Museo di storia naturale sezione di zoologia La Specola
| Museo di Storia Naturale, Sezione di Zoologia La Specola e "Salone degli Scheletri" | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Firenze |
| Indirizzo | Via Romana 17 |
| Coordinate | 43°45′52.16″N 11°14′49.1″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Zoologia, anatomia |
| Istituzione | 1775 |
| Visitatori | 28 768 (2019) |
| Sito web | |
Il Museo "La Specola", in via Romana a Firenze, è una delle sedi del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze ed è erede del più antico museo scientifico d'Europa ad essere aperto al pubblico.[1]
In particolare, proprio in questo edificio (palazzo Torrigiani, già Bini) si trovava il nucleo centrale delle collezioni quando fu istituito il Reale Museo di fisica e storia naturale nel 1775, mentre oggi, dopo la separazione delle collezioni, ospita tre collezioni: quella zoologica con esemplari di animali tassidermizzati, i modelli in cera anatomici e botanici, risalenti per lo più alla fine del Settecento, e la collezione mineralogica. Il nome della Specola si riferisce all'osservatorio che il Granduca Pietro Leopoldo fece costruire nel torrino, dove si trovava anche la stazione meteorologica di Firenze Museo La Specola.
Collezione zoologica
[modifica | modifica wikitesto]Le collezioni coprono quasi tutti i phylum del regno animale.
Invertebrati
[modifica | modifica wikitesto]- Sala II - Poriferi e Celenterati (spugne, coralli e meduse)
- Particolarmente interessante il cosiddetto Cestello di Venere, una spugna molto ricercata (Euplectella aspergillum), considerata nelle Filippine o in Giappone come simbolo di fedeltà coniugale.
- Sala III - Molluschi
- Sono qui esposti anche alcuni oggetti di madreperla ed altri tipi di conchiglie provenienti da collezioni medicee.
- Sala IV - Artropodi (Insetti)
- Belle le vetrine sui Lepidotteri (farfalle), sia italiane che tropicali, sui coleotteri, fra cui un Coleottero Titano proveniente dall'Amazzonia (18 cm circa).
- Sala V - Artropodi (in particolare aracnidi) e Crostacei.
- Sala VI - Vermi, terrestri, marini e parassitari.
- Sala VII - Echinodermi (ricci e stelle di mare).
Mammiferi
[modifica | modifica wikitesto]Divisi sistematicamente, vi si trovano molte specie conosciute, con particolare riguardo a quelle più esotiche: erbivori africani (numerose specie di antilopi), il rinoceronte bianco, Felini di tutto il mondo. Una vera curiosità è il cosiddetto Ippopotamo di Boboli imbalsamato, un esotico regalo della seconda metà del Settecento al Granduca, che pare visse per qualche anno nel giardino di Boboli e che fu poi preparato dai tassidermisti, probabilmente per il fatto di essere un esemplare mai visto vivente prima, come un animale plantigrado, in maniera quindi erronea.
- Nella Sala del "Conte di Torino" sono esposti alcuni dei molti trofei di caccia donati al museo dalla Famiglia Reale di Casa Savoia (rinoceronti, antilopi, elefanti, ecc.).
- Vetrina Somalia - Allestita all'inzio degli anni '90 del XX secolo, espone un diorama con esemplari attorno a un termitaio. Alle pareti vetrine tematiche sulla fauna somala e sulle ricerche dell'Università di Firenze in quel paese.
- Marsupiali - Canguri, opossum e il tilacino, un marsupiale della Tasmania estinto attorno al 1930.
- Primati - Scimmie amazzoniche, scimmie antropomorfe.
Uccelli
[modifica | modifica wikitesto]- Sala XVI e XVII - Avifauna italiana (collezione praticamente completa, con numerose rarità)
- Sala XVII - Nidi
- Sala XIX - Uccelli da tutto il mondo, con una vetrina di razze estinte dal XVIII al XX secolo.
- Una delle sale più grandi, con esempi di struzzi, pappagalli, colibrì, ecc. attualmente chiusa al pubblico da settembre 2014.
- Sala XX - Sala delle Paradisee
- Contiene gli esemplari più spettacolari della classe degli uccelli (Del Paradiso e Giardinieri).
Anfibi e Rettili
[modifica | modifica wikitesto]- Sala VIII - Tartarughe (alcuni esemplari giganti dalle Galápagos) e coccodrilli
- È presente anche un coccodrillo mummificato nell'Antico Egitto, arrivato a Firenze in seguito alla spedizione di Ippolito Rosellini del 1828-29.
- Sala IX - Anfibi e Squamati (Sauri e Serpenti)
- Si conserva il modello in gesso di una salamandra gigante del Giappone, vissuta al Museo dal 1875 al 1918.
Pesci
[modifica | modifica wikitesto]- Sala X - Pesci (rostri di pesce sega, storione, pesce re, ecc.)
- Sala XI - Pesci (squali, fossili viventi, ecc.).
Collezione di cere anatomiche
[modifica | modifica wikitesto]Unica al mondo per antichità e vastità (ne esiste una copia a Vienna, eseguita dalle stesse mani dei tecnici fiorentini), fu voluta dal Granduca Pietro Leopoldo e dal primo direttore del Reale Museo di fisica e storia naturale Felice Fontana con lo scopo di insegnare l'anatomia tridimensionalmente, senza bisogno di ricorrere sempre alla dissezione di cadaveri. Le statue e i modellini, tutti in cera e incredibilmente verosimili, furono realizzati tra il 1771 e la seconda metà del XIX secolo ed ammontano a circa 1400, dei quali quelli in esposizione sono solo una parte (qualcuna è anche alla facoltà di Medicina a Careggi e al Museo Galileo). Per la conservazione le cere richiedono una temperatura costante attorno ai diciotto gradi.
Particolarmente suggestive sono le figure intere, fra le quali lo Spellato, un corpo disteso con i muscoli e i vasi sanguigni visibili, fino ai capillari realizzati facendo scivolare la cera con fili di seta. Come modelli furono usati del cadaveri dell'Arciospedale di Santa Maria Nuova, dai quali si facevano dei modelli in argilla per fare i calchi in gesso nei quali veniva poi colato il miscuglio di cere, resine e coloranti. Di grande interesse scientifico sono i modelli di anatomia patologica, che ci espongono le condizioni di salute alla fine del Settecento.
Molte delle cere sono state eseguite da Clemente Susini e dai suoi allievi nell'Officina ceroplastica fiorentina.
Le Cere della peste
[modifica | modifica wikitesto]Gaetano Giulio Zumbo fu un ceroplasta siciliano le cui opere, commissionate dal granduca Cosimo III de' Medici tra il 1691 e il 1694, confluirono in questo museo per affinità di materiali, anche se molto più antiche e a soggetto non esclusivamente anatomico. Sono delle piccole rappresentazioni grottesche di gusto macabro e spaventoso tipico del Seicento, che ritraggono gli effetti della peste, con particolare attenzione all'orrore e alla decomposizione dei corpi. Provengono dal Museo Galileo, dove furono gravemente danneggiate in seguito all'alluvione di Firenze, ma per fortuna poterono essere ripristinate quasi tutte con un paziente e abilissimo restauro.
Collezione mineralogica
[modifica | modifica wikitesto]Si rimanda alla pagina: Museo di storia naturale sezione di mineralogia e litologia
La Tribuna di Galileo
[modifica | modifica wikitesto]È un raro esempio di stile neoclassico in città. Fu inaugurata nel 1841 dal Granduca Leopoldo II di Lorena per il III Congresso degli Scienziati Italiani, e presenta una grande statua di Galileo ed alcune pitture dedicate al sapere scientifico (per esempio di Nicola Cianfanelli). Qui un tempo erano esposti alcuni strumenti scientifici del grande scienziato assieme alle collezioni dell'Accademia del Cimento, che oggi si trovano nel Museo Galileo.
Nel 1998 la sala è stata lo studio televisivo per la diretta della serie documentaristica Viaggio nel cosmo, condotta da Piero Angela e presenziata da vari ospiti del momento, come Franco Pacini, Margherita Hack ed altri.
Salone degli scheletri
[modifica | modifica wikitesto]Il "Salone degli scheletri" conserva gli scheletri di numerosissime specie animali, tra cui spiccano le ricostruzioni degli elefanti e quella di una megattera, la più grande in un museo italiano. Si conservano anche pezzi di uno scheletro di un capodoglio, spiaggiato nel XIX secolo sulla costa livornese. Nelle vetrine sono conservati scheletri completi di numerose specie di uccelli, pesci, rettili e mammiferi, tra cui numerose scimmie e tre scheletri umani, di uomo, di donna e di bambino.
Il Torrino astronomico
[modifica | modifica wikitesto]Progettato alla fine del XVIII secolo, il Torrino era un osservatorio astronomico. È composto da vari locali, ma gli ambienti più rilevanti sono la Sala della Meridiana, dove venivano osservati i passaggi dei corpi celesti, e la Sala Superiore Ottagona, da cui venivano compiute le osservazioni del cielo a 360 gradi. Ospita un campionario di oggetti provenienti dalle collezioni medicee, modelli in cera di piante e fiori a grandezza naturale risalenti al XVIII secolo, alcuni fogli dell’Erbario Centrale e Cesalpino e vari reperti provenienti dalle altre sedi del Museo di Storia naturale.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Poggesi 2013, p. 6.
- ↑ La Specola | Museo di storia naturale, su SMA: Sistema Museale di Ateneo - UniFI. URL consultato il 10 settembre 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (IT, ES, PT) Monika v. Düring, Encyclopedia Anatomica, a cura di Petra Lamers-Schütze e Yvonne Havertz, traduzione di Evelyn Falconi Klein, introduzione di Marta Poggesi, Köln, Taschen, 2013 [1999], ISBN 978-3-8365-4932-5.
- (IT, ES, PT) Monika v. Düring, Encyclopedia Anatomica, a cura di Petra Lamers-Schütze e Yvonne Havertz, introduzione di Marta Poggesi, Icons, Köln, Taschen, 2001, ISBN 3-8228-5511-1.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale[collegamento interrotto], su msn.unifi.it.
- Sito ufficiale, su sma.unifi.it.
- Sito ufficiale, su msn.unifi.it.
- Museo di storia naturale sezione di zoologia La Specola, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 134935476 · ISNI (EN) 0000 0001 2289 9756 · ULAN (EN) 500304868 · LCCN (EN) n79064496 · GND (DE) 3024506-0 · BNF (FR) cb13554338z (data) · J9U (EN, HE) 987007362625605171 |
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