Vera Lynn

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Vera Lynn
Fotografia di Vera Lynn
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Genere Pop
Periodo di attività 1935-1995
Etichetta UK Decca, EMI

Dame Vera Lynn, pseudonimo di Vera Margaret Welch (Londra, 20 marzo 1917), è una cantante inglese, attiva soprattutto nel periodo della seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il soprannome Lynn, il nome di sua nonna prima del matrimonio, lo prese successivamente come nome d'arte. Vera Lynn cominciò a cantare all'età di sette anni, e fece la sua prima trasmissione radiofonica nel 1935 con l'Orchestra Joe Loss. In questo momento iniziò ad incidere con la collaborazione della stessa orchestra Loss e di quella di Charlie Kunz, successivamente è accompagnata da quella diretta da Annunzio Paolo Mantovani.

Nel 1939 sposa il clarinettista e sassofonista Harry Lewis. Nello stesso anno registra la sua più celebre canzone, We'll Meet Again.

Negli anni della guerra si prodigherà per portare conforto ai soldati inglesi al fronte incidendo canzoni come Sincerely Yours o visitando gli ospedali in cui risiedono le numerosissime vittime dei bombardamenti. La nostalgica canzone We'll Meet Again diventa in questi anni il simbolo e l'incoraggiamento delle persone che unite da un forte amore sono separate dalla guerra e desiderano con tutto il cuore di potersi un giorno rincontrare.

Dopo la guerra inciderà altre canzoni che riscuoteranno un buon successo; tra queste si possono citare Auf Wiederseh'n Sweetheart che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per nove settimane e My Son, My Son, il singolo inglese numero uno nel 1954. Continuerà la sua attività fino al 1995.

Nel VE Day inglese del 2005 ha fatto un'apparizione a sorpresa incitando, soprattutto i giovani, a non dimenticare il sacrificio che fece la Gran Bretagna in quei drammatici anni.

Il 30 agosto 2009 Vera è diventata la più anziana artista vivente ad entrare nella classifica dei 20 album più venduti del Regno Unito. La sua raccolta We'll Meet Again: The Very Best of Vera Lynn ha raggiunto la posizione numero 20.[1] Due settimane più tardi raggiunge il numero 1, migliorando anche questo record di anzianità, ritoccato solo pochi mesi prima da Bob Dylan.[2]

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • I Pink Floyd hanno intitolato Vera una canzone del loro album The Wall (1979). In questa canzone si fa riferimento al brano We'll Meet Again.
  • Stanley Kubrick nel film Il dottor Stranamore, usò ironicamente il brano We'll Meet Again per i titoli di coda della pellicola.
  • Nell'ottava puntata della prima stagione di Futurama la canzone We'll Meet Again accompagna i titoli di coda.
  • Vera Lynn viene citata e omaggiata nel videogioco Cannon Fodder.
  • La canzone We'll Meet Again compare nella scena finale della puntata La Discepola (6x09) del telefilm Castle.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1935
    • The General's Fast Asleep
    • No Regrets
    • When the Poppies Bloom Again
    • I'm in the Mood for Love (Rex Records)
    • Sailing Home With The Tide (Rex Records)
    • Thanks A Million (Rex Records)
  • 1936
    • Heart Of Gold (Rex Records)
    • A Star Fell Out Of Heaven (Rex Records)
    • Crying My Heart Out For You (Rex Records)
    • It's Love Again (Rex Records)
    • Did Your Mother Come From Ireland? (Rex Records)
    • Have You Forgotten So Soon? (Rex Records)
    • Everything Is Rhythm (Rex Records)
  • 1937
    • When My Dream Boat Comes Home (Rex Records)
    • Goodnight, My Love (Rex Records)
    • All Alone In Vienna (Rex Records)
  • 1939
    • We'll Meet Again
  • 1940
    • Careless
    • Until You Fall in Love
    • It's a Lovely Day Tomorrow
    • When You Wish upon a Star
    • Memories Live Longer Than Dreams
    • There'll Come Another Day
    • (There'll Be Bluebirds Over) The White Cliffs of Dover
  • 1941
    • Smilin' through
    • When They Sound the Last All Clear
    • Yours
    • My Sister and I
    • I Don't Want to Set the World on Fire
  • 1942
    • You're in my Arms
  • 1948
    • You Can't Be True, Dear
    • Again
  • 1952
    • Auf Wiederseh'n Sweetheart
    • If You Love Me (Really Love Me)
  • Dopo il 1954
    • My Son, My Son (UK number 1, 1954)
    • The Homing Waltz
    • Forget Me Not
    • Windsor Waltz
    • Who Are We
    • A House With Love In It
    • The Faithful Hussar (Don't Cry My Love)
    • Travellin' Home
    • Hits Of The Sixties (album)
    • By the Time I Get To Phoenix
    • Everybody's Talking
    • The Fool On The Hill

Album registrati per la EMI dal 1960[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - Yours
  • 1961 - As Time Goes By
  • 1962 - Hits From The Blitz
  • 1964 - Among My Souvenirs
  • 1966 - More Hits Of The Blitz
  • 1970 - Hits Of The 60's - My Way
  • 1972 - Favourite Sacred Songs
  • 1976 - Christmas With Vera Lynn
  • 1977 - Vera Lynn In Nashville

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi alla Royal Air Forces Association e ad altri enti di beneficenza.»
— 20 dicembre 1968[3]
Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi alla carità.»
— 6 giugno 1975[4]
Ufficiale del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 1998
Membro dell'Ordine dei Compagni d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dei Compagni d'Onore
«Per i servizi all'intrattenimento e alla carità.»
— 11 giugno 2016[5][6]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi)
— 1985

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dame Vera Lynn re-enters charts, BBC News, 31/08/2009.
  2. ^ Dame Vera Lynn Beats the Beatles to Number One, New Musical Express, 13/09/2009.
  3. ^ The London Gazette (PDF), nº 44740, 20 December 1968, pp. 10-12. URL consultato il 29 August 2012.
  4. ^ The London Gazette (PDF), nº 46593, 6 June 1975, p. 7376. URL consultato il 29 August 2012.
  5. ^ The London Gazette (PDF), nº 61608, 11 June 2016, p. B27.
  6. ^ Queen's Birthday Honours The Telegraph accessed 10 June 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN251172958 · LCCN: (ENnr90006810 · ISNI: (EN0000 0000 7839 9462 · GND: (DE134450353 · BNF: (FRcb14034680f (data)