Rifugiato bianco

Rifugiato bianco è un termine politico principalmente usato in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per indicare un russo emigrato durante la rivoluzione russa e la conseguente guerra civile russa per motivi politici, dopo la sconfitta dei russi bianchi a opera dei bolscevichi. Un termine meno politicamente scorretto usato dagli stessi emigrati in quei paesi era emigrato della prima onda (Эмигрант первой волны). Nell'URSS il termine emigrato bianco (Белоэмигрант) tra gli anni venti e gli anni ottanta denotava una connotazione negativa. Dagli anni ottanta in poi, anche in Russia si preferisce il termine più politicamente corretto.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Molti emigrati aderirono o supportarono il movimento bianco, sebbene il termine fosse genericamente riferito a chiunque avesse lasciato il paese in seguito alla rivoluzione, non solo i monarchici (alcuni di loro, come i menscevichi e i social rivoluzionari, pur essendo in contrasto con i bolscevichi, non erano zaristi), così come fecero i discendenti di coloro che lasciarono il paese, ma che continuarono a conservare la propria identità culturale e religiosa ortodossa. È importante notare che la connotazione spregiativa del termine "emigrato bianco" (белоэмигранты, белая эмиграция) era molto più frequentemente usata in Unione Sovietica piuttosto che tra gli stessi emigrati, i quali preferivano piuttosto chiamarsi "emigrati russi" (русская эмиграция), o "emigrati russi militari" (русская военная эмиграция) quando aderivano al movimento bianco.
La maggior parte lasciò la Russia dal 1917 al 1920 (le stime variano tra 900.000 e 2 milioni) il resto al termine della guerra civile russa nel 1922, sebbene alcuni avessero intenzione di emigrare successivamente durante gli anni trenta o vennero esiliati del Governo dei Soviet (tra gli altri, il filosofo nazionalista Ivan Ilyin).
Provenivano da tutte le classi sociali, inclusi militari, cosacchi, tecnici di diverse professioni, imprenditori e proprietari terrieri privati dei loro beni, così come funzionari del Governo Imperiale Russo e di vari governi menscevichi del periodo della Repubblica russa, oltre che intellettuali, religiosi, politici e artisti (come la maggioranza dei membri della compagnia dei Balletti Russi). Tra di essi non vi era solo il ceppo etnico russo, ma anche altri, come ucraini, ebrei russi, Tedeschi del Baltico, armeni, Tedeschi del Volga, tatari, tatari di Crimea, baschiri, bielorussi, jacuti, buriati, calmucchi, circassi, ceceni, azeri, georgiani e altri caucasici ecc. I baltici e i finlandesi ottennero l'indipendenza.
Alla maggioranza, divenuta apolide, fu rilasciato il passaporto Nansen.
Alla prima ondata di emigrazione, seguirono la seconda ondata durante lo stalinismo e una terza dopo la destalinizzazione (defezionisti e dissidenti), l'emigrazione economica dopo il crollo dell'Unione Sovietica, e una nuova ondata di emigrazione politica dissidente o di renitenti alla leva (perlopiù giovani della fascia di età 20-40 anni con istruzione universitaria o alta qualifica professionale, spesso legata ai settori dell'informatica, dell'analisi dei dati e delle scienze) dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022[1] (circa 1 milione), costituendo un ampia diaspora russa e post-sovietica nel mondo (ucraina, tatara di crimea, azera, armena, bielorussa, lituana).
Terre di emigrazione
[modifica | modifica wikitesto]Molti émigrés fuggirono inizialmente dalla Russia del Sud e dall'Ucraina verso la Turchia e, di lì, si diressero verso i paesi slavi dell'Europa dell'Est, quali Jugoslavia, Bulgaria, Cecoslovacchia, e Polonia. Un numero notevole fuggì in Francia, Germania, Estonia, Lituania, Lettonia, e Finlandia. Anche alcuni emigrati sono fuggiti a Svezia, Svizzera, Romania, Italia, Spagna, Portogallo e Belgio. A Berlino e a Parigi si stabilì dagli anni '20 una fiorente comunità di emigrati.
Quei civili e militari che a quei tempi stazionavano o vivevano in Siberia e nell'estremo oriente russo si spostarono invece verso Shanghai e altri luoghi circostanti della Cina, Asia Centrale, Turkestan e Giappone.
Durante e dopo la seconda guerra mondiale molti emigrarono in Gran Bretagna, USA, Canada, Perù, Colombia, Messico, Brasile, Argentina, Cile, Sudafrica e Australia.
Orientamento ideologico
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Emigrato bianco indicava, in generale, un anticomunista che non considerava legittimo il regime sovietico, spesso simpatizzante dello zar e dell'Armata Bianca, e della Chiesa ortodossa russa. Infatti il periodo tra 1917 e il 1991 è visto come un periodo di occupazione da parte di un regime anticristiano.
Una parte significativa di emigrati bianchi può essere definita monarchica, sebbene molti adottassero la posizione di essere "non predeterminati" (nepredreshentsi), credendo che la struttura politica russa avrebbe dovuto essere decisa dal popolo mediante plebiscito popolare.
Molti emigrati bianchi credevano che la loro missione fosse preservare la cultura e lo stile di vita russo prerivoluzionario finché fossero vissuti all'estero, in modo da influenzare nuovamente la cultura russa dopo il crollo dell'URSS.

Quello di missione religiosa era un altro concetto promosso da persone come il vescovo John di Shanghai e San Francisco (santo della Chiesa Russa Ortodossa all'estero) che disse al Concilio di tutte le diaspore del 1938:
Molti rifugiati bianchi credevano inoltre che fosse loro dovere rimanere attivi nel combattere la dittatura sovietica, con la speranza di liberare la Russia. Questa ideologia fu largamente ispirata dal generale Pëtr Nikolaevič Vrangel', che disse riguardo alla sconfitta dell'esercito russo: "La battaglia per la Russia non è terminata, ha solamente cambiato aspetto".

Il capitano Vasilij Vasil'evič Orekhov, veterano dell'esercito bianco rifugiatosi in Belgio, editore del giornale "Sentry", espresse quest'idea di responsabilità con le seguenti parole:
Alcuni emigrati erano invece anticomunisti liberali, socialisti e democratici, specialmente menscevichi seguaci del governo Kerenskij o ex Cadetti del 1905.
Organizzazioni e attività
[modifica | modifica wikitesto]Gli emigrati formarono diverse organizzazioni con l'obiettivo di combattere il regime dei Soviet. La prima fu l'"Unione delle forze armate russe" (Russian All-Military Union) fondata dal generale Pëtr Nikolaevič Vrangel', dal 1924 in contrapposizione con Nikolaj Nikolaevič Romanov, dal 1929 guidata da Alexander Pavlovič Kutepov e dal 1930 fino al 1937 da Evgenij-Ljudvig Karlovič Miller.
Altre furono la Brotherhood of Russian Truth e la Narodno Trudovoï Soyouz (NTS), in inglese National Alliance of Russian Solidarists, fondata nel 1930. Per questo motivo gli emigrati bianchi vennero infiltrati dalla polizia segreta sovietica (con l'operazione TREST e Inner Line). Dal 1937 alcune centinaia di veterani bianchi nella Legione dei Volontari Bianchi servirono come volontari nelle file del Bando nacional franchista durante la guerra civile spagnola.
Alcuni rifugiati bianchi ebbero simpatie pro-sovietiche, e perciò furono etichettati "patrioti sovietici". Questi gruppi crearono organizzazioni come la Mladorossi, la Evraziitsi, e la Smenovekhovtsi.

Durante la Seconda guerra mondiale, molti rifugiati bianchi presero parte all'Esercito Russo di Liberazione o ROA (parte del Comitato di liberazione dei popoli della Russia), schierato con la Germania nazista fino agli ultimi mesi del 1945, e guidato dal generale sovietico disertore Andrej Vlasov. D'altro canto, un numero consistente partecipò ai movimenti anti-nazisti come la resistenza francese (ad esempio Vera Apollonovna Obolenskaja) o la resistenza tedesca interna (Alexander Schmorell, attivista russo-tedesco della Rosa Bianca), e altri erano arruolati negli eserciti alleati come quello britannico o statunitense.
Durante la guerra, i rifugiati bianchi vennero in contatto con ex cittadini sovietici dai territori occupati dalla Germania che usarono la ritirata tedesca come un'opportunità per scappare dall'Unione Sovietica, o erano in Germania e in Austria come prigionieri di guerra e lavoratori forzati dei tedeschi e preferirono restare ad Ovest invece che tornare in URSS dove rischiavano persecuzioni; spesso ci si riferisce a loro con il termine seconda ondata di emigrati (spesso chiamati anche PR - persone rifugiate). Questa più breve seconda ondata ha molto presto cominciato ad assimilarsi alla comunità dei rifugiati bianchi.
Dopo la guerra, gli attivisti anti-sovietici russi provennero quasi esclusivamente da NTS, separati dalle comunità di anti-sovietici ucraini e bielorussi: le altre organizzazioni o si dissolsero, o cominciarono a concentrarsi esclusivamente all'autopreservazione e/o ad educare la gioventù. Varie organizzazioni giovanili, come gli Scouts russi in esilio divennero funzionali nel crescere giovani con una tradizione e cultura russa pre-sovietica. Pochi ritornarono in Russia e la maggioranza si integrò nei paesi ospitanti.
I rifugiati bianchi, per preservare la propria chiesa dall'influenza sovietica, formarono la Chiesa ortodossa russa all'estero nel 1924. La chiesa esiste tuttora, costituendo il centro sia culturale che spirituale della comunità russa ortodossa all'estero. Il 17 maggio 2007, l'Atto di comunione canonica con il patriarcato di Mosca ristabilì legami canonici tra la Chiesa ortodossa russa all'estero ed il Patriarcato di Mosca della Chiesa ortodossa, dopo più di ottanta anni di separazione, pur mantenendo una posizione di autonomia su temi politici, in quanto la Chiesa in Russia era stata pesantemente infiltrata dal KGB.
Importanti "emigrati della prima onda"
[modifica | modifica wikitesto]Personaggi politici e militari:
- Granduca Kirill Vladimirovič Romanov
- Granduca Nikolaj Nikolaevič Romanov
- Dagmar di Danimarca
- Georgij Evgen'evič L'vov
- Viktor Michajlovič Černov
- Anton Denikin
- Aleksandr Gučkov
- Georgij Ignat'ev
- Aleksandr Fëdorovič Kerenskij
- Pavel Nikolaevič Miljukov
- Evgenij Karlovič Miller
- Pëtr Nikolaevič Vrangel'
- Pëtr Berngardovič Struve
- Vasilij Vital'evič Šul'gin
- Volodymyr Kyrylovič Vynnyčenko
- Ariadna Tyrkova-Williams
Personaggi religiosi:
- Metropolita Anthony (Bloom) di Surož
- Georgij Vasil'evič Florovskij
- Madre Maria
- Alexander Schmemann
- Giovanni di Shanghai e San Francisco
- Metropolita Vitalij Ustinov
Storici e filosofi:
- Nikolaj Berdjaev
- Sergej Bulgakov
- Georges Ivanovič Gurdjieff
- Thomas de Hartmann
- Ivan Il'in
- Vladimir Losskij
- Dmitrij Obolenskij
- Michail Rostovcev
- Lev Šestov
- Georgij Vernadskij
- Pëtr Dem'janovič Uspenskij
- Nikolaj Zërnov
Artisti:
- Mark Aldanov
- Isaac Asimov
- André Andrejew
- Yul Brynner
- Ivan Bunin
- Alexandra Danilova
- Gala Éluard Dalí
- Kirk Douglas
- Sergej Djagilev
- Ljubov' Dostoevskaja
- Tamara Platonovna Karsavina
- Lidija Vasil'evna Lopuchova
- Vladimir Nabokov
- Dmitri Nabokov
- Gabriel Matzneff
- Vaclav Fomič Nižinskij
- Olga Preobrajenska
- Sergej Rachmaninov
- Ayn Rand
- Anna Pavlova
- Giorgio Scerbanenco
- Igor' Fëdorovič Stravinskij
- Teffi
Scienziati ed inventori:
- Alexander Kartveli, capo progettista della Republic Aviation Company
- Aleksandr Nilolaevič Prokof'ev-Severskij
- Igor' Sikorskij
- Otto Struve
- Vladimir Zvorykin
Altre personalità:
- Aleksandr Alechin
- Natal'ja, Principessa Brassova
- Wassily Leontief
- Aleksandr Obolenskij
- Dar'ja Vasil'evna Olsuf'eva
- Felix Kersten
- Oleg Pantjuchov
- Nikolaj Rjazanovskij
- Boris Skosyrev
- Pitirim Sorokin
- Victor Starffin
- Alexander Schmorell
- Aleksandra Tolstaja
- Marija Vasil'čikova
- Alexander Werth
- Vladimir Jurkevič
Organizzazioni degli emigrati bianchi
[modifica | modifica wikitesto]Giurisdizione delle chiese ortodosse:
- Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia (РПЦЗ, Зарубежная Церковь)
- Esarcato patriarcale per le parrocchie ortodosse di tradizione russa nell'Europa occidentale (Парижский Экзархат)
- Chiesa ortodossa in America (АПЦ, Митрополия) - non fondata da emigrati bianchi ma con un'importante quota di essi.
Organizzazioni militari e paramilitari:
- Russian All Military Union (РОВС)
- The Don Cossack Host
- The Kuban Cossack Host
- The Terek Cossack Host
- The Russian Corps Combatants (Союз Чинов Русского Корпуса)
- The Association of Cadets (Объединение Кадет Российских Корпусов за Рубежом)
- Seconda ondata:
Organizzazioni politiche:
- The National Alliance of Russian Solidarists (НТС)
- The Congress of Russian Americans
- The Russian Imperial Union Order (РИС-О)
- The High Monarchist Union (Высший Монархический Совет)
- The Mladorossi
- The Russian All National Popular State Movement (РОНДД)
- Organizzazioni di seconda ondata:
Organizzazioni giovanili:
- Organization of Russian Young Pathfinders (ОРЮР)
- Organizzazione Nazionale degli Scout Russi (НОРС)
- National Organization of Rangers (or "Knights") (НОВ, Витязи)
- National Association of Russian Explorers (НОРР)
- Russian Christian Students Movement (РСХД)
- Orthodox Organization of Russian Pathfinders (ПОРР)
- Russian Sokol (Русский Сокол)
Film riguardanti i rifugiati bianchi
[modifica | modifica wikitesto]- Tovarich (1937), film diretto da Anatole Litvak e interpretato da Claudette Colbert, Charles Boyer e Basil Rathbone; racconta la storia di una coppia di aristocratici bianchi che per mantenersi sono costretti a fare i domestici nella casa di ricchi borghesi parigini.
- Anastasia, film del 1956 diretto da Anatole Litvak e interpretato da Ingrid Bergman, Yul Brynner e Helen Hayes; racconta la storia romanzata di Anna Anderson, la donna che asserì di essere Anastasia, la figlia dello zar Nicola II, l'unica secondo la leggenda a essere scampata all'eccidio della famiglia reale.
- Triple Agent - Agente speciale, film di Éric Rohmer ispirato all'affare Miller-Skboline; si svolge nell'ambiente dell'emigrazione russa nella Francia del 1936.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- M.V. Nazarov, The Mission of the Russian Emigration, Mosca, Rodnik, 1994. ISBN 5-86231-172-6
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Russia Abroad: A comprehensive guide to Russian Emigration after 1917 Database fotografico