Panpsichismo

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Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una concezione tipica in particolare della filosofia rinascimentale, influenzata dal neoplatonismo, secondo cui le idee platoniche, oltre a trascendere il mondo, sono anche immanenti alla natura, diventando la ragione costitutiva dei singoli organismi e di tutto ciò che esiste. Il cosmo risulta così animato da un principio intelligente, veicolato in esso da una comune e universale Anima del mondo.[1]

Leibniz prosegue nell'ottica neoplatonica, attribuendo capacità di pensiero alla materia. La dottrina concerne con quella Parmenidea secondo cui ciò che è e non può non essere, mentre ciò che non è non è e non può essere. Egli concepisce tutto l'universo come popolato da centri di energia o monadi, che sono dotate ognuna di proprie personali rappresentazioni, anche se spesso inconscie. Ogni monade è un'entelechia impermeabile e chiusa in se stessa, ma le sue rappresentazioni trovano corrispondenza con quelle altrui perché sono tutte coordinate da Dio, come tanti orologi sincronizzati tra loro, secondo un'armonia prestabilita. Le varie percezioni di ogni singola monade si combinano così fino a formare un quadro complessivo e unitario che è l'appercezione divina.

Leibniz si propone di correggere la concezione di Cartesio, che aveva postulato una rigida separazione tra res cogitans e res extensa, in base alla quale si avrebbe da una parte il pensiero (o la coscienza), e dall'altra la materia inerte, concepita in forma meccanica. Postulare due sostanze è per Leibniz una visione irrazionale, per rimediare alla quale si deve necessariamente supporre che pure la materia apparentemente inorganica abbia proprie percezioni.

Anche Giacomo Leopardi per certi versi ha fatto riferimento al panpsichismo, dichiarando: «Che la materia pensi, è un fatto»[2].

Recentemente Galen Strawson ha difeso la teoria panpsichista, indicando come proprio un'interpretazione materialista e riduzionista della filosofia della mente debbano portare effettivamente ad una posizione assimilabile al panpsichismo. Questa opinione non è però condivisa da tutti gli studiosi, giacché teorie panpsichistiche si trovano in filosofi dichiaratamente contrari ad approcci materialistici e riduzionistici (es. Platone, Leibniz, ecc.).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Concetto già espresso da Platone, il quale, richiamandosi alla tradizione dell'ilozoismo arcaico, sosteneva che il mondo è una sorta di grande animale, supportato da una «Grande Anima» infusagli dal Demiurgo, che impregna il cosmo e gli dà vitalità generale (Timeo, 34 b).
  2. ^ Zibaldone, 4288.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Galen Strawson, Realistic Monism: Why Physicalism Entails Panpsychism in Journal of Consciousness Studies, 13, N°. 10–11, 2006, pp. 3–31.
  • Gottfried W. Leibniz, Monadologia - Principî della Natura e della Grazia, a cura di S. Cariati, Bompiani, Milano, 2001 (testo francese a fronte).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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