Vittorio Pezzuto

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Vittorio Pezzuto (Genova, 16 agosto 1966) è un giornalista, scrittore e politico italiano con cittadinanza francese[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Pezzuto è nato a Genova da padre italiano (morto quando lui aveva 8 anni[2]) e madre francese.[2] Per 10 anni milita nello scautismo cattolico. Laureatosi nel 1990 in scienze politiche presso l'Università di Genova, è stato consigliere regionale dal 1990 al 1995 (Lista Antiproibizionisti) e comunale nei periodi 1990-1993 e 1993-1995 per il Partito Radicale, a cui è iscritto dal 1983.[1] Con l'amico René Andreani dà vita nel 1984 alla rete 2 di Radio Reporter a Genova, con i primi programmi in lingue straniere per immigrati.[2] La radio vince dopo due anni il concorso Rai aperto a tutte le radio private.[2] Dall'ottobre 1997 è segretario dell'Associazione Radicale per l'informazione.[2]

Nel periodo 1995-1996 ha ricoperto l'incarico di segretario nazionale e coordinatore della Lista Marco Pannella-Club Pannella Riformatori. Dal 2006 al 2008 è stato capo dell'ufficio stampa del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno durante il governo Prodi II. Viene rinviato a giudizio con Marco Pannella e altri per una manifestazione antiproibizionista, ma è assolto.[3]

Collabora con Radio Radicale, Il Foglio, Il Riformista, Il Secolo XIX, Vanity Fair, Smoking, Il Tempo, Il Riformista, Libero e Ideazione.[1]

Nel periodo 2008-2011 è stato portavoce e consulente del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione del governo Berlusconi IV Renato Brunetta.[4] Pezzuto è anche tra gli ideatori delle vignette satiriche anti-fannulloni pubblicate sul sito del Ministero.[4] Il 15 settembre 2009, per rispondere a un articolo del settimanale L'Espresso critico nei confronti dei risultati della battaglia contro i "fannulloni",[5] Brunetta utilizza la prima pagina del sito istituzionale del Ministero, titolando a caratteri rossi Il bluff de L'Espresso. L'iniziativa è poi descritta da Pezzuto, in qualità di portavoce del Ministro, come una «difesa dell'operato non della persona Renato Brunetta ma del Ministro Brunetta e di tutti gli uffici di Palazzo Vidoni», ma raccoglie comunque critiche per utilizzo privato di un sito istituzionale.[6]

Ha scritto una biografia su Enzo Tortora[1], Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora. Da questo volume e dal libro Fratello segreto di Anna Tortora è stata liberamente ispirata la fiction Il caso Enzo Tortora - Dove eravamo rimasti? trasmessa da Rai 1. In seguito ha autopubblicato il volume Marta Russo. Di sicuro c'è solo che è morta, dedicato al caso dell'omicidio di Marta Russo, in cui si ripercorre il caso nel ventennale della morte della studentessa e si sostiene l'innocenza dei due condannati in via definitiva per omicidio colposo e favoreggiamento, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Il libro è stato rifiutato da diverse case editrici, secondo quanto riferito dell'autore stesso e da Filippo Facci per varie ragioni tra cui il timore di cause legali[7][8] e Daniele Capezzone[9][10][11][12]), e Pezzuto ha deciso di commercializzarlo su Amazon.com.[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora, Milano, Sperling & Kupfer, 2008; nuova edizione con materiale aggiuntivo nel 2016
  • Marta Russo. Di sicuro c'è solo che è morta. Una sconvolgente inchiesta a vent'anni dall'omicidio, Amazon.it, 2017.

Film tratti da sue opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Vittorio Pezzuto - Biografia
  2. ^ a b c d e Gaetano Dentamaro, Marco Pannella. Perdo & stravinco, Lulu.com, pp. 92-93
  3. ^ Il Foro italiano: raccolta generale di giurisprudenza civile, commerciale, penale, amministrativa, ecc, Parti 2-5, p. 2010
  4. ^ a b Pezzuto, il portavoce che ha inventato Brunetta
  5. ^ Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli, Brunetta bluff Brunetta bluff , su L'Espresso, 10 settembre 2009. URL consultato il 17 settembre 2009.
  6. ^ Germano Antonucci, Brunetta, la replica all'Espresso al posto della home page del Ministero, su Corriere della Sera, 16 settembre 2009. URL consultato il 17 settembre 2009.
  7. ^ Filippo Facci, Marta chi?, Libero, 10 settembre 2015
  8. ^ F.Facci, Marta Russo sepolta sotto milioni di scemenze, Libero, 9 maggio 2017
  9. ^ Venti anni fa il delitto Marta Russo. "Questo libro non s'ha da pubblicare"
  10. ^ a b Daniele Capezzone, Vi racconto la controinchiesta di Vittorio Pezzuto sul caso Marta Russo
  11. ^ Vittorio Pezzuto: “Su Marta Russo di sicuro c’è solo che è morta”, l'Unità
  12. ^ Giovanni Rossi, IL REPORTER-DETECTIVE: «UN PASTICCIO», su Il Giorno - La Nazione - il Resto del Carlino