Walter Pedullà

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Walter Pedullà (Siderno, 10 ottobre 1930) è un saggista, critico letterario e giornalista italiano[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Walter Pedullà è professore Emerito dell'Università "La Sapienza" di Roma, nella cui Facoltà di Lettere ha insegnato dal 1958 per quasi cinquant'anni Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea[1]. È stato giornalista professionista dal 1962 al 1980, è stato critico letterario dell'Avanti! dal 1961[1] al 1993 e attualmente collabora al Messaggero, dopo aver collaborato con l’Unità, Italia Oggi, Il mattino. Ha fondato nel 2001 e da tredici anni dirige due riviste culturali: L'Illuminista e Il Caffè illustrato[1].

Ha diretto con Nino Borsellino la Storia generale della letteratura italiana, in dodici volumi, che, edita nel 1999 da Rizzoli e Motta, è stata nel 2004 ristampata in edizione economica e in sedici volumi dall'Espresso.

Ha diretto la collana di classici italiani Cento libri per mille anni (due interamente curati da lui - uno su Svevo, un altro su narratori e prosatori del Novecento - e due in collaborazione con altri: uno sul saggio del Novecento e uno sulla poesia e il teatro del Novecento).

È presidente o membro (o lo è stato di recente) delle giurie, fra le altre, dei maggiori premi letterari (Strega, Viareggio, Campiello, Mondello, Scanno, Pen Club, Flaiano, Bari, nonché Penna, Pisa, Aquileia, Coni, Latina, Oriente-Express, Trulli, Crotone, Vibo, Padula, Siderno, Palmi, Locri, Gela, Messina, Taranto, ecc.).

Ha vinto tra gli altri i premi Vittorini, Borgese, Giusti, Locri, Melfi, Adelphi, Regium Juli, Siderno, Cortina, Montesilvano. È stato Presidente della RAI nel 1992 e nel 1993. Dal 1995 al 31 ottobre 2001 è stato Presidente del Teatro di Roma. È Cavaliere di Gran Croce per meriti culturali.

È autore di numerosi libri di saggistica letteraria, tra cui monografie su Savinio, Gadda, Palazzeschi, Debenedetti, raccolte di saggi centrati su temi generali del Novecento come il futurismo, la neoavanguardia, la comicità, la Controcultura, il fantastico, la questione meridionale, l'emarginazione.

È con Pagliarani, Malerba, Manganelli, Guglielmi tra i fondatori della Cooperativa Scrittori, della quale è stato Vicepresidente. Ha diretto la Casa Editrice Lerici. Cura per Rizzoli l'edizione delle opere di Stefano d'Arrigo in cinque volumi, di cui tre già usciti, e ha curato opere di Svevo, Alvaro, Pizzuto, Insana, ha introdotto decine di volumi di saggistica e poesia. Per i Meridiani di Mondadori cura un'antologia delle opere di Luigi Malerba. Collabora alle maggiori riviste italiane[senza fonte].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

[1]

  • I maestri del racconto italiano (antologia in collaborazione con Elio Pagliarani, 1964)
  • La letteratura del benessere (1968)
  • La rivoluzione della letteratura (1970)
  • Il morbo di Basedow ovvero dell'avanguardia (1975)
  • L'estrema funzione. La letteratura degli Anni Settanta (1975)
  • La "politica" di Alvaro (con Cingari, La Cava e Strati, 1977)
  • La letteratura emarginata (con altri, 1978)
  • Alberto Savinio (1979)
  • Miti, finzioni e buone maniere di fine millennio (1983)
  • Il ritorno dell'uomo di fumo (1987)
  • Lo schiaffo di Svevo (1990),
  • Sappia la sinistra quello che fa la destra (1994),
  • La narrativa italiana contemporanea 1940-1990 (1995)
  • Carlo Emilio Gadda (1997)
  • I titoli (1999)
  • Le armi del comico (2001)
  • Il Novecento segreto di Giacomo Debenedetti (2004)
  • Quadrare il cerchio (2005)
  • E lasciatemi divertire! (2007)
  • Giro del mondo in ottanta pagine (2008)
  • Per esempio il Novecento (2008)
  • Il vecchio che avanza (2009)
  • Giro di vita (2010)
  • Racconta il Novecento (2013)
  • Giacomo De Benedetti, interprete dell'invisibile (2015)
  • Il mondo visto da sotto (2016)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Pedullà, Walter, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 23 febbraio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN79043110 · ISNI: (EN0000 0001 2282 2345 · SBN: IT\ICCU\CFIV\047921 · LCCN: (ENn79081980 · GND: (DE11949003X · BNF: (FRcb12020416b (data) · NLA: (EN35854773 · BAV: ADV12324752