Tridentum

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Tridentum
Tridentum.svg
Mappa di Tridentum
CiviltàVeneti, Etruschi e Galli
Epocapre-romana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ProvinciaTrento
Altitudine194 m s.l.m.
Mappa di localizzazione

Coordinate: 46°04′10.05″N 11°07′25.12″E / 46.069457°N 11.123645°E46.069457; 11.123645

Secondo alcune teorie, Tridentum, l'attuale Trento, si sarebbe sviluppata su un precedente insediamento retico di fondovalle. È inoltre probabile la presenza di un antico castelliere retico sul Doss Trento, piccola altura che domina anche oggi la città, forse utilizzato anche dai Romani dopo la conquista, uno dei primi nuclei urbani della città. È ragionevole ritenere che la valle dell'Adige, in quanto via di comunicazione da nord a sud di primaria importanza, abbia favorito frequenti scambi culturali con le altre popolazioni pre-romane, come i Veneti, gli Etruschi e i Galli.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La conquista romana del Trentino avvenne nel corso del primo secolo a.C. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano (castrum), venne battezzata Tridentum ("città dei tre denti"), forse perché nei pressi della città sorgono proprio tre colli vagamente assomiglianti a tre denti (il Doss Trento, il Doss Sant'Agata e il Dosso di San Rocco). La città divenne municipium tra il 50 e il 40 a.C.

Strada romana nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas

In periodo augusteo, con l'Impero impegnato in una serie di operazioni militari nell'arco alpino, il ruolo strategico della città crebbe all'interno della Regio X Venetia et Histria. Tridentum si sviluppò a partire da una pianta quadrangolare, delimitata da un lato dal fiume Adige, dagli altri tre lati da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l'accesso; la principale, Porta Veronensis, era gemina, con due torri circolari ai lati. Le vie cittadine si svilupparono in maniera ordinata, parallelamente all'impianto del cardo e del decumano secondo i principi dell'urbanistica romana. Tridentum era dotata di tutte le infrastrutture tipiche di un importante centro romano: erano presenti un foro (secondo studi recenti sorgeva sotto l'attuale Chiesa di Santa Maria Maggiore), un anfiteatro (sorgeva dove si trova ora Piazzetta Anfiteatro), delle terme, un porto fluviale, un acquedotto proveniente dalle colline orientali per l'approvvigionamento idrico e una zona adibita alle sepolture all'esterno delle mura, oltre ad abitazioni (ville) e infrastrutture all'esterno della cinta muraria. Tridentum era inoltre un importante snodo viario, per la presenza nel suo territorio della Via Claudia Augusta (principale via militare verso il nord che congiungeva il mare Adriatico con Augusta Vindelicum attraverso la Val Venosta e il Passo Resia), nelle sue diramazioni della Claudia Augusta Padana e della via Claudia Augusta Altinate, che collegava la città con il Veneto passando per la Valsugana.

Nonostante la difficile situazione politica venutasi a creare con la decadenza dell'Impero, Tridentum rimase anche nel IV e nel V secolo il centro economico, commerciale e militare della regione della Val d'Adige.

Oggi è possibile visitare numerosi siti archeologici come la basilica paleocristiana di San Vigilio sotto alla cattedrale, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas sotto piazza Cesare Battisti (Piazza Italia), quello in piazza Pasi, quello in Piazza Santa Maria Maggiore e quello nel museo diocesano (con la porta Veronensis) a Trento. Recenti scavi stanno portando alla luce quello che forse sarebbe il foro della città sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Silvia Bassignano, Tridentum comune romano, in «Studi trentini di scienze storiche», sez. I, a. LXXXIV, 2005, 4: supplemento, p. 819-826
  • Matteo Paissan, Trento fra età romana e medioevo: elementi di continuità e tracce di rottura, in «Studi trentini di scienze storiche», sez. I, a. LXXXVI, 2007, 4, pp. 621-677
  • Alfredo Buonopane, Società, economia, religione, in Il Trentino in età romana, Bologna 2000, pp. 133-240. URL consultato il 4 aprile 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]