Seni della dura madre

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Seni venosi della dura madre
Gray sinusvenen.jpg
Visione dei seni durali in sezione sagittale
Gray488 blue.gif
Visione schematica delle affluenti della giugulare interna
Anatomia del Gray Pagina 654
Nome latino Sinus Duræ Matris
Sistema Apparato circolatorio
Distretto drenato cranio (encefalo, meningi, ipofisi, occhio, orecchio interno)
Confluisce in vena giugulare interna
Identificatori
MeSH D003392
A07.231.908.224
TA A12.3.05.101
FMA 76590

I seni venosi della dura madre o seni cranici sono canali venosi contenuti nello spessore di due pliche della dura madre encefalica e drenano il sangue dall'encefalo e dal cranio per confluire nella vena giugulare interna.

Sono costituiti da un sottile strato endoteliale e da uno sottomesoteliale di connettivo elastico, oltre che dal tessuto fibroso della dura madre. Presentano al loro interno trabecole o setti e possono assumere aspetto cavernoso o plessiforme; in corrispondenza dello sbocco di vene meningee e diploiche presentano delle cavità irregolari, le lacune venose, inoltre vene emissarie li connettono alla circolazione venosa extracranica. Possono essere impari e mediani, oppure pari e simmetrici.

Impari:

  • il seno sagittale superiore decorre sul margine superiore aderente della falce cerebrale e raggiunta la protuberanza occipitale interna si getta nella confluente dei seni. Origina a livello del forame cieco del frontale per confluenza delle vene del forame cieco e decorre all'indietro nella doccia sagittale formata da frontale, parietali e occipitale. Riceve le vene cerebrali superiori, vene diploiche e meningee, inoltre è connesso alla circolazione venosa superficiale dalla vena emissaria parietale;
  • il seno sagittale inferiore decorre sotto il margine inferiore della falce del cervello e si congiunge al seno retto. Origina a livello del forame cieco e riceve piccole vene della falce e del corpo calloso;
  • il seno retto è la continuazione del seno sagittale inferiore e decorre nel punto di attacco della falce cerebrale al tentorio del cervelletto fino a confluire nel seno trasverso o nel confluente dei seni, riceve la grande vena cerebrale di Galeno e vene del tentorio del cervelletto.

Pari:

  • il seno trasverso è un grosso seno venoso che parte dalla confluente dei seni e si dirige verso il foro giugulare (o forame lacero posteriore) dove si apre nella vena giugulare interna. Origina dai rami di biforcazione del seno sagittale superiore e del seno retto o dal confluente dei seni, talvolta origina a destra come diretta continuazione del sagittale superiore e a sinistra del seno retto, percorre il solco trasverso della squama dell'occipitale e del parietale, quindi decorre nel solco sigmoideo del temporale dove prende il nome di seno sigmoideo e si porta nel solco trasverso della parte laterale dell'occipitale, dove termina a livello della porzione posteriore del forame giugulare nella vena giugulare interna. Riceve le vene cerebrali inferiori, cerebellari, uditive interne, il seno petroso superiore e occipitale, inoltre è connesso alla rete venosa superficiale dalle vene emissarie mastoidea e occipitale;
  • il seno occipitale nasce a livello della protuberanza occipitale interna dal seno trasverso, dal seno retto o dal confluente dei seni, percorre il margine aderente della falce cerebellare e si biforca per terminare ai margini inferiori del seno trasverso, riceve piccole vene durali, diploiche e cerebellari;
  • il seno cavernoso origina dalle vene oftalmiche e dalla centrale della retina e drena nei seni petrosi e nei plessi basilare e pterigoideo;
  • il seno petroso superiore origina dal seno cavernoso e termina in quello trasverso, incrocia il trigemino superiormente e riceve vene cerebrali inferiori, cerebellari, pontine, timpaniche e la vena dell'acquedotto del vestibolo;
  • il seno petroso inferiore origina dal seno cavernoso e termina nella giugulare interna, riceve le vene uditive interne, cerebellari, pontine e del bulbo;
  • seno sfenoparietale scende adeso alla volta cranica interna, sotto la piccola ala della sfenoide aprendosi infine nel seno cavernoso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Anastasi, et al., Trattato di anatomia umana, vol. 1, 4ª ed., Milano, Edi.Ermes, 2006, pp. 431-434, ISBN 978-88-7051-285-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]