Alla luce del sole (film)

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Alla luce del sole
Lumière.png
Una scena del film
Titolo originale Alla luce del sole
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, biografico
Regia Roberto Faenza
Soggetto Roberto Faenza
Sceneggiatura Roberto Faenza con la collaborazione di Gianni Arduini, Giacomo Maia, Dino Gentili, Filippo Gentili, Cristiana Del Bello
Produttore Elda Ferri
Produttore esecutivo Claudio Grassetti, Giulio Cestari
Casa di produzione Jean Vigo Italia
Fotografia Italo Petriccione
Montaggio Massimo Fiocchi
Musiche Andrea Guerra
Scenografia Davide Bassan
Costumi Sonu Mishra
Trucco Maurizio Nardi
Interpreti e personaggi
Premi
« Pochi giorni fa, prima di tornare qui come parroco, io ho sognato il futuro di questo quartiere ed è stato proprio bello. Bello perché ho sognato un posto dove erano spariti i furti, era sparita la droga, dove non c'erano più violenze, prepotenze, dove la gente non aveva paura, dove non c'era più la fame perché c'era lavoro per tutti, dove c'erano delle scuole bellissime, dove i bambini giocavano »
(Il sogno di don Puglisi detto nel film.)

Alla luce del sole è un film del 2005 diretto da Roberto Faenza.

È un film di denuncia sociale, dedicato all'opera e all'omicidio di don Pino Puglisi, interpretato da Luca Zingaretti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Questo film è tratto dalla storia vera di padre Giuseppe "Pino" Puglisi, una vittima della mafia. È ambientato a Palermo, nel quartiere di Brancaccio, nel 1991. Don Puglisi è il sacerdote della chiesa del quartiere e si accorge ben presto di una dura verità: i bambini della zona sono coinvolti nella malavita e molti hanno genitori mafiosi. Don Puglisi cerca quindi di cambiare la situazione, dicendo loro di andare a scuola, in chiesa e di non rubare. Ai ragazzi piace andare a trovare don Pino in parrocchia: è infatti un momento in cui si possono sfogare giocando, soprattutto a calcio. I genitori mafiosi, al contrario, sembrano non gradire gli insegnamenti del sacerdote: per esempio, ad un ragazzino di nome Domenico viene impedito di frequentare la parrocchia e addirittura, quando disubbidisce, egli viene frustato dal padre.

Padre Puglisi manda comunque dei messaggi chiari ai mafiosi di Palermo, facendo dei discorsi nella piazzetta della chiesa, ma non viene ascoltato praticamente da nessuno. Il suo messaggio per i cosiddetti “uomini d'onore” era di presentarsi “alla luce del sole” e di non agire nell'ombra. Don Puglisi si rende allora conto di essere in pericolo e che potrebbe essere ucciso in qualsiasi momento. Infatti, il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, viene ucciso per strada da un gruppo di mafiosi che lo avevano seguito in auto. Le ultime parole da lui pronunciate sono state: “Vi aspettavo”. Nell'ultima scena, in cui viene celebrato il funerale, sono presenti tutti i bambini della parrocchia e lasciano un pensierino per lui sopra la bara.

Errori cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Nel film si fa riferimento agli attentati avvenuti ai danni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Viene riscontrato però un errore storico: viene detto che la carica di esplosivo usata per l'attentato a Borsellino era stata fatta brillare da una Seat Ibiza, anziché da una Fiat 126. Inoltre quando la giornalista annuncia alla radio l'uccisione di Falcone afferma che l'agguato è scattato alle 18:10, quando invece avvenne alle 17:57.

Un altro piccolo errore è che nel film si notano spesso treni con la colorazione XMPR, che è stata introdotta alcuni anni dopo l'epoca dell'ambientazione del film.

La scena dell'omicidio è totalmente diversa da come avvenne realmente, Don Puglisi venne ucciso alle ore 22.00 mentre nel film la scena viene mostrata in pieno giorno.

Inoltre, appena prima di morire, il prete disse le parole "me lo aspettavo" mentre nel film dice "vi aspettavo" e nella realtà gli assassini erano soltanto due, Gaspare Spatuzza e Salvatore Grigoli, e non vi era la presenza di nessuno dei fratelli Graviano come invece appare nella pellicola.

Quando la radio annuncia la morte di Falcone, Don Puglisi alza il volume ma quando viene inquadrata la manopola, il cruscotto è quello di una BMW invece che della sua Fiat Uno; inoltre la radio parla delle auto di Giovanni Falcone come di due Fiat Croma e una Fiat Tipo mentre nella realtà erano tre Fiat Croma.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Diritti televisivi[modifica | modifica sorgente]

La RAI detiene i diritti televisivi di questo film, che è stato trasmesso in prima serata su Rai 1.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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