyla, Mammalia) from the classic locality of Pikermi (Attica, Greece), stored in the palaeontological and geological museum of Athens. Géobios 34:563–584.
  • Saraç, G., T. Kaya, and D. Geraads. 2002. Ancylotherium pentelicum (Perissodactyla, Mammalia) from the upper Miocene of central and western Turkey. Géobios 35:241–251.
  • Guérin, C. and M. Pickford. 2005. Ancylotherium cheboitense nov. sp., nouveau Chalicotheriidae (Mammalia, Perissodactyla) du Miocène supérieur des Tugen Hills (Kenya). C. R. Palevol. 4:225–234.
  • D. Geraads, E. Tsoukala, and N. Spassov. 2007. A skull of Ancylotherium (Chalicotheriidae, Mammalia) from the late Miocene of Thermopigi (Serres, N. Greece) and the relationships of the genus. Journal of Vertebrate Paleontology 27(2): 461-466