Tribulus terrestris

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Tribulus terrestris
Tribulus terrestris 3.jpg
Tribulus terrestris
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superrosidi
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Zygophyllales
Famiglia Zygophyllaceae
Sottofamiglia Tribuloideae
Genere Tribulus
Specie T. terrestris
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Superordine Rosanae
Ordine Sapindales
Famiglia Zygophyllaceae
Tribù Tribuleae
Genere Tribulus
Specie T. terrestris
Nomenclatura binomiale
Tribulus terrestris
L., 1753

Il tribolo[2] (Tribulus terrestris L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia Zygophyllaceae.[3] Di portamento basso o strisciante, produce semi acuminati e pungenti. Viene usata nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Inoltre diventò discretamente nota poiché nel Novecento venne usata per migliorare le prestazioni sportive di alcuni atleti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Presente in Europa, Africa e Asia, predilige luoghi aridi e sassosi. Si può trovare lungo i marciapiedi della città.

Strisciante o poco alta, produce piccoli fiori gialli che diventano frutti spinosi. La fioritura avviene in tarda estate.

Uso fitoterapico[modifica | modifica wikitesto]

Il tribolo contiene protodioscina, una saponina steroidea che costituisce circa il 45% dell'estratto ottenuto dalle parti aeree del tribolo. La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S).[4]

Gli esami farmacologici eseguiti sul tribolo non hanno rilevato controindicazioni particolari tanto che in Italia, la vendita di T. terrestris non è soggetta ad alcun tipo di restrizione.[5]

Dannosità[modifica | modifica wikitesto]

La forma delle sue spine, simili ad un tetraedro, ricorda il tribolo usato anche dagli antichi romani. Le spine si conficcano nei piedi nudi, nelle zampe degli animali, negli pneumatici delle biciclette e di altri mezzi di trasporto leggeri. Le spine non sono velenose, ma sono considerate una grave inconvenienza nelle zone abitate dall'uomo. T. terrestris è spesso ritenuto una pianta infestante.

In alcune città, nel periodo di fruttificazione, tra luglio e ottobre, il numero di bucature di biciclette fa notizia sui giornali [6], tanto da spingere alcune amministrazioni ad offrire compensi ai cittadini che si impegnano nella estirpazione.

Il taglio con il rasaerba tradizionale rimuove soltanto le parti aeree più alte, mentre l'utilizzo del tagliaerba a filo promuove la diffusione delle spine, e quindi l'espansione della zona infestata. Le azioni più efficaci si ottengono con l'estirpazione dalla radice, o con l'utilizzo di diserbanti chimici.

Altre informazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella provincia di Ferrara viene comunemente chiamata "cagatreppola"; a Monticelli (FE) viene organizzata una Sagra in suo onore.[7]

In dialetto mantovano è detto trigòlin, forse per la vaga somiglianza con il trigòl (trapa natans), molto comune nei laghi di Mantova.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Roland, C. 2020, Tribulus terrestris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ Tribolo, su Vocabolario - Treccani. URL consultato il 26 dicembre 2020.
  3. ^ (EN) Tribulus terrestris L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew.
  4. ^ ISS - Istituto Superiore della Sanità (PDF), su iss.it.
  5. ^ Tribulus terrestris: proprietà e controindicazioni, su ideegreen.it.
  6. ^ laprovinciapavese.gelocal.it, http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2015/09/19/news/strade-invase-dalle-spine-raffica-di-forature-in-bici-1.12119969.
  7. ^ La pianta che punge dà il nome alla sagra Monticelli in festa con la cagatrepula - Cronaca - La Nuova Ferrara, in La Nuova Ferrara, 3 luglio 2014. URL consultato il 6 luglio 2018.

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