Porta Romana (Firenze)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°45′38.44″N 11°14′30.8″E / 43.760678°N 11.241889°E43.760678; 11.241889

Veduta dal Piazzale di Porta Romana verso Piazza della Calza
Affresco sopra al portale
Antica porta lignea

Porta Romana è la porta più a sud delle mura di Firenze. Posta sulla via per Siena e per Roma, da cui il nome, vi confluiscono dal centro via Romana e via de' Serragli da piazza della Calza, rendendola tutt'oggi un importante punto di accesso al centro della città.

La porta appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La porta fu costruita tra il 1328 e il 1331 (si vuole su progetto di Andrea Orcagna) nell'ambito dei lavori all'ultima cerchia di mura, che qui si conservano per due lunghi tratti ancora collegati all'accesso alla città. Come la maggior parte delle altre porte cittadine fu ribassata nel Cinquecento per renderla meno vulnerabile ai cannoneggiamenti, ma non venne modificata con troniere per l'artiglieria pesante, vista la presa di Siena e quindi la scarsa possibilità di attacchi da questa parte della città.

Presso la porta fu allocato uno dei capilinea della Tranvia del Chianti, attiva fra il 1891 e il 1935 quale collegamento tra Firenze, San Casciano Val di Pesa e Greve in Chianti.

Lo stato attuale è quello determinato da un intervento degli anni trenta del Novecento (1938) promosso dal Comune e diretto dall'architetto Ezio Zalaffi (allora capo dell'Ufficio delle Belle Arti), quando il complesso fu definitivamente isolato da alcune costruzione che vi erano addossate (in particolare un piccolo fabbricato che ospitatava il corpo di guardia dei Vigili Ubani) e furono aperti nuove arcate nelle mura per favorire la viabilità, ampliando parallelamente piazza della Calza. Alla fine degli anni novanta si intervenne sui grandi battenti lignei in quercia (almeno nella struttura da considerare originali), sempre per le cure dell'Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze, su progetto dell'architetto Giuseppe Cini e direzione dei lavori dell'architetto Claudio Cestelli.

Nel 1998, a lavori terminati, fu aperta temporaneamente una parte del tratto di mura da Porta Romana a piazza Tasso, con la possibilità di vedere la grande sala al primo piano della Porta dove alloggiavano i soldati di guardia, cone belle panoramiche sul giardino di Boboli e su questa parte di Oltrarno. La possibuilità di accedere ai camminamento di ronda è stata ripetuta occasionalmente anche negli anni seguenti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È la seconda porta per ampiezza dopo porta San Frediano e come quest'ultima conserva ancora i giganteschi battenti in legno presumibilmente originali, forniti di una fitta chiodatura.

Ai lati del grande fornice centrale, a guardare verso la campagna, sono due lapidi poste simmetricamente con lunghe iscrizioni in latino (già sul distrutto antiporto e qui trasferite nel Settecento), la prima in memoria del solenne ingresso in città del papa mediceo Leone X durante il viaggio che lo avrebbe portato a incontrare a Bologna il re di Francia Francesco I (1515), la seconda in ricordo della venuta dell'imperatore Carlo V, giunto a Firenze per creare Alessandro de' Medici duca della città e dargli in moglie la figlia Margherita (1536).

Subito sopra sono due scudi, quello a destra frammentario, ambedue illeggibili. Si segnalano inoltre vari ferri da cavallo e da bandiera, di diverso disegno, forse in qualche caso antichi. All'interno del fornice, a sinistra in basso, è un cippo moderno che indica la distanza da piazza della Signoria in Km 1,570.

Nella lunetta interna, come nella maggior parte delle altre antiche porte superstiti, a ribadire come il territorio fosse posto sotto la protezione della Vergine, è un affresco del primo Cinquecento (staccato negli anni settanta del Novecento e quindi restaurato e ricollocato nel 1992 su iniziativa del Fondo Ambiente Italiano con il contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze) raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Giovanni Battista, Zanobi, Pietro e Nicola da Tolentino, opera del Franciabigio che ricalcò uno schema trecentesco.

Sul lato che guarda alla città è una iscrizione con una disposizione del 1327 che riporta i dati sulle dimensioni che allora aveva la struttura (porta, mura, fosso, spianato e strade interna e esterna) accompagnata dal giglio di Firenze e dalla croce del Popolo. Tra le distanze, di particolare interesse, vi è l'indicazione delle fossette dala via ale Canpora che si riferiscono alla collina delle Campora in cui sarà costruita, nel 1355, la chiesa di Santa Maria del Santo Sepolcro.

Piazzale[modifica | modifica wikitesto]

Sul piazzale antistante, oggi al centro di una rotatoria, si trova una grande statua contemporanea in marmo di Michelangelo Pistoletto, Dietrofront (1981-1984).

Opera controversa, raffigura con uno stile non-finito (ispirato a Medardo Rosso) una donna che si dirige verso l'estreno, a sud, mentre sulla testa tiene poggiata una seconda figura in orizzontale, la quale invece guarda indietro, verso la città, a simboleggiare un collegamento tra passato e presente della città. La particolare forma a "L" rovesciata del monumento si rifà a una serie di installazioni di quegli anni, come le scenografie di Anno I, dove i pilastri erano attori che reggevano strutture architettoniche e statue in poliuretano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le bellezze della città di Firenze, dove a pieno di pittura, di scultura, di sacri templi, di palazzi, i più notabili artifizi, e più preziosi si contengono, scritte già da M. Francesco Bocchi, ed ora da M. Giovanni Cinelli ampliate, ed accresciute, Firenze, per Gio. Gugliantini, 1677, p. 124;
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, pp. 244-245, n. 608;
  • Nuova guida della città di Firenze ossia descrizione di tutte le cose che vi si trovano degne d’osservazione, con piante e vedute, ultima edizione compilata da Giuseppe François, Firenze, Vincenzo Bulli, 1850, pp. 601-602;
  • Emilio Bacciotti, Firenze illustrata nella sua storia, famiglie, monumenti, arti e scienze dalla sua origine fino ai nostri tempi, 3 voll., Firenze, Stabilimento Tipografico Mariani e Tipografia Cooperativa, 1879-1886, III, 1886, p. 16;
  • Iscrizioni e memorie della città di Firenze, raccolte ed illustrate da M.ro Francesco Bigazzi, Firenze, Tip. dell’Arte della Stampa, 1886, p. 157;
  • Ministero della Pubblica Istruzione (Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti), Elenco degli Edifizi Monumentali in Italia, Roma, Tipografia ditta Ludovico Cecchini, 1902, p. 257;
  • Walther Limburger, Die Gebäude von Florenz: Architekten, Strassen und Plätze in alphabetischen Verzeichnissen, Lipsia, F.A. Brockhaus, 1910, n. 614;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 264, n. I;
  • Importanti lavori in corso a Porta Romana, in "La Nazione", 28 gennaio 1938;
  • I lavori per la sistemazione del piazzale di Porta Romana, in "La Nazione", 23 febbraio 1938;
  • Walther Limburger, Le costruzioni di Firenze, traduzione, aggiornamenti bibliografici e storici a cura di Mazzino Fossi, Firenze, Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, 1968 (dattiloscritto presso la Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze Pistoia e Prato, 4/166), n. 614;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Firenze delle torri, Firenze, Bonechi, 1973, pp. 191-195;
  • Touring Club Italiano, Firenze e dintorni, Milano, Touring Editore, 1974, pp. 369-370;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, IV, 1978, pp. 168-169;
  • Il Monumento e il suo doppio: Firenze, a cura di Marco Dezzi Bardeschi, Firenze, Fratelli Alinari Editrice, 1981, pp. 123-126;
  • Firenze. Guida di Architettura, a cura del Comune di Firenze e della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, coordinamento editoriale di Domenico Cardini, progetto editoriale e fotografie di Lorenzo Cappellini, Torino, Umberto Allemandi & C., 1992, Marco Bini, pp. 46-47, n. 25;
  • Guido Zucconi, Firenze. Guida all’architettura, con un saggio di Pietro Ruschi, Verona, Arsenale Editrice, 1995, p. 48, n. 43;
  • Antonio Fara, Giovanni Malanima, Michele Menduni, Recupero ambientale e funzionale del circuito dei viali di Giuseppe Poggi: una proposta organica, in "Bollettino Ingegneri", XLIV, 1997, 3, pp. 3- 8.
  • Comune di Firenze, Assessorato Cultura-Servizio Belle Arti, Quaderni di restauro. II, a cura di Valerio Cantafio Casamaggi, Carlo Francini, Natale Leuzzi, Firenze, Tip. G. Capponi, 2000, Carlo Francini, pp. 53-55;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, p. 527.
  • Luciano Artusi, Le antiche porte di Firenze, Semper, Firenze 2005. ISBN 888806222X

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Senso antiorario:
Porta San Giorgio

Strutture conservate nelle
Mura di Firenze
Senso orario:
Porta San Frediano
Firenze Portale Firenze: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Firenze