Vincenzo Giordano Orsini

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Vincenzo Giordano Orsini
Vincenzo Giordano Orsini busto Pincio Roma.jpg
Busto in marmo di Vincenzo Giordano Orsini al Pincio, Roma
14 gennaio 1817 – 7 luglio 1879
Nato aPalermo
Morto aNapoli
Cause della mortenaturali
Dati militari
Paese servito
Forza armataEsercito
ArmaArtiglieria
Gradomaggior generale
Campagne
Battaglie
Comandante di
  • Brigata "Abruzzi"
  • Brigata "Pisa"
  • 3ª Brigata volontari
Studi militariScuola Militare Nunziatella
Altre caricheispettore della Guardia Nazionale
fonti nel testo
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Vincenzo Giordano Orsini (Palermo, 14 gennaio 1817Napoli, 7 luglio 1889) è stato un patriota e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ex-allievo della Scuola Militare Nunziatella, ufficiale dell'artiglieria borbonica, si affiliò alla “Giovine Italia” di Mazzini partecipando ai moti siciliani del 1848 e del 1849 contro i Borbone, dopo i quali fu costretto all'esilio in Turchia.

Intervenne ai preparativi e alla spedizione dei Mille come colonnello comandante, dapprima della 2ª Compagnia, poi dell'artiglieria. Fu tra i protagonisti della battaglia di Calatafimi e della finta marcia su Corleone, con lo scopo di far credere ai borbonici che la spedizione si avviasse all'interno della Sicilia; difatti il generale von Mechel e il colonnello Ferdinando Beneventano del Bosco credendo che l'Orsini fosse Garibaldi, lo inseguirono avventatamene sguarnendo così la difesa di Palermo e permettendone l'insurrezione. Fu nominato il 2 giugno 1860 da Giuseppe Garibaldi segretario di Stato della Guerra e della Marina del nuovo governo dittatoriale siciliano. Il 27 marzo 1862 entrò a far parte del Regio esercito con il grado di maggior generale, assunse il comando della Brigata "Abruzzi" il 13 luglio 1862 e in seguito quello della Brigata "Pisa" il 14 maggio 1864.

Con lo scoppio della terza guerra di indipendenza del 1866 fu nominato generale del Corpo Volontari Italiani comandante la 3ª Brigata volontari composta dal 5º Reggimento di Giovanni Chiassi e dal 9º Reggimento di Menotti Garibaldi. Ispezionò tra l'altro anche Magasa e la Val Vestino occupate dal 2º Reggimento Volontari Italiani del tenente colonnello Pietro Spinazzi.

Nel 1867 sostituì Giovanni Nicotera nel comando della colonna operante nell'Agro Romano. Fu sindaco di Napoli dal 1866 al 1867 e fu ispettore della Guardia Nazionale.

Fece parte della Commissione nazionale istituita nel dicembre 1861, per redigere il primo elenco dei Mille che sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860. La Commissione era composta dai generali: Vincenzo Giordano Orsini, Francesco Stocco, Giovanni Acerbi, i colonnelli; Giuseppe Dezza, Guglielmo Cenni e Benedetto Cairoli, Giorgio Manin, i maggiori; Luigi Miceli e Antonio Della Palù, i maggiori; Giulio Emanuele De Cretsckmann, Francesco Raffaele Curzio e Davide Cesare Uziel, i capitani; Salvatore Calvino e Achille Argentino. La Commissione rilasciò delle autorizzazioni a fregiarsi della medaglia decretata dal Consiglio civico di Palermo il 21 giugno 1860 per gli sbarcati a Marsala. Un altro Giurì d'onore riesaminò i titoli dei componenti la spedizione e il Ministero della Guerra pubblicò un nuovo Elenco dei Mille di Marsala, nel bollettino n.21, nell'anno 1864, in base al quale furono concesse le pensioni. Sulla base del secondo elenco fu redatto in modo definitivo il documento della Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878.[1]

Massone, nel 1865 faceva parte della Loggia "Dante Alighieri" di Torino, nel 1871 fu tra i fondatori della Loggia "Benito Juarez" di Napoli, della quale fu eletto primo Maestro venerabile[2].

Morì a Napoli nel 1889.

A Vincenzo Giordano Orsini è stato dedicato l'omonimo cacciatorpediniere della classe Sirtori, varato nel 1917 ed autoaffondato nel Mar Rosso nel 1941[3].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala
«Ai prodi cui fu duce Garibaldi»
— Palermo, 21 giugno 1860

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • U. Zaniboni Ferino, Bezzecca 1866. La campagna garibaldina dall'Adda al Garda, Trento 1966.
  • Stato Maggiore Esercito italiano, Corpo dei Volontari Italiani (Garibaldi), Fatti d'armi di Valsabbia e Tirolo, 1867.
  • Gualtiero Castellini, Pagine garibaldine (1848-1866), Torino, Ed. Fratelli Bocca, 1909.

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