Montaretto

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Montaretto
frazione
Montaretto – Veduta
Panorama di Montaretto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Comune Bonassola-Stemma.png Bonassola
Territorio
Coordinate 44°11′47″N 9°34′37″E / 44.196389°N 9.576944°E44.196389; 9.576944 (Montaretto)Coordinate: 44°11′47″N 9°34′37″E / 44.196389°N 9.576944°E44.196389; 9.576944 (Montaretto)
Altitudine 300 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 19011
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montaretto
Montaretto
« "Montaretto, il piccolo monte. Il clima è salubre ed esposto ai venti l'aria lo ripulisce: caldo nella valle del Salice, temperato a mezza altezza e fresco in alto. Splendida la vista del paesaggio che si estende dal Villaggio di Resemonte sino al Monte della Suola. La popolazione è ruvida e robusta. Il peso del loro carico è per lo più d'un quintale e nove rubbi portano pure le donne. Uomini di 80 anni lavorano le terre e maneggiano zappe, badili e picconi e le puerpere che dovean figliare non invocavano aiuti dalle buone donne e dopo due giorni dal parto andavano al bosco a lavorare." »

(Giovanni Bono, 1862)

Montaretto è un piccolo centro abitato ligure facente parte del comune di Bonassola. Paese caratteristico della riviera ligure, si trova a circa 300 m s.l.m. ed è famoso per il caratteristico marmo e la produzione vinicola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico

Le prime notizie sull'esistenza della piccola frazione risalgono alla prima metà del Quattrocento e riguardano anche il piccolo borgo di Reggimonti. In quel periodo i centri storici di mezza costa, che formavano il piccolo borgo di Bonassola, dipendevano amministrativamente dalla Podesteria di Framura. Questa zona era nota per l'abbondante produzione di olio, vino e castagne.[1]

Il saccheggio del 1560[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi nel 1453, la riviera ligure ritornò in balia dei pirati. Nel levante ligure, una delle incursioni più gravi fu quella di Bonassola del 1560. In quel periodo, anche a causa della mancanza di adeguate opere difensive, gli abitanti della costa erano sottoposti con particolare frequenza alle scorrerie dei pirati. A causa dell'inerzia della Repubblica di Genova e delle discordie tra gli abitanti del borgo a mare con quelli di mezza costa, non si riusciva a trovare un accordo per la costruzione di un valido sistema di difesa. Il 2 maggio 1560 i pirati turchi saccheggiarono i borghi di Bonassola e Montaretto. Del terribile evento ci sono svariate versioni, tra cui quella del podestà di Sestri Levante, che così scriveva al Senato Genovese lo stesso giorno:Stamattina, all'apparire del sole, hanno dato in terra a Bonassola 10 vascelli turchi[...] I primi sono andati a Montaretto e lo hanno saccheggiato[...]hanno sbarcato un buon numero di turchi che hanno saccheggiato questo loco di Bonassola[...]. Vi è anche il resoconto del podestà di Framura (da cui Bonassola dipendeva) inviato al Senato Genovese, affermando che l'incursione dei turchi si concluse con distruzioni, furti e la cattura di cinquantatré persone di Bonassola e tredici uomini di Levanto venuti per dar soccorso, dè quali tutti se ne sono ricatati (riscattati) ventitré, cioè deci di Bonazzola et li tredici di Levanto, il resto sta ancora nelle mani di corsari. Nel 1584, anche se Bonassola era oramai dotata di un castello, la paura delle incursioni era tale che la chiesa di Santa Caterina rimase senza parroco perché, trovandosi vicina al mare, era facile bersaglio dei pirati.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio di San Rocco, presso l'inizio della parte antica del borgo, di forme molto semplici. Era la sede della confraternita di San Rocco, ove gli associati si riunivano tutte le domeniche per pregare vestiti con cappe bianche. Nelle vicinanze si trovava anche un ricovero destinato ai poveri e ai pellegrini, mantenuto in parte dalla confraternita.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Affacciata sul mare, La Casa del Popolo di Montaretto è forse l'edificio più caratteristico della frazione. Fu costruita su iniziativa di alcuni giovani del luogo che volevano una casa comune dove si potesse ballare e organizzare feste ma anche leggere l'Unità e discutere di politica. Il terreno fu acquistato per £ 700.000 a nome di un singolo, per evitare che l'acquisto fosse respinto dal venditore per ragioni politiche. In seguito il terreno divenne proprietà del Partito Comunista Italiano della provincia e il 1º maggio 1962, in occasione della festa dei lavoratori, incominciò la raccolta fondi per la costruzione della casa. Nel 1963 cominciarono i lavori ma, a causa dell'insufficiente quantità di denaro, venne chiesto un contributo a tutti gli abitanti della frazione. La casa fu terminata nel 1968 e in quello stesso anno fu inaugurata. Nel 1970 la Casa del Popolo divenne sede dello spaccio (oggi negozio di alimentari) e del circolo Arci; si raccolsero 100 firme per ottenere l'affiliazione al fine di poter organizzare feste ed eventi. Con gli ultimi lavori, eseguiti negli anni 80 e 90, la Casa è dotata di due cucine complete e uno spazio dotato di tavolo da biliardo, televisione e computer, dotato di collegamento a Internet.[2]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Montaretto si raggiunge dalle uscite autostradali di Carrodano-Levanto e di Deiva Marina. Uscendo a Carrodano, bisogna dirigersi verso Levanto e da qui prendere la strada provinciale per Montaretto. Uscendo a Deiva Marina bisogna proseguire verso Framura fino ad imboccare la SP42 per Montaretto.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]