Michel de Montaigne: differenze tra le versioni

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=== Scetticismo e animalismo ===
Gli scritti di Montaigne sono contrassegnati da un pessimismo e da uno scetticismo rari al tempo del Rinascimento. Citando il caso di Martin Guerre, egli pensa che l'umanità non possa raggiungere la certezza e rigetta le proposizioni assolute e generali. Secondo Montaigne, non possiamo prestar fede ai nostri ragionamenti perché i pensieri ci appaiono senza atto di volontà: non sono in nostro controllo. Perciò, nell<nowiki>'</nowiki>''Apologia di Raymond Sebond'', egli afferma che noi non abbiamo ragione di sentirci superiori agli animali.<br />D'altra parte, l'affermazione che l'uomo non è superiore agli animali non è unicamente strumentale alla demolizione delle certezze della ragione. Montaigne, così come tocca il tema della schiavitù ribaltando e negando la tesi [[Aristotele|aristotelica]] dello "schiavo naturale", ribalta anche la tradizionale concezione antropocentrica che pone l'uomo al vertice della natura e – ispirandosi alle critiche di [[Plutarco]] alle crudeltà sugli animali – nega che l'uomo abbia il diritto di opprimere gli animali, dato che essi, come lui, soffrono e provano sentimenti. Inoltre Montaigne deplora, nel saggio ''Della crudeltà'', la barbarie della [[caccia]], esprimendo la sua compassione nei confronti degli animali innocenti e senza difese verso i quali, anziché esercitare una «sovranità immaginaria», l'uomo dovrebbe riconoscere un dovere di rispetto.<ref>Cfr. Erica Joy Mannucci, ''[[La cena di Pitagora]]'', Carocci editore, Roma 2008, pp. 53-55.</ref>
 
== L'Educazione ==
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