Padiglione B della Fiera di Genova

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Coordinate: 44°23′45″N 8°56′23″E / 44.395833°N 8.939722°E44.395833; 8.939722
Vista frontale del padiglione B

Il Padiglione B, noto anche come Padiglione Blu o Padiglione Jean Nouvel, è un edificio fieristico che sorge all'interno dell'area della Fiera di Genova.

Progettato dall'architetto Jean Nouvel, sostituisce ingrandendo e modernizzando il preesistente padiglione omonimo risalente agli anni '60 del XX secolo. La nuova struttura, fra le principali dell'area insieme al Palasport, è stata inaugurata nel 2009.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo edificio denominato padiglione B fu costruito nell'area della Fiera di Genova fra il 1960 e il 1962, ed era strutturato in due parti di uguali dimensioni:[1] la parte B1 si affacciava - ed era collegata grazie a un sottopassaggio - sulla marina del quartiere fieristico e contava su due gallerie; la parte B2, di più recente costruzione, portava la superficie complessiva a oltre diecimila metri quadrati. Insieme agli altri edifici dell'area, ospitò per più di un trentennio le principali fiere cittadine.

Il progetto di un rinnovamento e ammodernamento ingegneristico della zona fieristica iniziò a essere discusso alla fine degli anni '90. Al bando per un nuovo padiglione, promosso dalla giunta del sindaco Giuseppe Pericu con l'obiettivo di un rilancio dell'area, parteciparono noti architetti fra i quali Jean Nouvel, Nicholas Grimshaw e Michael Hopkins.[2] Su avallo dell'amministrazione, nel 2005 vinse il progetto dell'architetto francese Jean Nouvel, già noto per edifici come il Burj Qatar, la Copenhagen Concert Hall e la Torre Glòries di Barcellona.[2][3] I lavori iniziarono alcuni mesi dopo e il precedente padiglione fu demolito nel 2007.[4] Il 9 aprile 2008, durante la costruzione, si verificò un importante crollo della struttura metallica - alta 18 metri e lunga 48 - che doveva sostenere la copertura del nuovo edificio, e coinvolse anche piloni in cemento e putrelle; i lavori erano momentaneamente sospesi per pioggia e non vi furono quindi feriti.[5][6]

L'inaugurazione del nuovo padiglione, inizialmente prevista per l'autunno del 2008,[4] slittò alla primavera del 2009[7] e infine si tenne il 2 ottobre alla presenza del nuovo sindaco Marta Vincenzi.[8][9]

Dopo l'inaugurazione, la struttura generò accese polemiche sia per gli elevati costi costruttivi,[10][11] sia per l'estetica impattante sul litorale.[11][12] Secondo il progetto che nel 2005 fece aggiudicare i lavori, il tetto avrebbe dovuto essere costituito da un «immenso specchio blu rettangolare»,[13][2][14] successivamente, però, si installò un tetto provvisorio in lamiera verniciata blu che non fu più sostituito.[10][12] L'altezza della struttura, inoltre, oscurò la visibilità della costa dal sovrastante corso Aurelio Saffi.[10][15] Sandro Biasotti, ex presidente della regione, definì l'edificio un «danno per la città»,[10] e il presidente del consiglio genovese degli architetti parlò di «capannone, così com’è»,[10] mentre la stampa lo ribattezzò criticamente "il padiglione degli sprechi".[16][17][18] Fu proposto di gestire il problema del tetto con l'installazione di moduli fotovoltaici, ma la proposta non si concretizzò.[19]

Negli anni successivi, con gli altri padiglioni della fiera, la struttura continuò a ospitare le principali fiere cittadine, fra le quali il Salone nautico di Genova.

Nel febbraio 2015, un secondo crollo - più contenuto - interessò il controsoffitto esterno dell'edificio, danneggiando alcune barche e autovetture.[20] Per rimettere in sicurezza la struttura furono stanziati dal comune 760.000 euro in regime di somma urgenza.[21] Gli elevati costi di costruzione del padiglione, giunti a circa 43 milioni di euro,[22] e di gestione, contribuirono alla crisi della società che gestiva le attività della fiera,[23][24][25] che nel 2015 mise in mobilità i propri dipendenti e infine andò in liquidazione.[26][22][27][28][29] La vicenda causò contenziosi fra la società costruttrice e quella amministratrice,[8] quest'ultima annunciò anche una causa verso il progettista Jean Nouvel[16] il quale, a sua volta, diffidò dall'utilizzare il proprio nome in associazione all'edificio poiché non completato nel modo da lui previsto.[30][31] Dopo le difficoltà economiche, la gestione dell'area fiera e del padiglione passarono nel 2019 a Porto Antico Spa.[32]

Il 18 agosto 2018 si sono tenuti all'interno della struttura i funerali di stato per le vittime del crollo del Ponte Morandi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.[33]

Con gli imponenti lavori di riqualificazione dell'intera zona, iniziati con l'approvazione del progetto Waterfront di Levante, il padiglione B e il Palasport sono sopravvissuti alla demolizione che ha invece interessato gli altri edifici dell'area della fiera.[34]

A partire dal 29 marzo 2021, il padiglione B è stato utilizzato come centro per la vaccinazione anti COVID-19 in Liguria.[35]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si sviluppa su tre piani: due a uso espositivo e uno intermedio (lato mare) per servizi e uffici; la superficie espositiva complessiva è di ventimila metri quadrati (doppia rispetto al padiglione preesistente). La superficie totale è di trentacinquemila metri quadrati, comprendendo il foyer, spazi comuni, spazi destinati ai servizi e ai locali tecnici. Si caratterizza per un ampio uso di superfici vetrate e di controsoffitti riflettenti.

L'edificio, precedentemente edificato alla quota di 5,50 m sul livello del mare, sorge alla quota 0,90 in continuità con il mare sul quale si affaccia. L'accesso al primo piano avviene dalla parte opposta dov'è stata mantenuta la quota di 5,50 m. Per mezzo di alcune rampe, è possibile anche ai grandi articolati raggiungere l'interno dei due livelli espositivi.

Il progetto dell'architetto Jean Nouvel è stato edificato da Coopsette e i lavori diretti da D'Appolonia.[36]

I costi fra manutenzione e canone d'investimento per il padiglione, secondo quanto riferito dal consigliere Matteo Rosso, ammonterebbero a due milioni di euro all'anno.[30][21]

La descrizione di Jean Nouvel[modifica | modifica wikitesto]

Vengono citate si seguito le note descrittive dell'autore riferite al progetto originale del 2005:

«È semplice. Troppo semplice perché sia così semplice.

È prima di tutto un piano, un piano blu, troppo blu. Il blu cielo delle fotografie sotto esposte o degli esordi del cinematografo… questo piano è evidentemente un tetto, si leggerà dalla città, dalla strada sopraelevata che lo costeggia, come un'astrazione, un immenso specchio blu rettangolare nel quale si riflette o il blu del cielo o le nuvole che diventano plumbee sotto la pioggia o nel grigiore. Queste nuvole imprimono sullo specchio un lento movimento atmosferico.

L'interno non è a prima vista molto più complicato: due grandi hall orientate verso il mare. una sotto il piano di copertura è una terrazza coperta, completamente aperta sul porto. L'altra è il prolungamento della banchina nell'edificio, anche lei totalmente aperta. Quando dico aperto bisogna intendere interamente vetrato, ma anche ampiamente apribile quando il vento e la temperatura lo consentono. Queste due grandi hall sono sotto due specchi che evocano la superficie del mare. Uno è costituito da piccole onde come la superficie irregolare dell'acqua del porto, come quelle leggere increspature che "ammaccano" il mare. L'altro è ritmato da lunghe onde parallele alla banchina, la variazione d'ampiezza dell'onda crea una sinusoide che decresce avvicinandosi al porto. questi specchi rifrangono, riformano la vita delle esposizioni che coprono, ma anche, su una superficie minore, le barche del porto… nel primo c'è qualcosa di simile al caleidoscopio il cui principio geometrico è perturbato dall'aleatorio, nel secondo si trova, su dei ritmi paralleli, l'allungamento curvo delle immagini come sulle carrozzerie o sui paraurti delle macchine.

Sotto il primo specchio l'illuminazione è assicurata da lampioni "pluggati" al suolo che, ovviamente, non toccano mai il soffitto. Sotto il secondo, i proiettori sono nelle onde, nelle pieghe o dietro a dei vetri a specchio. questi due sistemi creano dei bagliori simili ai famigerati riflessi d'argento con i quali il sole gratifica il mare. Dal porto, dalla banchina, dall'esterno le esposizioni creano un doppio spettacolo di riflessi dinamici, multicolori, movimentati.

Il ristorante, invece, si allunga sul limite tra il porto e le esposizioni beneficiando della serenità della vista delle barche, o, secondo gli sguardi, dei bagliori dinamici degli avvenimenti.[36]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Blueprint Competition, Sotteri
  2. ^ a b c Edilportale, Nouvel firma un immenso specchio blu per Genova
  3. ^ Renzo Rosso, Bisagno. Il fiume nascosto, Marsilio, 2014, ISBN 8831717901.
  4. ^ a b Primocanale, Iniziata demolizione padiglione B in fiera, 9 gennaio 2007
  5. ^ Adnkronos, Genova: alla fiera crolla un padiglione in costruzione, nessun ferito, 9 aprile 2008
  6. ^ La Repubblica, Crollo Fiera, indagati i vertici, 16 aprile 2008
  7. ^ Archiportale, Fiera Genova, il nuovo padiglione firmato Jean Nouvel, 26 settembre 2008
  8. ^ a b Primocanale, Il disastro della Fiera e i colpevoli senza nomi, 14 febbraio 2016
  9. ^ Archiportale, Genova inaugura il padiglione fieristico di Nouvel, 9 ottobre 2009
  10. ^ a b c d e Il Secolo XIX, Carignano contro il padiglione B, 31 ottobre 2008
  11. ^ a b Il Fatto Quotidiano, Fiera Genova, carrozzone pubblico al bivio tra speculazione e rilancio, 5 marzo 2014
  12. ^ a b La Repubblica, Fiera: Nouvel e i gabbiani, attrazione fatale quelle brutte macchie sul tetto blu dipinto di blu, 14 luglio 2010
  13. ^ Archilovers.com, Padiglione B Fiera Genova
  14. ^ Aefi.it, Sulla Fiera il sigillo blu di Nouvel
  15. ^ Primocanale, Rosso, Pdl: "Padiglione B di Jean Nouvel crea danno paesaggistico", 16 settembre 2008
  16. ^ a b Il Secolo XIX, Padiglione degli sprechi, la Fiera fa causa a Nouvel, 14 aprile 2013
  17. ^ Fivedabliu, Vendita aree fiera, Putti (Chiamami Genova): "Nel disinteresse generale, il Comune ha dato l'OK per cedere qualcosa che appartiene a noi genovesi", 11 aprile 2018
  18. ^ Blitz Quotidiano, Salone nautico in disarmo a Genova, ieri barche, domani…, 18 febbraio 2016
  19. ^ Città della Spezia, Regione: le proposte del Partito Democratico sulla politica energetica in Liguria, 26 novembre 2009
  20. ^ Genova Today, Fiera: crolla parte del controssoffitto del padiglione B, 23 febbraio 2015
  21. ^ a b Genova Today, Fiera di Genova, 760mila euro per la messa in sicurezza del Padiglione B, 15 luglio 2015
  22. ^ a b Il Sole 24 Ore, Fiera di Genova mette in mobilità tutti i dipendenti, 19 dicembre 2015
  23. ^ Roberto Preve, Fiera: il tetto è blu, ma il posto non c'è più, La Repubblica, 4 ottobre 2012
  24. ^ Era Superba, Fiera di Genova, quale destino per aree e dipendenti di una società pubblica in liquidazione?, 16 marzo 2016
  25. ^ Il Secolo XIX, Fiera, a rischio 498 aziende dell'indotto, 14 aprile 2013. "Sono stati in silenzio negli anni dei grandi investimenti sul Padiglione B, l'opera d'arte dell'archistar Jean Nouvel, considerata oggi la madre di tutte le catastrofi del quartiere fieristico"
  26. ^ Il Secolo XIX, Fiera di Genova, morte annunciata: al via la liquidazione, 31 marzo 2016
  27. ^ Comune di Genova, Fiera di Genova Spa
  28. ^ ANSA, Via libera liquidazione Fiera Genova, 22 marzo 2016
  29. ^ Il Secolo XIX, Danno di 34 milioni nella vendita della Fiera di Genova, 28 gennaio 2018
  30. ^ a b Il Giornale, «Errori di gestione, la Fiera rischia la liquidazione», 31 luglio 2012
  31. ^ Genova24, Fiera di Genova, Rosso (Pdl): "Situazione critica, subito audizione dei vertici", 30 luglio 2012
  32. ^ BizJournal, Intesa sulle aree Fiera-Porto Antico, a Ucina la concessione decennale, ma solo per il periodo del Salone, 24 settembre 2019
  33. ^ Comune di Genova, Funerali solenni a Genova per 19 delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, 18 agosto 2018
  34. ^ Comune di Genova, Waterfront di Levante, partono i lavori per il nuovo Palasport, 20 gennaio 2021
  35. ^ Asl 3, Centro vaccinazione anti-covid Asl3 Fiera del mare: modalità di accesso
  36. ^ a b Copia archiviata, su fiera.ge.it. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2013).