Altri libertini

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Altri libertini
Autore Pier Vittorio Tondelli
1ª ed. originale 1980
Genere romanzo
Lingua originale italiano

Altri libertini è un romanzo, opera prima di Pier Vittorio Tondelli, pubblicato nel 1980 da Feltrinelli.

Il successo di pubblico indusse l'editore a predisporre fino a tre edizioni allorché il Procuratore generale de L'Aquila ne ordina il sequestro per oscenità e oltraggio della pubblica morale, a causa della denuncia perpetrata da un privato cittadino offeso dalla presenza di bestemmie (spia in realtà di un progetto di mimesi linguistica che rimanda ad Alberto Arbasino) e immagini obiettivamente forti o, perlomeno, inusuali agli occhi della morale comune.

Catalogato inizialmente dalla maggior parte della critica come un fenomeno di costume destinato ad esaurirsi nel breve volgere di una stagione, Altri libertini raccoglie un clamoroso successo presso il pubblico, formato principalmente da coetanei del giovane scrittore, attratti in primis dalla forte carica trasgressiva dell'opera ma anche dalla vicinanza ideologico-cronologica alle vicende narrate.

Il libro si presenta come una raccolta di racconti anche se Tondelli stesso preferiva parlare di romanzo a episodi, data la ricorrenza di situazioni e personaggi in taluni dei sei racconti.

Il linguaggio di Altri libertini è un patchwork che combina il parlato giovanile degli anni ottanta, dialettismi emiliani, qualche riferimento letterario alto (spesso in chiave parodica) e infine il linguaggio della musica, del cinema, del fumetto... Insomma, una lingua definibile nuova, frutto di un grande progetto letterario e non certo sintomo di una incapacità scrittoria di fondo (molti dei termini usati da Tondelli si ritroveranno nel libro, sempre edito da Feltrinelli in quel 1980, "Pesta duro e vai trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile", curato da Gian Ruggero Manzoni, amico dello scrittore e allievo, come lui, del DAMS di Bologna).

I protagonisti del libro sono dei giovani degli anni settanta, centrifugati verso un libertinaggio eversivo da quella società che ha prodotto il compromesso storico, escludendo di fatto quei giovani che si rifiutavano di conformarvisi: si tratta di tutta una umanità sommessa che cerca e trova la panacea alle proprie miserie nella droga o nella fuga da tutto e da tutti, anche da sé stessi. E quel Nord (Amsterdam, Bruxelles, l'Autobrennero...) vagheggiato e talvolta raggiunto da alcuni protagonisti rappresenta l'unica terra di libertà ancora concessagli, in contrasto con quell'Italia provinciale, il cui simbolo è Correggio (città natale di Tondelli stesso), che è allo stesso tempo salvifica terra natale e luogo di morte (sia essa civile, intellettuale...).

Tondelli, con il suo Altri libertini narra apertamente, senza alcun tipo di sotterfugio linguistico, di rapporti omosessuali, tanto da diventare una bandiera della critica gay. Ma Altri libertini non è riducibile allo sdoganamento dell'omosessualità; gli appartengono un vasto ventaglio di tematiche e caratteristiche linguistico-strutturali che ne fanno un libro letto, studiato e amato moltissimo ancora oggi,[senza fonte] a trentun anni dalla sua pubblicazione.

L'edizione Bompiani è stata edulcorata delle bestemmie, mentre l'edizione Feltrinelli è quella intatta[1].

Il libro può considerarsi precursore[senza fonte] (insieme al progetto Under 25) della scena letterale Pulp in Italia sviluppatosi negli anni novanta con i Cannibali.[2]

[modifica] Note

  1. ^ Recensione su culturagay.it
  2. ^ dai cannibali ai cosmetici (file.pdf)

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