Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols

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Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols
Artista Sex Pistols
Tipo album Studio
Pubblicazione 28 ottobre 1977
Durata 38 min : 50 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere British punk[1]
Etichetta Virgin Records
Produttore Chris Thomas, Bill Price
Registrazione ottobre 1976, marzo - agosto 1977
Sex Pistols - cronologia
Album precedente

Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols, pubblicato dalla Virgin Records il 28 ottobre 1977, è l'unico vero e proprio album ufficiale di studio, inciso dal gruppo punk rock Sex Pistols.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente versioni embrionali della maggior parte delle canzoni, presenti sull'album, apparvero sul bootleg intitolato Spunk, consistente in registrazioni demo che la band fece tra il 1976 e il gennaio del 1977, e che venne pubblicato illegalmente poco tempo prima dell'uscita ufficiale di Never Mind The Bollocks.

Quando quest'ultimo finalmente fu pubblicato, il titolo scelto suscitò immediatamente scalpore: il suo significato volgare e provocatorio (trad. it.: Sbattitene i coglioni, qui ci sono i Sex Pistols) creò non pochi problemi di distribuzione, perché alcuni negozianti inglesi si rifiutarono di esporre l'album in vetrina, ritenendo fosse un attentato alle convenzioni morali dell'epoca.

Nel numero del 20 ottobre 1977[2] la rivista statunitense Rolling Stone pubblicò un ampio reportage (a cura di Charles M. Young[2]) sulla punk band inglese, con tanto di copertina [2], che determinò in USA un iniziale interesse nei confronti di Johnny Rotten e soci.

Anche se Never Mind The Bollocks è l'unico album ufficialmente pubblicato dai Sex Pistols mentre il cantante Johnny Rotten era ancora membro effettivo del gruppo, praticamente tutti brani in esso contenuti sono stati in seguito inseriti in ordine sparso in numerose compilation e raccolte. Tutti e quattro i singoli della band, che ne anticiparono la pubblicazione, sono inclusi nel disco. Alcune canzoni di quest'ultimo faranno successivamente parte, seppur in versioni differenti, della colonna sonora del film The Great Rock 'n' Roll Swindle, e del relativo album pubblicato nel 1979.

Oltre alla parola bollocks (trad. it. coglioni) in copertina, fecero molto scalpore anche le liriche di brani come God Save the Queen e Anarchy in the UK.[3]

La stessa rivista Rolling Stone nel 2004 lo ha inserito alla posizione numero 41 nella lista dei 500 migliori album di sempre da loro stilata[4].

Nel 2006, l'album è stato selezionato dalla prestigiosa rivista Time come uno dei 100 migliori dischi di sempre.[5]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

L'album è da sempre considerato un punto di svolta della storia del rock[6]. Ondarock lo definisce il disco che "ha fatto definitivamente esplodere il fenomeno punk in tutto il mondo" e dice anche che: "la sua influenza si avverte ancora oggi"[6]. Rockol dice nella recensione dell'album che "se c’è un disco che simboleggia meglio di ogni altro il mutamento di un’epoca, è questo"[7] e che "l'attacco di Anarchy resta uno dei momenti topici del rock del secolo scorso"[7]. Rockline parla dell'album come del "disco portabandiera del Punk 77 made in England"[8]. Nel seguito della recensione, tuttavia, viene anche detto: "non si può certo affermare che questo disco sia il miglior disco Punk mai realizzato, forse nemmeno quello più riuscito per quanto riguarda le liriche, né tantomeno si può dire a proposito della parte strumentale, ma sta di fatto che i Sex Pistols hanno saputo impersonare alla perfezione la figura dei punk"[8]. All Music lo definisce: "semplicemente uno degli album migliori e più ispirati della storia del rock"[1].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

L'album originale uscito in Gran Bretagna (Virgin V2086) conteneva solamente undici canzoni, successivamente il gruppo cambiò idea e decise di includere anche Submission nel disco. La Virgin aveva però già stampato circa 1000 copie della versione a 11 brani, e invece che ritirarle dal mercato, le fece uscire ugualmente inserendo il brano mancante nelle stampe successive.

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. Holidays in the Sun (Cook/Jones/Rotten/Vicious) - 3:19
  2. Bodies (Cook/Jones/Rotten/Vicious) - 3:01
  3. No Feelings (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 2:48
  4. Liar (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 2:39
  5. God Save the Queen (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 3:20
  6. Problems (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 4:09

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Seventeen (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 2:01
  2. Anarchy in the U.K. (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 3:31
  3. Submission (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 4:10
  4. Pretty Vacant (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 3:15
  5. New York (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 3:03
  6. E.M.I. (Cook/Jones/Rotten/Matlock) - 3:09

Formazione[1][modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Allmusic.com
  2. ^ a b c dati ricavati dal sito ufficiale Rolling Stone.com, sezione 1977 Rolling Stone Covers [1].
  3. ^ The Sex Pistols - Never Mind The Bollocks, at Sleevage
  4. ^ Lista dei 500 migliori album secondo RollingStone
  5. ^ Kind of Blue | All-TIME 100 Albums | Entertainment | TIME.com
  6. ^ a b Never Mind The Bollocks... Here's The Sex Pistols, ondarock.it. URL consultato l'8 novembre 2014.
  7. ^ a b Never Mind The Bollocks... Here's The Sex Pistols, rockol.it. URL consultato l'8 novembre 2014.
  8. ^ a b Never Mind The Bollocks... Here's The Sex Pistols, rockline.it. URL consultato l'8 novembre 2014.

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