Naja naja

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Cobra dagli occhiali
Cobra hood.jpg
Naja naja
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Famiglia Elapidae
Genere Naja
Specie N. naja
Nomenclatura binomiale
Naja naja
Linneo, 1758

Il cobra dagli occhiali o cobra indiano, (Naja naja Linnaeus, 1758[1]), è un serpente della famiglia degli elapidi, ordine degli Squamati, di dimensioni medie, la cui lunghezza massima va da 1,2 a 1,7 metri[2].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Immagine di un Cobra dagli occhiali

Il cobra indiano è lungo circa 1,5 metri. Di colore giallastro nerastro, con anelli più o meno chiari, è caratterizzato da un singolare disegno posto sulla parte dorsale del collo. In posizione intimidatoria il cobra si rizza ed esibisce una notevole parte della zona ventrale che è del medesimo colore del dorso. Contemporaneamente dilata il collo e le costole (che sono indipendenti, poiché i serpenti non posseggono lo sterno). Questa pelle tesa forma una sorta di cappuccio quasi ellittico, che fa risaltare molto gli "occhiali" del cobra[2].

Veleno[modifica | modifica sorgente]

Immagine degli occhiali del N. naja
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Veleno.

Il veleno del N. naja è estremamente tossico. I suoi effetti, studiati soprattutto da fisiologi, sono neurotossici [2]. e cardiotossici: ne derivano una paralisi assai simile a quella causata dal curaro ed un forte abbassamento di pressione sanguigna.

La cardiotossina, sostanza del veleno del cobra, ha l' effetto di abbassare la pressione arteriosa. Ma si osserva una forte necrosi dei tessuti colpiti, soprattutto per quanto riguarda gli esemplari diffusi nella zona orientale dell'area di distribuzione della specie, e cioè in Malesia e Hong Kong.

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

  • Naja naja karachiensis;

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Cobra indiano a confronto con una mangusta (il suo nemico principale in natura)

Si nutre soprattutto di roditori e di anfibi che uccide avvelenandoli. Comunque si ciba anche di piccoli uccelli e delle loro uova[3].

Per cacciare, morde la vittima inoculandole il veleno che la uccide prima dell'inizio del processo digestivo. La preda viene inghiottita intera a partire dalla testa, in modo da facilitare il passaggio del corpo lungo l'apparato digerente. La digestione del pasto è piuttosto lenta e, a seconda delle dimensioni della preda inghiottita, il serpente può trascorrere molto tempo senza uscire di nuovo per cacciare.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La femmina è ovipara ed è essa che si occupa delle uova: dopo averle deposte, attacca ogni intruso che tenti di avvicinarsi al nido [3](fatto che viene accennato anche da Kipling nella storia relativa al suo Rikki-tikki-tavi ne "Il libro della giungla"). Maschio e femmina continuano a vivere insieme dopo l'accoppiamento e partecipano entrambi alla preparazione del nido: esso viene scavato dai due coniugi, che non si arrestano finché i loro musi non si incontrano al centro della collinetta.

Ogni giorno, la femmina abbandona il nido per 1-2 ore per prendere un po' di sole, e cercare del cibo. Durante questo periodo il maschio sostituisce la femmina per controllare il nido. Questo comportamento collaborativo, che si ritrova anche in altri cobra, è tuttavia molto raro nei rettili in generale.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

I N. naja vivono da soli in tane sotterranee e fenditure rocciose, a seconda del terreno in cui si trovano. Durante il giorno, l'animale è poco attivo e preferisce stare steso al sole, essendo attivo principalmente di notte.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Un cobra indiano visto da vicino

I N. naja vivono in tutta l'Asia meridionale, dalla Persia sino alla Cina meridionale e all'Indonesia. La popolazione è molto grande e diffusa in tutte le regioni dell'Asia meridionale. A seconda delle zone in cui vivono, questi serpenti presentano alcune piccole differenze di colore, che spaziano dal nerastro al giallastro con tonalità degli anelli che vanno dal chiaro ad un colore più intenso.

La distribuzione è molto omogenea in tutte le regioni, comunque la concentrazione più alta si trova in India[2].

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo i criteri della lista rossa della IUCN, il cobra indiano non è considerato una specie a rischio, ed è pertanto etichettata come specie sicura (SE). Infatti, secondo alcuni resoconti, le popolazioni sono abbastanza numerose.

I giovani Naja naja sono vulnerabili ai carnivori come le manguste e altri serpenti. Invece i cobra adulti hanno come nemici naturali, oltre alle manguste, i rapaci.

I cobra indiani nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Naga.
"Naga" il serpente dalle sette teste

Il cobra dagli occhiali è abbondante e le popolazioni indigene lo temono, tanto che gli hanno riservato un posto nella mitologia.

Il nome naja deriva da naga che designava il serpente dalle sette teste della mitologia indù.

Interesse farmacologico[modifica | modifica sorgente]

Il veleno del cobra è utilizzato in farmacologia: la cardiotossina, sostanza estratta dal veleno del cobra, viene prescritta per abbassare la pressione arteriosa[3].

Nomi comuni nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Nomi comuni nel mondo[4]


Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Itis
  2. ^ a b c d Burnie David, Grande enciclopedia per ragazzi (animali) vol.1, Milano, Italia, Mondadori, 2002.
  3. ^ a b c Cesare Conci Angelo Solmi, Il mondo degli animali, Vol 9, Italia, Milano, Rizzoli Larousse, 1975.
  4. ^ J.C. Daniel, The Book of Indian Reptiles and Amphibians, Oxford, England, Bombay Natural History Society and Oxford University Press, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Burnie David, Grande enciclopedia per ragazzi (animali) vol.1, Milano, Italia, Mondadori, 2002. ISBN 0-19-566099-4.
  • Cesare Conci Angelo Solmi, Il mondo degli animali, Vol 9, Italia, Milano, Rizzoli Larousse, 1975. ISBN.
  • (EN) Romulus Whitaker, Captain, Ashok, Snakes of India: The Field Guide, Chennai, India, Draco Books, 2004. ISBN 81-901873-0-9.
  • (EN) J.C. Daniel, The Book of Indian Reptiles and Amphibians, Oxford, England, Bombay Natural History Society and Oxford University Press, 2002. ISBN 0-19-566099-4.
  • (EN) M.A. Smith, The Fauna of British India, Ceylon and Burma, Including the Whole of the Indo-Chinese Sub-Region in Reptilia and Amphibia, Vol 3, n. Serpentes, London, England, Taylor and Francis, 1943.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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