Tribulus terrestris

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Tribulus terrestris
Tribulus terrestris 3.jpg
Tribulus terrestris
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Superordine Rosanae
Ordine Sapindales
Famiglia Zygophyllaceae
Tribù Tribuleae
Genere Tribulus
Specie T. terrestris
Classificazione APG
Ordine Zygophyllales
Famiglia Zygophyllaceae
Nomenclatura binomiale
Tribulus terrestris
L.

Tribulus terrestris L. è una pianta appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae. Di portamento basso o strisciante, produce semi acuminati che si conficcano nei passanti. Viene usata nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Inoltre diventò discretamente nota poiché nel Novecento venne usata per migliorare le prestazioni sportive di alcuni atleti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Presente in Europa, Africa e Asia, predilige luoghi aridi e sassosi. Si può trovare lungo i marciapiedi della città.

Strisciante o poco alta, produce piccoli fiori gialli che diventano frutti spinosi. La fioritura avviene in tarda estate.

Uso fitoterapico[modifica | modifica wikitesto]

Il Tribulus terrestris contiene protodioscina, una saponina steroidea che costituisce circa il 45% dell'estratto ottenuto dalle parti aeree del Tribulus terrestris. La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S).[1]

Gli esami farmacologici eseguiti sul Tribulus terrestris non hanno rilevato controindicazioni particolari tanto che in Italia, la vendita del Tribulus terrestris non è soggetta ad alcun tipo di restrizione.[2]

Dannosità[modifica | modifica wikitesto]

La forma delle sue spine, simili ad un tetraedro, ricorda il tribolo usato anche dagli antichi romani. Le spine si conficcano nei piedi nudi, nelle zampe degli animali, negli pneumatici delle biciclette e di altri mezzi di trasporto leggeri. Le spine non sono velenose, ma sono considerate una grave inconvenienza nelle zone abitate dall'uomo. Il tribulus terrestris è spesso ritenuto una pianta infestante.

In alcune città, nel periodo di fruttificazione, tra luglio e ottobre, il numero di bucature di biciclette fa notizia sui giornali [3], tanto da spingere alcune amministrazioni ad offrire compensi ai cittadini che si impegnano nella estirpazione.

Il taglio con il rasaerba tradizionale rimuove soltanto le parti aeree più alte, mentre l'utilizzo del tagliaerba a filo promuove la diffusione delle spine, e quindi l'espansione della zona infestata. Le azioni più efficaci si ottengono con l'estirpazione dalla radice, o con l'utilizzo di diserbanti chimici.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISS - Istituto Superiore della Sanità (PDF), iss.it.
  2. ^ Tribulus terrestris: proprietà e controindicazioni, ideegreen.it.
  3. ^ laprovinciapavese.gelocal.it, http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2015/09/19/news/strade-invase-dalle-spine-raffica-di-forature-in-bici-1.12119969 .

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