Mononykus olecranus

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Mononico
Stato di conservazione: Fossile
Mononykus skeleton fix.jpg
Scheletro
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Tetanurae
Famiglia Alvarezsauridae
Genere Mononykus
Specie Mononykus olecranus
Nomenclatura binomiale
Mononykus olecranus
Olecraz, 1993

Per Mononico ("singolo artiglio") si intende un bizzarro dinosauro vissuto in Mongolia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Vissuto 75 milioni di anni fa nel Cretaceo, questo dinosauro è noto a molti per una caratteristica che lo distingue da tutti i teropodi conosciuti, eccetto quelli appartenenti alla famiglia degli alvarezsauridi, di cui fa parte: braccia cortissime munite di un voluminoso artiglio. Gli scienziati si sono subito chiesti quale fosse la loro funzione: da alcuni è stato ipotizzato che servissero per stanare dai loro nidi le termiti di cui doveva nutrirsi, oppure, come potrebbe essere accaduto al Tirannosaurus rex, per tenere stretti i due partner durante l'accoppiamento. Gli occhi erano di notevoli dimensioni, per vedere meglio al buio. Il becco forse era munito di piccoli denti. Le sue zampe erano forti, che gli permettevano di inseguire prede o scappare dai predatori velocemente, ed erano munite di piedi con degli artigli che gli servivano a sferrare attacchi ai predatori e alle prede. Il corpo probabilmente era munito di piume che lo riscaldavano durante i periodi di gelo. Aveva un collo flessibile e lungo che utilizzava per prendere rapidamente le prede.Era lungo 1 m.[1]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Gli scienziati pensano che questo dinosauro si fosse evoluto da un uccello in grado di volare e che si fosse adattato ad inseguire le prede a terra. Si nutriva di piccoli mammiferi, insetti, lucertole e forse piante.[1]

Ritrovamenti[modifica | modifica wikitesto]

Quattro fossili di mononico furono ritrovati nella sabbia del Deserto del Gobi, in Mongolia, e questo fa pensare che fossero morti a causa di una tempesta di sabbia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Veronica Ross, Dinosauri, le creature più terrificanti della Terra, Dix Editore, 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Veronica Ross, Dinosauri, le creature più terrificanti della Terra, Dix Editore, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]