Padiglione B della Fiera di Genova

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Coordinate: 44°23′45″N 8°56′23″E / 44.395833°N 8.939722°E44.395833; 8.939722

Vista panoramica del padiglione B

Il padiglione Blu (o Padiglione B) della Fiera di Genova è stato progettato da Atelier Jean Nouvel.Sostituisce ingrandendo e modernizzando il preesistente "padiglione B" ed è stato inaugurato nel 2009.
L'edificio si sviluppa su tre piani: due ad uso espositivo e uno intermedio (lato mare) per servizi e uffici; l'attuale superficie espositiva complessiva è di ventimila metri quadrati, (doppia del padiglione preesistente). La superficie totale è di di trentacinquemila metri quadrati, comprendendo il foyer, spazi comuni, spazi destinati ai servizi e ai locali tecnici. Si caratterizza per un ampio uso di superfici vetrate e di controsoffitti riflettenti e per l'integrazione sul lato sud con il mare.

L'edificio rappresenta una svolta dal punto di vista funzionale del quartiere fieristico, precedentemente edificato alla quota di 5,50 m sul livello del mare. La nuova struttura, sorge alla quota 0,90 in continuità con il mare sul quale si affaccia. L'accesso al primo piano invece avviene dalla parte opposta dov'è stata mantenuta la quota di 5,50 m. Grazie a rampe sufficientemente ampie è possibile anche ai grandi articolati, raggiungere l'interno dei due livelli espositivi. Il progetto è di Ateliers Jean Nouvel, capo del progetto l'arch. Sandro Carbone, la parte ingegneristica di Arup Italia; impresa aggiudicataria Coopsette Soc. Coop, direzione dei lavori affidata a D'Appolonia SpA, direttore dei lavori ing. Carlo Vardanega, direttore di cantiere ing. Mario Santarelli.[1]

La spiegazione di Jean Nouvel[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il progettista questa opera è nata per "Captare il movimento"
Vengono citate si seguito le note descrittive dell'autore:

È semplice. Troppo semplice perché sia così semplice.
È prima di tutto un piano, un piano blu, troppo blu. Il blu cielo delle fotografie sotto esposte o degli esordi del cinematografo… questo piano è evidentemente un tetto, si leggerà dalla città, dalla strada sopraelevata che lo costeggia, come un'astrazione, un immenso specchio blu rettangolare nel quale si riflette o il blu del cielo o le nuvole che diventano plumbee sotto la pioggia o nel grigiore. Queste nuvole imprimono sullo specchio un lento movimento atmosferico.

L'interno non è a prima vista molto più complicato: due grandi hall orientate verso il mare. una sotto il piano di copertura è una terrazza coperta, completamente aperta sul porto. L'altra è il prolungamento della banchina nell'edificio, anche lei totalmente aperta. Quando dico aperto bisogna intendere interamente vetrato, ma anche ampiamente apribile quando il vento e la temperatura lo consentono. Queste due grandi hall sono sotto due specchi che evocano la superficie del mare. Uno è costituito da piccole onde come la superficie irregolare dell'acqua del porto, come quelle leggere increspature che "ammaccano" il mare. L'altro è ritmato da lunghe onde parallele alla banchina, la variazione d'ampiezza dell'onda crea una sinusoide che decresce avvicinandosi al porto. questi specchi rifrangono, riformano la vita delle esposizioni che coprono, ma anche, su una superficie minore, le barche del porto… nel primo c'è qualcosa di simile al caleidoscopio il cui principio geometrico è perturbato dall'aleatorio, nel secondo si trova, su dei ritmi paralleli, l'allungamento curvo delle immagini come sulle carrozzerie o sui paraurti delle macchine.
Sotto il primo specchio l'illuminazione è assicurata da lampioni" pluggati " al suolo che, ovviamente, non toccano mai il soffitto. Sotto il secondo, i proiettori sono nelle onde, nelle pieghe o dietro a dei vetri a specchio. questi due sistemi creano dei bagliori simili ai famigerati riflessi d'argento con i quali il sole gratifica il mare. Dal porto, dalla banchina, dall'esterno le esposizioni creano un doppio spettacolo di riflessi dinamici, multicolori, movimentati. Il ristorante, invece, si allunga sul limite tra il porto e le esposizioni beneficiando della serenità della vista delle barche, o, secondo gli sguardi, dei bagliori dinamici degli avvenimenti.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://www.fiera.ge.it/quartiere/padb.aspx