Nanowar of Steel

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Nanowar of Steel
Paese d'origineItalia Italia
GenereHeavy metal
Power metal
Thrash metal
Rock demenziale
Periodo di attività musicale2003 – in attività
Album pubblicati7
Studio5
Live2
Sito ufficiale

I Nanowar of Steel sono un gruppo heavy metal demenziale italiano formatosi agli inizi del 2003.[1] Propongono brani caratterizzati da testi demenziali e da un suono che riprende riccamente il power metal e l'heavy metal anni ottanta e ripropongono brani già noti del genere heavy metal, modificandone i testi per trasformarli in parodia[1]. Analogamente parodistici sono il look e l'atteggiamento del gruppo; il nome stesso "Nanowar" è una distorsione di Manowar.

Più recentemente il nome della band ha subito un cambiamento: da "Nanowar" a "Nanowar of Steel", ulteriore canzonatura dei Rhapsody, che hanno cambiato il loro nome in Rhapsody of Fire.

Fra le parodie più note dei Nanowar vi sono Master of Pizza (Master of Puppets dei Metallica), Emerald Fork (Emerald Sword dei Rhapsody of Fire, parodizzata anche con la canzone Rap-Sody) e The Number of the Bitch (The Number of the Beast - Iron Maiden) anche se il pezzo più famoso della band[2] risulta essere "Giorgio Mastrota" con oltre un milione di visualizzazioni su youtube.

Tutti gli album e le canzoni della band sono pubblicate sotto Licenza Creative Commons 2.0 BY-NC-SA, che permette il libero utilizzo del materiale per scopi non commerciali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I Nanowar nacquero nel gennaio 2003 quando Gatto Panceri 666, futuro leader del gruppo, registrò il primo demo della band: contenente sei canzoni tra le quali The Only Forest of the True Metal and the Other Heavy Minerals e True Metal of Steel. A febbraio e ad aprile dello stesso anno entrarono nel gruppo Potowotominimak, Uinona Raider, Mohamed Abdul e Sir Daniel che completarono la prima line-up della band, con la quale il gruppo registrò il primo vero demo, Triumph of True Metal of Steel, che, uscito a giugno del 2003, vendette intorno alle 600 copie.

Durante il 2004 la band iniziò a comporre le canzoni che costituirono l'album successivo; Potowotominimak dovette lasciare il gruppo per qualche mese, per poi tornare nella band nei primi mesi del 2005 giusto in tempo per la registrazione del nuovo lavoro. L'album Other Bands Play, Nanowar Gay! fu pubblicato a giugno dello stesso anno; contiene canzoni del calibro di Tricycles of Steel (che fa il verso alla canzone Wheels of Fire dei Manowar), Entra L'Uomo Di Sabbia e The Number of the Bitch (cover rispettivamente di Enter Sandman dei Metallica e di The Number of the Beast degli Iron Maiden). Nel frattempo il primo demo della band viene esaurito e ristampato ed entra stabilmente nel gruppo Baffo, che aveva collaborato ad un paio di canzoni dell'album.

Nell'aprile del 2006 i Nanowar firmarono un contratto con la casa discografica Mystic Empire per la distribuzione di Other bands Play, Nanowar Gay! in Russia. Ad agosto dello stesso anno i Nanowar hanno partecipato ad un festival internazionale, il Metal Dayz Festival, insieme a gruppi quali Nevermore e Dark Funeral; durante questa occasione il batterista Lerd'rummer ha sostituito Uinona Raider, infortunato alla mano. Durante questo live venne registrato il cd ad edizione limitata Made in Naples, recentemente dato alle stampe. Il cd (il cui titolo prende in giro il celebre Made in Japan dei Deep Purple) contiene alcune nuove tracce, come l'esuberante Fight the Dragon for the Village e Odino and Valhalla, oltre a riproporre antichi classici come The Number of the Bitch e Master of Pizza.

Nel maggio dell'anno successivo invece gli ora Nanowar Of Steel affrontano la loro prima tournée europea. Durante "Power Of The Power Of The Power Of The Great Tour 2007" infatti si esibiscono in Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Grecia. Ad ottobre 2007 ripetono l'esperienza quando con il loro "European Tour Metal Of Steel" i Nanowar suonano in Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia, Italia e Svizzera.

Nel 2008 e 2009 i Nanowar lavorano sul loro nuovo album, dal titolo provvisorio Metropolis Part. 3 - The Legacy, nome che nella prima parte richiama i Dream Theater (compositori di Metropolis Pt. 1 e del "sequel" Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory) e nella seconda gli Helloween, che recentemente hanno pubblicato l'album Keeper of the Seven Keys - The Legacy.

Le registrazioni del disco procedono lentamente, interrotte da due tour europei (il Christmas With Nanowar Tour 2008/2009 in Francia, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Croazia ed il Goalkeeper Of The Seven Keys Part. 4 Tour in Italia, Slovenia, Ungheria, Romania, Serbia, Bulgaria ed Austria) e dalle partecipazioni a diversi festival come il DeVelinx Festival a Tongeren (Belgio), il Never Give Up II di Cagliari e l'HellFest di Clisson (Francia).

L'album esce nel 2010 con il titolo Into Gay Pride Ride[3][4][5].

Nel 2010 il gruppo pubblica il videoclip ufficiale di Nanowar, estratto dall'ultimo lavoro.

Nel 2011 il gruppo pubblica il videoclip ufficiale di Rap-Sody, brano rap parodistico della omonima band power metal italiana.

Nel 2012 il gruppo pubblica il brano Giorgio Mastrota (the keeper of the inox steel), ispirato al celebre conduttore televisivo, riscuotendo un notevole successo di pubblico.

Nel 2013 la band torna in studio per preparare un cofanetto celebrativo dei 10 anni di attività contenente un DVD live, un best-of dei primi lavori e nuovo materiale.

Il 2 agosto 2013, dopo una collaborazione iniziata a marzo che ha richiesto "155 dies de laboro", il gruppo ha pubblicato il video dell'inno ufficiale di Feudalesimo e Libertà.

Il 14 marzo 2014 esce il cofanetto A Knight at the Opera celebrativo degli ormai 11 anni di attività dalla band, contenente 14 brani di cui 4 inediti, e un DVD live registrato durante la data conclusiva European Tour Metal Of Steel nel 2007 a Bülach (Svizzera).

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex-componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Encyclopedia Metallum, su metal-archives.com. URL consultato il 3 novembre 2009.
  2. ^ Nanowar Of Steel - I'm Heavy (Parodia Metal di Happy), su ilsitodellozoo.com. URL consultato il 30 giugno 2016.
  3. ^ Recensione di "Into gay pride ride" su truemeta.it, su truemetal.it. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  4. ^ Recensione di "Into gay pride ride" su noizz Webzine, su noizzwebzine.blogspot.it. URL consultato il 25 ottobre 2010.
  5. ^ Recensione di "Into gay pride ride" su metastorm, su metalstorm.net. URL consultato il 15 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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