Pietre d'inciampo

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Uno Stolperstein collocato a Berlino

Le Pietre d'inciampo (ted. Stolpersteine) sono una iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L'iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell'incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle abitazioni che sono state teatro di deportazioni, dei blocchi in pietra muniti di una piastra in ottone.

Storia dell'iniziativa[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa è partita a Colonia nel 1995 e ha portato, a inizio 2015, all'installazione di oltre 50.000 "pietre" (la cinquantamillesima pietra è stata posata a Torino) in vari paesi europei: Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Italia.

La memoria consiste in una piccola targa d'ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm.), posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l'anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. Questo tipo di informazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. L'espressione "inciampo" deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell'opera.

Anche se la maggior parte delle "pietre d'inciampo" ricordano vittime ebree dell'Olocausto, alcune sono in memoria di persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti "indesiderabili" dalla dottrina nazista e fascista: omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap, etc.

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

In Germania, soprattutto, all'esordio dell'iniziativa è sorto un dibattito sul fatto che le "pietre" venivano poste davanti al portone di ingresso e il proprietario dell'immobile poteva non sempre gradire l'idea di essere costretto a ricordare ogni giorno le atrocità naziste. A Colonia, per esempio, una "pietra" fu posta lontana dal portone principale, quasi al bordo del marciapiede, vicino alla strada. A Krefeld la controversia riguardò il fatto che le pietre di Demnig ricordavano troppo il periodo in cui i nazisti usavano le lapidi delle tombe ebree come pavimentazione per i marciapiedi.[1]. Fu raggiunto l'accordo che la scelta del luogo dove porre una pietra d'inciampo sarebbe stata subordinata all'approvazione del proprietario della casa e, qualora ci fossero, anche dei parenti delle vittime da ricordare.[2]

In alcuni casi, le pietre sono state divelte: a Roma, ad esempio, un caso del genere ha riguardato, il 12 gennaio 2012, alcune pietre d'inciampo posate al numero 67 di via Santa Maria di Monticelli[3]. Pochi giorni dopo si scoprì che l'atto era stato compiuto da un condomino del palazzo di fronte al quale erano state posizionate in quanto "infastidito" dalla loro presenza".[4]

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Pietra d'inciampo dedicata a don Pietro Pappagallo, vittima delle Fosse Ardeatine
Roma

Altre 54 pietre d’inciampo sono state collocate l'anno successivo, il 12 e il 13 gennaio 2011, lungo 24 strade di cinque municipi della città (I, II, III, XI e XVII). Contemporaneamente alla posa delle pietre, uno sportello aperto presso la Casa della Memoria e della Storia raccoglieva le richieste di chi volesse ricordare con uno Stolperstein familiari o amici deportati per creare una mappa urbana della memoria. L'iniziativa - di natura privata, ma patrocinata da diversi soggetti sociali, prima fra tutti la Comunità ebraica di Roma - è un work in progress, con sede, per quanto riguarda Roma, presso la Casa della memoria e della storia. Il progetto si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è promosso da Aned (Associazione Nazionale ex Deportati), Anei (Associazione nazionale ex internati), Cdec (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane, Museo Storico della Liberazione.

Nei giorni 9, 10 e 11 gennaio 2012, per la terza edizione di «Memorie d'inciampo a Roma», 72 Stolpersteine dell’artista tedesco Gunter Demnig sono state collocate a Roma. Ecco il percorso per la posa delle pietre:

  • lunedì 9 gennaio 2012
    • via Urbana 2 - per don Pietro Pappagallo;
    • via Madonna dei Monti 82 - 20 pietre, per: Orabona Moscato, Mosè Di Consiglio, Salomone Di Consiglio, Gemma Di Tivoli, Santoro Di Consiglio, Marco Di Consiglio, Franco Di Consiglio, Rina Ester Di Consiglio, Virginia Di Consiglio, Marisa Di Consiglio, Lina Di Consiglio, Cesare Elvezio Di Consiglio, Clara Di Consiglio, Angelo Di Castro, Giuliana Colomba Di Castro, Giovanni Di Castro, Leonello Di Consiglio, Graziano Di Consiglio, Enrica Di Consiglio, Mario Marco di Consiglio;
    • via dell’Argilla 15 - 1 pietra. Richiedente: Francesca Turchetti per Teofrasto Turchetti;
    • viale Giulio Cesare 223, 2 pietre. Richiedente Augusto Piperno per Augusto Piperno, Virginia Baroccio in Piperno;
    • via Monte Zebio 40 - 1 pietra. Richiedente: Bruno Bartoloni per Fritz Warschauer;
    • via Flaminia 21 - 2 pietre. Richiedente: Angela Teichner per Eva Della Seta, Giovanni Della Seta;
  • martedì 10 gennaio 2012,
    • lungotevere Cenci 4: 1 pietra. Richiedente: Bruna Abbina per Michele Sabatello;
    • via della Reginella 10 - 3 pietre. Richiedente: Enrica di Capua per Dora Piattelli, Zaccaria Di Capua, Amadio Di Capua;
    • Via Santa Maria del Pianto 10 - Richiedente: Clelia Piperno per Rosa Sermoneta, Anita Sermoneta, Emma Vivanti;
    • via in Publicolis 2 - 1 pietra. Richiedente: Silvia Anticoli per Angelo Anticoli;
    • via Arenula 41 - 2 pietre. Richiedente: Miriam Grego per Giorgina Guglielma Coen, Angelo Piperno;
    • via Santa Maria in Monticelli 67 - 3 pietre. Richiedente: Emma Aboaf per Letizia Spizzichino, Elvira Spizzichino, Graziella Spizzichino;
    • lungotevere Sanzio 2 - 1 pietra. Richiedente: Sira Fatucci per Amadio Sabato Fatucci;
    • vicolo della Penitenza 24 - 1 pietra. Richiedente: “Progetto Memoria-Roma” per Giuseppe Giusti;
    • via della Luce 13 - 3 pietre. Richiedente: Elisabetta Moscati per Giacobbe Moscati, Benvenuta Calò, Reale Moscati;
    • via Anicia 6 - 5 pietre. Richiedente: Graziella Citoni per Giacomo Guido Citoni, Laura Roccas in Citoni, Carlo Citoni, Giuseppina Anita Citoni, Arrigo Citoni;
    • via Amerigo Vespucci 41 - 5 pietre. Richiedente: Giulia Spizzichino per Mirella Di Consiglio, Marco Di Consiglio, Ada Di Consiglio, Celeste Vivanti, Cesare Di Consiglio;
    • piazza Ippolito Nievo 5 - 1 pietra. Richiedente: Sara Di Cori per Dario Di Cori;
  • mercoledì 11 gennaio 2012:
    • via Alessandro Torlonia 9: 5 pietre. Richiedente: Alessandra Fornari per Adriana Finzi, Fortunata Coen in Finzi, Carlo Finzi, Luciana Finzi, Enrico Finzi;
    • viale XXI Aprile 21 - 3 pietre. Richiedente: Vito Ascoli per Vito Ascoli, Adriana Terracina in Ascoli, Ida Trevi;
    • via Eleonora d’Arborea 1 - 1 pietra. Richiedente: Guido Coen per Raoul Vivanti;
    • via del Peperino - 1 pietra. Richiedente: “ANED, sezione di Roma”, per Fausto Iannotti;
    • via Po 162 - 2 pietre. Richiedente: David Menasci per Laudadio Di Nepi, Silvia Sermoneta;
    • via Paraguay 18 - 4 pietre. Richiedente: Ariela Massarek per Vera Piperno in Pontecorvo, Carlo Pontecorvo, Gianfranco Pontecorvo, Emma Forti in Piperno;
Genova

Genova dopo Roma è la seconda città italiana ad accogliere uno Stolperstein, su iniziativa delle Comunità ebraiche di Genova e Roma, del Centro culturale "Primo Levi" e del Goethe-Institut locale. In occasione del giorno della Memoria, il 29 gennaio 2012 si è così ricordato sul luogo del suo rapimento Riccardo Pacifici, rabbino-capo di Genova deportato ad Auschwitz, dove la morte lo troverà l'11 dicembre 1943.

Merano

A Merano nel maggio del 2012 sono stati collocati 33 Stolpersteine su iniziativa delle scuole superiori della città[8]. A Bolzano è prevista la posa di 25 Stolpersteine[9]; nel 2014 sono state pubblicate le ricerche preliminari che hanno portato all'identificazione delle vittime e dei loro ultimi domicili prima della deportazione.[10]

Torino

Dal maggio del 2014 lo sportello attivato al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà ha raccolto le richieste per la posa delle pietre d’inciampo che sono state finora più di 50. In questa prima sessione di pose, l’artista Gunter Demnig ha potuto accontentare per ora solo 27 richieste tra le quali si è posata la cinquantamillesima pietra in Europa, quella dedicata ad Eleonora Levi. L’iniziativa torinese è stata promossa dal Museo diffuso della Resistenza, dalla Comunità ebraica torinese, dal Goethe Institut, dall’ANED sezione di Torino (Associazione nazionale ex deportati). Nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 gennaio 2015 sono state posate 27 pietre d’inciampo dedicate a 10 deportati politici e 17 deportati razziali.

Luoghi

Sabato 10 gennaio

• Via Vicenza 23 per Gelindo Augusti, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso Regio Parco 35 per Lucio Pernaci, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso San Maurizio 8 per Teresio Fasciolo, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso Casale 10 per Luigi Porcellana, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Carlo Alberto 22 per Filippo Acciarini, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Gioberti 69 per Alfonso Ogliaro, deportato a Gusen e poi a Mauthausen per motivi politici

• Via Aurelio Saffi 13 per Rosetta Rimini, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Aurelio Saffi 13 per Lidia Pucci Tedeschi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Duchessa Jolanda 21 per Donato Giorgio Levi, deportato a Mauthausen e poi ad Auschwitz perché ebreo

• Via Giacinto Collegno 45 per Enzo Lolli, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Corso Svizzera 33 per Corrado Lolli, deportato ad Auschwitz perché ebreo

Domenica 11 gennaio

• Via Po 25 per Maria Irene Roscetti in Valabrega, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Po 25 per Michele Valabrega, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Po 25 per Stella Valabrega, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Fratelli Carle 6 per Alessandro Levi, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Fratelli Carle 6 per Luciana Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Fratelli Carle 6 per Sergio Levi, deportato ad Auschwitz e poi Flossenburg perché ebreo

• Via Fratelli Carle 6 per Germana Garda in Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Avogadro 19 per Marianna Sacerdote, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Cairoli 32 per Lina Letizia Zargani, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Massimo d’Azeglio 12 per Eleonora Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Marconi 38/40 per Gino Rossi, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Principe Tommaso 42 per Eugenio Nizza, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Campana 18 bis per Luciano Treves, ebreo, deportato a Mauthausen e poi a Melk (sottocampo di Mauthausen) per motivi politici

• Via Campana 18 bis per Renato Treves, ebreo, deportato a Mauthausene poi a Gusen per motivi politici

• Via Principe Tommaso 18 per Alberto Segre, ebreo, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Principe Tommaso 18 per Salvatore Segre, ebreo, deportato a Mauthausen e poi a Ebensee per motivi politici


Venezia

Domenica 12 gennaio 2014 vengono collocate 12 pietre d'inciampo a Venezia. La cerimonia ha inizio alle ore 9 in Campo Santi Apostoli, ove Gunter Demnig posa la prima targa, per poi proseguire lungo un percorso della memoria che si conclude nel Campo del Ghetto Novo davanti alla Casa Israelitica di Riposo.[11]

Viterbo

L'8 gennaio 2015, in via della Verità, in memoria di tre ebrei viterbesi deportati ad Auschwitz nel 1944: Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto.

Reggio Emilia

Venerdì 9 gennaio 2015 vengono collocate 10 pietre d'inciampo a Reggio Emilia dedicate a 10 deportati reggiani.[12]. La cerimonia ha inizio alle 10 in viale Montegrappa 18 per poi concludersi alle 12.15. La decima pietra è stata posata a Correggio in provincia di Reggio Emilia. Luoghi:

  • Viale Montegrappa, 18 per Ada Corinaldi, Olga Corinaldi e Bice Corinaldi.
  • Via Emilia San Pietro, 22 per Benedetto Melli e Lina Jacchia.
  • Via Monzermone, 8 per Oreste Senigallia e Beatrice Ravà.
  • Via Monzermone, 10 per Iole Rietti e Ilma Rietti.
  • Piazza San Quirino, Correggio, per Lucia Finzi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) "Der Ton wird schärfer" Westdeutsche Zeitung, 24 dicembre 2005 (url consultato il 12-6-2010
  2. ^ (DE) Lutz Mäurer, "Stolpersteine: Kompromiss gefunden" Westdeutsche Zeitung, 24 marzo 2006 (url consultato il 12-6-2010).
  3. ^ Paolo Brogi, Olocausto, oltraggio alla memoria divelte tre «Pietre di inciampo», Corriere della Sera, 12 gennaio 2012 (url consultato il 24-11-2012)
  4. ^ Paolo Brogi, Pietre d'inciampo rimosse da farmacista: un caso di ordinario antisemitismo, Corriere della Sera, 18 gennaio 2012 (url consultatoil 24-11-2012)
  5. ^ In memoria di Ada Spizzichino (1915-1943), Grazia Di Segni (1899-1943), Giuditta Spizzichino (1922-1943), Rossana Calò (1941-1943).
  6. ^ In memoria di Mario Levi (1888-1943), Alba Sofia Ravenna Levi (1891-1943), Giorgio Levi (1926-1943), deportati, tutti, ad Auschwitz.
  7. ^ In memoria di Antonio Atzori (1887-1944), a via Ascoli Piceno 18; di Fernando Nuccitelli (1903-1944), in via Romanello da Forlì 34; di Ferdinando Persiani (1922-1944), in via E. Giovenale 95. Deportati, tutti, a Mauthausen, e là morti pochi giorni dopo la deportazione.
  8. ^ Presentato il progetto "Pietre d'inciampo", news del Comune di Merano del 31.01.2012. Altre 3 sono state aggiunte in seguito.
  9. ^ Città di Bolzano, Memoria: al via il progetto Pietre d'inciampo, per non dimenticare, 24 gennaio 2014.
  10. ^ Sabine Mayr, Hannes Obermair, Vittime ebree dell’Olocausto a Bolzano. Studio per il progetto “Stolpersteine/pietre d’inciampo” a Bolzano, Archivio Storico della Città di Bolzano, gennaio 2014.
  11. ^ Fonte: La Nuova di Venezia e Mestre, ediz. 12 gennaio 2014.
  12. ^ "Pietre d'inciampo" - Venerdì 9 Gennaio la posa a Reggio Emilia

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