Anagoge

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Ugo di San Vittore, filosofo della Scolastica. Il senso anagogico è classificato nel suo De scripturis.

Anagogico è un aggettivo derivante dal greco ἀναγωγικός (lett. "conoscere a fondo") utilizzato in teologia, patristica e scolastica. Accezioni del termine assumono rilievo anche nella filosofia moderna e nel linguaggio della critica letteraria.

Esegesi biblica[modifica | modifica sorgente]

Si ritrova nella locuzione «significato anagogico» per indicare uno dei quattro significati delle Scritture (letterale, allegorico, morale e anagogico) secondo la distinzione che può rinvenirsi in Ugo di San Vittore[1] e, specificatamente, quello che rivela il significato più profondo e recondito delle Sacre scritture, mediante un procedimento che conduce dalle cose dell'esperienza sensibile a quella divina e, più in generale, dalle creature viventi alla loro causa prima[2].

« 6. Lo quarto senso si chiama anagogico, cioè sovrasenso; e questo è quando spiritualmente si spone una scrittura, la quale ancora [sia vera] eziandio nel senso litterale, per le cose significate significa de le superne cose de l'etternal gloria sì, come vedere si può in quello canto del Profeta che dice che, ne l'uscita del popolo d'Israel d'Egitto, Giudea è fatta santa e libera. 7. Chè avvegna essere vera secondo la lettera sia manifesto, non meno è vero quello che spiritualmente s'intende, cioè che ne l'uscita de l'anima dal peccato, essa sia fatta santa e libera in sua potestate. 8. E in dimostrar questo, sempre lo litterale dee andare innanzi, sì come quello ne la cui sentenza li altri sono inchiusi, e sanza lo quale sarebbe impossibile ed inrazionale intendere a li altri, e massimamente a lo allegorico. »
(Dante Alighieri. Convivio, II.i.6-8[3])

Codificato nei simboli dell'interpretazione esegetica dei testi sacri, il significato anagogico "conduce" al divino e alla sua visione.
Gerarchicamente, nei quattro significati della Scrittura, quello anagogico viene per ultimo, dopo il significato letterale, quello allegorico e quello tropologico (o morale). Questa visione viene ripresa da Dante nel Convivio e nella lettera a Cangrande della Scala.

Filosofia e critica letteraria[modifica | modifica sorgente]

Il significato più generale si ritrova nell'indagine filosofica: per Leibniz, «l'induzione anagogica» è, infatti, quella che cerca di risalire alla causa prima.

Per estensione, nella critica letteraria, «l'interpretazione anagogica» è quella che tenta di andare oltre il senso letterale o immediato del testo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ugo di San Vittore, De scripturis, III
  2. ^ Voce «ANAGOGICO» da: Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, terza edizione ampliata da Giovanni Fornero, UTET, Torino, 1998
  3. ^ Dante Alighieri. Convivio, Trattato II, Capitolo I, 6-8. (Wikisource)

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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