Nanowar of Steel

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Nanowar of Steel
Nanowar of Steel Rockharz 2018 02.jpg
I Nanowar of Steel al Rockharz Open Air 2018
Paese d'origineItalia Italia
GenereHeavy metal
Rock demenziale
Periodo di attività musicale2003 – in attività
Album pubblicati7
Studio4
Live2
Raccolte1
Sito ufficiale

I Nanowar of Steel sono un gruppo musicale heavy metal/rock demenziale italiano formatosi agli inizi del 2003.[1]

Tutte le pubblicazioni del gruppo sono state distribuite sotto licenza Creative Commons 2.0 BY-NC-SA, che permette il libero utilizzo del materiale per scopi non commerciali. Il loro nome è una parodia congiunta di quelli dei Manowar e dei Rhapsody of Fire i quali, inizialmente chiamati semplicemente Rhapsody (così come i Nanowar avevano il nome costituito da una sola parola), furono in seguito costretti ad aggiungere "of Fire" per problemi di copyright.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni e Other Bands Play, Nanowar Gay! (2003-2007)[modifica | modifica wikitesto]

I Nanowar nacquero nel gennaio 2003 quando il bassista Edoardo Carlesi, in arte Gatto Panceri 666, registrò il primo demo della band contenente sei canzoni, tra le quali The Only Forest of the True Metal and the Other Heavy Minerals e True Metal of Steel. A febbraio e ad aprile dello stesso anno entrarono nel gruppo Potowotominimak, Uinona Raider, Mohamed Abdul e Sir Daniel (rispettivamente a voce, batteria e chitarre) che completarono la prima formazione dei Nanowar e pubblicarono il demo Triumph of True Metal of Steel nel giugno 2003.

Durante il 2004 i Nanowar iniziarono a lavorare su nuovo materiale per l'album di debutto. Durante tali sessioni Potowotominimak abbandonò la formazione per qualche mese, ritornando nei primi mesi del 2005, periodo in cui il gruppo iniziò le registrazioni del disco. Intitolato Other Bands Play, Nanowar Gay!, il disco uscì a giugno dello stesso anno e contiene brani come Tricycles of Steel (parodia di Wheels of Fire dei Manowar), Entra l'uomo di sabbia e The Number of the Bitch (cover rispettivamente di Enter Sandman dei Metallica e di The Number of the Beast degli Iron Maiden); nel disco apparve come ospite in alcuni brani Mr. Baffo, entrato poco tempo dopo in pianta stabile come secondo cantante.

Nel 2006 il gruppo cambiò nome in Nanowar of Steel e nell'aprile di tale anno firmarono un contratto con la Mystic Empire per la distribuzione di Other Bands Play, Nanowar Gay! in Russia. Nel mese di agosto parteciparono al Metal Dayz Festival insieme a gruppi quali Nevermore e Dark Funeral; durante questa occasione il batterista Lerd'rummer ha sostituito Uinona Raider, infortunato alla mano. Durante questo concerto venne registrato l'album dal vivo Made in Naples, contenente anche gli inediti Fight the Dragon for the Village e Odino and Valhalla. Nel maggio 2007 invece svolsero la prima tournée europea attraverso il Power of the Power of the Power of the Great Tour 2007, mentre nell'ottobre di tale anno hanno intrapreso l'European Tour Metal of Steel.

Into Gay Pride Ride e inediti (2008-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 i Nanowar of Steel iniziarono i lavori sul secondo album in studio, provvisoriamente intitolato Metropolis Part. 3 - The Legacy, richiamo nella prima parte al brano Metropolis–Part I: "The Miracle and the Sleeper" e all'album Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory (entrambi dei Dream Theater) e nella seconda all'album Keeper of the Seven Keys - The Legacy degli Helloween. Le registrazioni del disco procedettero lentamente, interrotte dalle tournée europee Christmas with Nanowar Tour (a cavallo tra il 2008 e 2009) e il Goalkeeper of the Seven Keys Part. 4 Tour, oltre ad alcune partecipazioni a diversi festival europei come DeVelinx Festival a Tongeren, il Never Give Up II di Cagliari e l'Hellfest in Francia.

L'album esce nel 2010 con il titolo Into Gay Pride Ride,[2][3] venendo promosso dai videoclip di Nanowar e Rap-Sody.

Nel 2012 il gruppo ha pubblicato l'inedito Giorgio Mastrota (The Keeper of the Inox Steel), ispirato al celebre conduttore televisivo, mentre il 2 agosto 2013 ha composto l'inno ufficiale della pagina Facebook Feudalesimo e Libertà, con la quale i Nanowar of Steel hanno iniziato a collaborare da marzo di tale anno.

A Knight at the Opera (2014)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 il gruppo è tornato in studio per preparare un cofanetto celebrativo dei 10 anni di attività contenente un DVD live, una raccolta dei primi lavori e nuovo materiale.

Il disco, intitolato A Knight at the Opera, è stato pubblicato il 14 marzo 2014 e contiene 14 brani del passato repertorio del gruppo, quattro inediti e un DVD con il concerto svoltosi a Bülach nel 2007, tappa conclusiva dell'European Tour Metal of Steel.

Stairway to Valhalla (2018-2020)[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 novembre 2018 esce il quarto album Stairway to Valhalla, il cui titolo è parodia di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin. La copertina è opera del cantante Potowotominimak. Anticipato dal singolo The Call of Cthulhu, nel disco vi sono apparsi vari ospiti come Fabio Lione in Barbie, MILF Princess of the Twilight e il produttore Alessandro Del Vecchio in Hail to Liechtenstein.[4]

Il 2 luglio 2019 il gruppo ha pubblicato il singolo Norwegian Reggaeton,[5] parodia delle hit estive reggaeton che ha riscosso un buon successo, mentre il 9 ottobre dello stesso anno hanno firmato un contratto discografico con la Napalm Records,[6] pubblicando il 13 dicembre dello stesso anno il singolo natalizio Valhalleluja. Nel 2020 sono usciti ulteriori singoli digitali, tra cui Sneeztem of a Yawn (parodia sulla pandemia di COVID-19) e la reinterpretazione di Deepthroat Revolution di Immanuel Casto.

Il 4 dicembre 2020 la Napalm Records ha ripubblicato Stairway to Valhalla in edizione doppio vinile con un CD bonus contenente i vari singoli stand-alone precedentemente distribuiti negli ultimi due anni.[7]

Italian Folk Metal (2021-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2021 hanno annunciato il cambio del logo e, con esso, una temporanea svolta di genere, passando dal metal alla musica pop.[8] L'8 febbraio 2021 è stato pubblicato il singolo Formia, seguito il 3 marzo da Biancodolce.

Il 27 aprile i Nanowar of Steel hanno annunciato l'album Italian Folk Metal previsto per luglio dello stesso anno, insieme al doppio video La maledizione di Capitan Findus e la versione in tedesco Der Fluch des Kapt'n Iglo, che presenta Maurizio Merluzzo nel ruolo di Capitan Findus e Marco Arata come suo rivale.

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

I Nanowar of Steel propongono brani caratterizzati da testi demenziali e da un suono che riprende riccamente il power metal e l'heavy metal anni ottanta, ripropronendo brani già noti del genere heavy metal modificandone i testi per trasformarli in parodia.[1] Analogamente parodistici sono il look e l'atteggiamento del gruppo; il nome stesso Nanowar è una distorsione di Manowar.

Fra le parodie più note vi sono Master of Pizza (Master of Puppets dei Metallica), Emerald Fork (Emerald Sword dei Rhapsody of Fire, parodiata anche con la canzone Rap-Sody) e The Number of the Bitch (The Number of the Beast - Iron Maiden). Tra i pezzi più famosi del gruppo vi sono Giorgio Mastrota (The Keeper of the Inox Steel) e Norwegian Reggaeton, che hanno ottenuto milioni di visualizzazioni su YouTube.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale
  • Potowotominimak – voce, cori (2003-presente)
  • Mr. Baffo – voce, cori (2003-presente)
  • Mohamed Abdul – chitarra, tastiera (2003-presente)
  • Gatto Panceri 666 – basso (2003-presente)
  • Uinona Raider – batteria (2003-presente)
Ex-componenti
  • Sir Daniel – chitarra (2003)
Turnisti
  • Lerd'rummer – batteria (2006)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Demo[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Encyclopedia Metallum, su metal-archives.com. URL consultato il 3 novembre 2009.
  2. ^ Recensione di "Into gay pride ride" su truemeta.it, su truemetal.it. URL consultato il 22 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2010).
  3. ^ Recensione di "Into gay pride ride" su metastorm, su metalstorm.net. URL consultato il 15 settembre 2010.
  4. ^ NANOWAR OF STEEL: i dettagli del nuovo album "Stairway To Valhalla", su metalitalia.com, 28 settembre 2018. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  5. ^ Arriva il tormentone virale "Norwegian Reggaeton" dei Nanowar Of Steel: testo, traduzione e accordi, su Bellacanzone, 4 luglio 2019. URL consultato il 4 luglio 2019.
  6. ^ NANOWAR OF STEEL: firmano con Napalm Records, su metalitalia.com, 9 ottobre 2019. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  7. ^ (EN) NANOWAR OF STEEL Release Music Video For "In The Sky"; Exclusive Stairway To Valhalla Vinyl Reissue Out This Friday, su BraveWords, 1º dicembre 2020. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  8. ^ NANOWAR OF STEEL: cambiano stile e si danno al pop..., su metalitalia.com, 15 gennaio 2021. URL consultato il 5 marzo 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]