Moonlight Mile - Voglia di ricominciare

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Moonlight Mile - Voglia di ricominciare
Moonlight Mile - Voglia di ricominciare.png
I tre protagonisti del film
Titolo originaleMoonlight Mile
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2002
Durata120 min
Rapporto2,35:1
Generedrammatico
RegiaBrad Silberling
SoggettoBrad Silberling
SceneggiaturaBrad Silberling
ProduttoreBrad Silberling, Mark Johnson
Distribuzione in italianoEagle Pictures
FotografiaPhedon Papamichael
MontaggioLisa Zeno Churgin
MusicheMark Isham
ScenografiaMissy Stewart
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Moonlight Mile - Voglia di ricominciare (Moonlight Mile) è un film del 2002 diretto da Brad Silberling.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la prematura morte della figlia Diane, i coniugi Ben e Jojo Floss cercano di ricominciare a vivere aiutati da Joe Nast, fidanzato e futuribile sposo in lutto di Diane. Non è però così semplice: Jojo, scrittrice, non riesce più ad avere idee mentre Ben, impresario edile, si getta nel lavoro prendendo come socio Joe, convinto che la figlia in cielo lo stia guardando. Joe dal canto suo vive con i Floss non sapendo bene che fare della propria vita e non volendo lasciarli soli in un momento così difficile. Costui ha però un segreto, che dovrà rivelare, anche per cercare di far condannare il criminale che sparò a Diane.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto dalle società Epsilon Motion Pictures, Touchstone Pictures, Hyde Park Entertainment, Reveal Entertainment, Gran Via, Punch Productions (che utilizzò il nome Punch). Il titolo del film riprende la canzone dei Rolling Stones contenuta in un loro album del 1971, Sticky Fingers.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui:

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film, nonostante la bravura degli attori, fallisce nell'intento molto difficile di miscelare situazioni leggere da commedia a quelle più drammatiche, risultando allo spettatore «prolisso».[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morandini, p. 944.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Morando Morandini, Laura Morandini e Mauro Tassi, Il Morandini 2010, Zanichelli, ISBN 978-88-08-30176-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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