Moscato d'Asti Santa Vittoria d'Alba

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Moscato d'Asti Santa Vittoria d'Alba
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 9,0 t
Resa massima dell'uva 72%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
11,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
12,0% di cui svolto dal 4,5 al 6,5%
Estratto secco
netto minimo
15,0 g/l
Riconoscimento
Tipo DOCG
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Gazzetta Ufficiale del
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Moscato d'Asti Santa Vittoria d'Alba è un vino a DOCG[1]

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Vitigni con cui è consentito produrlo[modifica | modifica wikitesto]

Tecniche di produzione[modifica | modifica wikitesto]

I vigneti possono insistere esclusivamente su terreni collinari. Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4.000 ceppi/ha. Le forme di allevamento consentite sono a controspalliera. È vietata ogni pratica di forzatura, ma è consentita l'irrigazione di soccorso.

Tutte le operazioni di vinificazione debbono essere effettuate nella sottozona DOC.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: paglierino con riflessi dorati;
  • profumo: elegante, fine, fresco e persistente con sentore anche floreale;
  • sapore: franco, armonico, dolce, aromatico caratteristico del Moscatello, talora vivace;

Informazioni sulla zona geografica[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Moscato bianco è un vitigno antico, proveniente dal bacino orientale del Mediterraneo. La diffusione di queste uve è dovuta al particolare gusto dolce che si otteneva facendole appassire.

A partire dal Trecento, il vino dolce aromatico divenne molto ricercato, e grazie principalmente ai commerci che Venezia aveva nel Mediterraneo orientale si diffuse nella penisola italiana con il nome di "vino greco".

Nel 1511, l'uva è citata come "Muscatellum" negli statuti di La Morra, e nel 1597, sono richieste talee di Moscato alla comunità di Santo Stefano Belbo da parte del duca di Mantova.

Giovan Battista Croce, milanese, si trasferì in Piemonte alla fine del XV secolo, gioielliere del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, può essere considerato, secondo Renato Ratti, il fondatore della branca enologica piemontese che ha dato origine ai vini dolci, aromatici e poco alcolici tra i quali primeggia il Moscato d'Asti.

Proprietario di un vigneto tra Montevecchio e Candia, il Croce produsse alcuni vini ottenuti da sperimentazioni da lui stesso eseguite e pubblicate in un libro dal titolo " Della eccellenza e diversità dei vini che sulla montagna di Torino si fanno e del modo di farli" (stampato nel 1606).

In questo manuale Giovan Battista Croce trattò di alcune tecniche ancora attuali al giorno d'oggi dalla spremitura, alla purificazione, che consiste di asportare tutte le sostanze impure dal vino ( sostanze pectiche e mucillaginose ), fino all'uso del freddo per bloccare la fermentazione.

La divulgazione di queste notizie, permise lo sviluppo del "vino bianco" in tutto il Piemonte e l'affermazione di questo sui mercati mondiali.[2]

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Riconoscimento D.O.C. (D.P.R. del 9 luglio 1967)
  • Approvata la DOCG con DM 29.11.93 GU 287 - 07.12.1993
  • Modificata con DM 14.08.95 GU 228 - 29.09.1995
  • Modificata con DM 05.05.08 GU 123 - 27.05.2008
  • Modificata con DM 21.11.2011 GU 281 - 02.12.2011
  • Modificata con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP

Il Consorzio per la tutela dell'Asti[modifica | modifica wikitesto]

Il Consorzio per la tutela dell'Asti è stato ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e venne riconosciuto nel 1934.

Nato con l'intento di definire la zona d'origine , il vitigno, la tecnica di preparazione e la tipologia finale, oggi ha il compito anche di promuovere la conoscenza e la diffusione dell'Asti in tutto il mondo, oltre che vigilare sulle caratteristiche qualitative.

Nel caso che il prodotto sia ritenuto non idoneo, il marchio consortile non viene concesso.

La sede del Consorzio è in Piazza Roma 10 ad Asti nel Palazzo Gastaldi.[2]

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Asti (disambigua)