Monte Emilius

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Monte Emilius
Monte Emilius 4.JPG
Il monte Emilius visto dalla Punta Tersiva. Sullo sfondo il massiccio del Grand Combin
StatoItalia Italia
RegioneValle d'Aosta Valle d'Aosta
Altezza3 559 m s.l.m.
Prominenza735 m
CatenaAlpi
Coordinate45°40′44.69″N 7°23′02.45″E / 45.67908°N 7.384014°E45.67908; 7.384014Coordinate: 45°40′44.69″N 7°23′02.45″E / 45.67908°N 7.384014°E45.67908; 7.384014
Altri nomi e significatiLe pic de dix heures (fino al 1839)
Data prima ascensione1826
Autore/i prima ascensioneGeorges Carrel
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Emilius
Monte Emilius
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Emilius
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Nord-occidentali
SezioneAlpi Graie
SottosezioneAlpi del Gran Paradiso
SupergruppoCatena Emilius-Tersiva
GruppoGruppo dell'Emilius
SottogruppoNodo del Monte Emilius
CodiceI/B-7.IV-C.9.a

Il monte Emilius (mont Émilius in francese) (3.559 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Graie, situata in Valle d'Aosta, nelle immediate vicinanze di Aosta[1].

L'Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius, che riunisce 10 comuni della Plaine, prende il nome da questo monte.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Una ora prima di passare sulla cima della Becca di Nona, il sole passa sulla cima del monte Emilius. Prima del 1839, era conosciuto come Pic de dix heures, Pic Chamosser o Pic Chamoisier, ma in quell'anno il canonico Georges Carrel effettuò l'ascensione insieme a Émilie Argentier, sorella quattordicenne del medico e alpinista cognein Auguste Argentier (1830-1874), con l'obiettivo di promuovere la pratica dell'alpinismo. La vetta è stata quindi battezzata in onore della giovane ragazza. I canonici di Aosta avevano pensato al nome Pic Pie in onore del papa Pio IX, che avrebbe però dato luogo a un gioco di parole imbarazzante, in quanto Pie in francese significa "gazza ladra"[2].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Interessa i comuni di Brissogne, Charvensod e Pollein. Geograficamente si trova a sud della città di Aosta e a nord di Cogne e della valle omonima.

Dalla sua vetta è possibile vedere, con un salto di tremila metri circa, la grande porzione del capoluogo valdostano che non è coperta dalla sagoma piramidale della Becca di Nona. In direzione sud, in condizioni di buona visibilità, è possibile scorgere anche il mare della Liguria. Non sono presenti rilievi più elevati nelle immediate vicinanze della montagna, che coprirebbero il panorama, e trovandosi nella zona centrale della regione può godere, anche grazie ai suoi 3559 metri, di un'impressionante e suggestiva visuale sull'ambiente circostante.

Dalla vetta si può avere una visione d'insieme su tutte le montagne circostanti e sui più importanti rilievi valdostani, e per questa ragione può essere definito a pieno titolo "il balcone panoramico" della Valle d'Aosta. Volgendo lo sguardo da sud a est possiamo ammirare in particolare, tra le altre vette: la Punta Tersiva, il Massiccio del Gran Paradiso con la Grivola, il gruppo del Rutor, le Alpi del Monte Bianco con la Cima del Bianco e le Grandes Jorasses, il Grand Combin, fino al Cervino e al Massiccio del Monte Rosa.

Il Monte Emilius è separato dalla Becca di Nona dal Colle Carrel, che prende il nome da Georges Carrel.

Salita alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

Prima salita[modifica | modifica wikitesto]

La vetta fu salita la prima volta dal canonico Georges Carrel nel 1826. Altre fonti riportano come primo salitore il medico Laurent Cerise, nel 1823. Il 5 settembre 1937, Gigi Panei e Lucien Salval scalarono in prima assoluta la parete nord-est della Tersiva.[3]

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La vetta vista dal percorso della via ferrata.

Oggi la via normale di salita alla vetta parte da Pila e passa dal Rifugio Arbolle (2.507 m). Dal rifugio si costeggia il lago Arbolle fino ad arrivare al Col des Trois Capucins (3.241 m). Da questo colle, la salita, che avviene attraverso la cresta sud, non presenta particolari difficoltà tecniche, ma è particolarmente lunga.

È anche possibile giungere in vetta lungo la cresta nord-ovest usufruendo di una via ferrata, non difficile, ma lunga e adatta solo a chi ha la necessaria esperienza, che parte dal Bivacco Federico Zullo, posto sul Colle Carrel (raggiungibile seguendo l'itinerario di salita per la Becca di Nona).

Area protetta[modifica | modifica wikitesto]

Il Mont Avic e il Monte Emilius sono una zona di protezione speciale (cod. ZPS IT1202020, 31544 ha)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si trova al confine tra i comuni Brissogne, Charvensod e Pollein
  2. ^ CAI Valle d'Aosta, Chissà perché si chiamano così, Tipografia Duc, Saint-Christophe, 2011, p. 131.
  3. ^ Antonio Panei, Gigi Panei e Courmayeur, Aracne editrice, Roma, 2015, ISBN 978-88-548-8751-0

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

http://www.summitpost.org/33-routes-emilius-s-the-modern-magic-era-eight-part/858258

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