Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno

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Coordinate: 46°12′50″N 7°00′15″E / 46.213889°N 7.004167°E46.213889; 7.004167

Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno
Abbatia Territorialis S. Mauritii Agaunensis
Chiesa latina
32126 St-Maurice 1990-06-03.jpg
Abate Joseph Roduit, C.R.A.
Sacerdoti 55 di cui 55 regolari
103 battezzati per sacerdote
Religiosi 59 uomini, 55 donne
Abitanti 6.637
Battezzati 5.670 (85,4% del totale)
Superficie 100 km² in Svizzera
Parrocchie 5
Erezione 515
Rito romano
Indirizzo C.P. 142, CH-1890 Saint-Maurice, Valais, Suisse
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Svizzera

L'abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno (in latino: Abbatia Territorialis S. Mauritii Agaunensis) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2004 contava 5.670 battezzati su 6.637 abitanti. È attualmente retta dall'abate Joseph Roduit, C.R.A.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel canton Vallese in Svizzera.

Il territorio è suddiviso in 5 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia giocò un ruolo importante nella storia di questa regione. È la più antica dell'Europa occidentale ad essere stata occupata permanentemente.

Quest'abbazia sorge presso una sorgente che già in epoca romana era sede di un tempio dedicato alle ninfe, secondo altre fonti, a Mercurio.

La tradizione fa risalire a Teodoro, primo vescovo di Martigny, la costruzione nel 381 del primo santuario dedicato a San Maurizio e ai legionari della legione Tebea, santuario che venne poi ampliato nel V secolo.

L'abbazia venne fondata il 22 settembre 515 dal re burgundo San Sigismondo. Primo re burgundo cattolico. Il padre Gondebaudo era invece di religione ariana. Dopo la salita al trono nel 516, fece dell'abbazia un luogo di pellegrinaggi per il suo popolo che lo dovette seguire nell'adesione alla nuova fede. La basilica sorge sul posto dove sorgeva un santuario che ospitava i resti di San Maurizio martire, che fu ucciso, secondo la tradizione, assieme a tutti i soldati della legione Tebea alla fine del III secolo, in quanto questi soldati e il loro comandante Maurizio si rifiutavano di offrire sacrifici all'Imperatore. Il santuario a Maurizio era stato voluto dal primo vescovo del Vallese Teodoro, agli inizi del V secolo.

Agaunum: denier
Agaune 581691.jpg
Tempio. XPI S MAVRICI Croce potenziata, accantonata da tortelli. LVDOVICVS IMP
Moneta carolingia, imitante un denier di Ludovico il Pio. L'abbazia aveva il diritto di battere moneta.

La prima basilica data di questo periodo, come il battistero, con un fonte battesimale che permetteva di ottenere il battesimo con il rito dell'immersione parziale. Fonte battesimale che è ancora visibile.

La basilica venne orientata est - ovest, ai piedi di uno sperone di roccia. Cinquecento era il numero dei monaci che si alternavano all'interno della chiesa per permettere il rito della laus perennis. L'intero centro monastico fu molto fiorente nei due secoli che seguirono. Nel 574 subì il sacco dei Longobardi, ma appena questi lasciarono la regione venne immediatamente ricostruito. Dopo i primi due secoli il numero dei monaci incominciò a diminuire. Nell'VIII secolo e nel IX secolo alcuni terremoti distrussero la basilica che venne sempre ricostruita sulle stesse fondamenta.

Il re franco Carlo il Calvo, ottenne il possesso dell'abbazia da suo zio materno Uberto. Sposata in seconde nozze la concubina Richilde delle Ardenne accordò a suo nipote Bosone V di Provenza il possesso del convento.

Re Sigismondo, che vi si rifugiò dopo aver ucciso il proprio figlio Sigerico (522), per espiare questa tremenda colpa istituì la laus perennis: una preghiera che si protraeva ininterrottamente con i monaci che si alternavano. Questa forma di preghiera venne mantenuta fino al IX secolo. Nell'888 vi fu incoronato il primo re di Borgogna Rodolfo.

Amedeo III di Savoia che ne fu l'abate laico tra il 1103 e 1147, aiutò molto alla rinascita dell'abbazia. I re di Borgogna vi si facevano incoronare.

Nel 1128 i canonici che nel frattempo avevano sostituito i monaci, abbracciarono la regola di sant'Agostino.

Nel Medioevo, l'abbazia giocò un importante ruolo politico nel Vallese. Alcuni abati furono anche vescovi di Sion e quindi conti del Vallese. In altri casi si allearono con la casa di Savoia in contrapposizione al conte-vescovo del Vallese.

Un nuovo terremoto distrusse la basilica nel XVII secolo; la nuova costruzione venne orientata nord-sud.

Il ruolo politico dell'abbazia venne meno a partire dal 1798 con la rivoluzione vallesana; essa diventa abbazia territoriale.

Il 3 luglio 1840 con il breve In amplissimo di papa Gregorio XVI agli abati di San Maurizio fu concesso in perpetuo il titolo di vescovi di Betlemme. Il 4 agosto dello stesso anno lo stesso Papa con il breve Ea est dignitas concesse all'abbazia numerosi privilegi.

I confini dell'abbazia territoriale con la diocesi di Sion furono sanciti l'11 ottobre 1933 con la bolla Pastoralis cura di papa Pio XI.

Vari terremoti distrussero in più occasioni gli edifici, l'ultimo dei quali venne eretto dopo l'ennesima distruzione e ottenne il titolo di basilica nel 1948.

Cronotassi degli abati[modifica | modifica wikitesto]

  • Etienne-Barthélemy Bagnoud, C.R.A. † (3 settembre 1834 - 2 novembre 1888 deceduto)
  • Joseph Paccolat, C.R.A. † (4 dicembre 1888 - 4 aprile 1909 deceduto)
  • Joseph-Emile Abbet, C.R.A. † (21 aprile 1909 - 3 agosto 1914 deceduto)
  • Joseph-Tobie Mariétan, C.R.A. † (13 agosto 1914 - 8 febbraio 1931 dimesso)
  • Bernard Alexis Burquier, C.R.A. † (8 agosto 1932 - 30 marzo 1943 deceduto)
  • Lois-Séverin Haller, C.R.A. † (14 giugno 1943 - 1970 ritirato)
  • Henri Salina, C.R.A. † (15 luglio 1970 - 25 febbraio 1999 dimesso)
  • Joseph Roduit, C.R.A., dal 5 aprile 1999

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 6.637 persone contava 5.670 battezzati, corrispondenti all'85,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 12.880 26.450 48,7 87 19 68 148 91 226 11
1970 3.900 4.500 86,7 115 115 33 130 18 6
1980 3.830 4.530 84,5 45 1 44 85 55 11 6
1990 4.750 5.300 89,6 77 77 61 1 84 9 6
1999 5.851 6.983 83,8 66 2 64 88 70 91 5
2000 5.851 6.983 83,8 61 61 95 67 63 5
2001 5.851 6.983 83,8 59 59 99 65 62 5
2002 5.851 7.000 83,6 60 60 97 66 60 5
2003 5.670 6.637 85,4 58 58 97 64 58 5
2004 5.670 6.637 85,4 55 55 103 59 55 5

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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