Margaret Sixel

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Margaret Sixel (prima a sinistra) assieme al cast di Mad Max: Fury Road al Festival di Cannes 2015
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior montaggio 2016

Margaret Sixel (...) è una montatrice sudafricana naturalizzata australiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Sixel nasce in Sudafrica e studia montaggio cinematografico all'Australian Film, Television and Radio School. Nel 1989, vi consegue un "diploma speciale in montaggio cinematografico".[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984, partecipa come assistente al montaggio e doppiatrice alla miniserie televisiva australiana The Last Bastion, dove incontra uno dei registi della miniserie, George Miller, con cui collaborerà nuovamente in futuro. Nei cinque anni successivi, la Sixel partecipa a numerosi progetti come montatrice, tra i quali: The Great Gold Swindle (1985), Emoh Ruo (1985), The Blue Lightning (1986), A Case of Honour (1989) e Romero (1989). È anche missatrice dei dialoghi di Flirting, di John Duigan.

Successivamente, lavora al docu-drama di Kay Pavlou Mary, basato sulla vita della santa australiana Mary MacKillop, e , tre anni dopo, torna a collaborare come montatrice con George Miller nel documentario televisivo da lui diretto 40,000 Years of Dreaming. Nel 1995, Sixel contribuisce creativamente allo sviluppo della trama di un altro progetto di Miller, Babe, maialino coraggioso. Il regista le attribuisce il merito di aver definito la prima versione del film "troppo episodica e priva di tensione narrativa", e di aver suggerito alcuni spunti narrativi presenti nella pellicola come i topi canterini.[2]

Nei primi anni duemila, Sixel lavora a due cortometraggi della regista Rachel Ward: The Blindman's Bluff e The Big House. Tra i suoi ultimi progetti figurano tre lungometraggi, ulteriori collaborazioni tra lei e George Miller: Babe va in città, Happy Feet, in cui contribuisce anche alla stesura della trama e di quella del suo sequel del 2011, e Mad Max: Fury Road.

Il montaggio per quest'ultimo film, in cui Miller occupa la cabina di regia, inizia nel 2012. Interrogato sul perché avesse scelto proprio sua moglie per montare il film, Miller ha detto che lei non aveva mai lavorato ad un film d'azione, ma che, se fosse stato montato dal "solito team di ragazzi, sarebbe sembrato simile a qualsiasi film d'azione precedente."[3] Per via della mole delle riprese di Fury Road, le sequenze del film venivano filmate con più di 20 cineprese[4]; il risultato era una media giornaliera di 10-20 ore di girato, che, dal luogo delle riprese, venivano inviate a Sydney, dove si trovano Sixel e la sua squadra di montaggio.[4] A lavorazione terminata, a Sixel vennero assegnate da montare oltre 470 ore di riprese, che impiegarono tre mesi ad essere guardate tutte.[3][4] Nel corso dei due anni successivi, Sixel lavora dieci ore al giorno, sei giorni su sette, fino a raggiungere assieme al suo staff un totale di oltre 6000 ore di montaggio.[3] La versione finale del film (120 minuti) ha oltre 2700 tagli di montaggio, più del doppio dei 1200 del precedente capitolo della serie di Mad Max, Interceptor - Il guerriero della strada (90 minuti).[5]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposata dal 1995 con il regista australiano George Miller, con cui ha due figli. Ha anche una figliastra, proveniente dal precedente matrimonio di Miller con l'attrice Sandy Gore.[2][6] Ha affermato che essere sposati li aiuta anche in ambito lavorativo, in quanto: "il 98% delle volte siamo d'accordo sulle scelte da prendere, il che è importante perché, quando sei in camera di montaggio e non sei in sincronia, molte persone lì hanno opinioni diverse ed è veramente facile andare nella direzione sbagliata."[6]

Nel 2011, in occasione del decimo anniversario dello scandalo del Tampa del 2001, l'Australian Centre for Policy Development ha pubblicato un documento che intimava ai leader politici australiani di interrompere lo stallo che bloccava i rifugiati e i richiedenti asilo.[7] Sia Sixel che Miller hanno sottoscritto il documento.

Riguardo al suo essere un montatore donna, Sixel ha detto che non considera il suo sesso parte rilevante nel processo di montaggio.[6] In un'intervista, ha dichiarato di "lavorare con un gran numero di uomini in sala di montaggio. Semplicemente, non ci pensiamo. [...] Non sento di essere molto femminile riguardo a questo."[6] Ha poi puntualizzato che un quarto del suo staff è composto da donne.[6]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Montatrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Graduate profile, Australian Film, Television and Radio School. URL consultato il 4 ottobre 2015.
  2. ^ a b (EN) Brook Turner, Curious George, in The Australian Financial Review, maggio 2007, p. 26–38. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  3. ^ a b c (EN) Press Conference of Mad Max with George MILLER, Charlize Theron, Tom Hardy, Nicholas Hoult, Doug Mitchell, Cannes Film Festival, 14 maggio 2015. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  4. ^ a b c (EN) Editor Margaret Sixel Drives Mad Max: Fury Road to Success with Avid Everywhere, su www.avid.com. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  5. ^ (EN) With ‘Mad Max: Fury Road,’ director George Miller tops his action classic ‘The Road Warrior’, su miamiherald. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  6. ^ a b c d e (EN) Margaret Gardiner, 'Mad Max: Fury Road' - Stop the Presses! A Woman Edits an Action Film, Huffington Post, 19 maggio 2015. URL consultato il 5 ottobre 2015.
  7. ^ (EN) A New Approach: A statement by prominent Australians urging political leaders to break the stalemate on refugee and asylum policy (PDF), Centre for Public Development, 2011. URL consultato il 7 ottobre 2015.
  8. ^ Andrea Facchin, Oscar 2016, tutte le nomination dell’88ma edizione!, Best Movie, 14 gennaio 2016. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  9. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2015: Spotlight trionfa ai premi della critica di New York, Boston e Los Angeles, badtaste.it, 7 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  10. ^ (EN) CRITICS' CHOICE 2015 NOMINATIONS ANNOUNCED, Rotten Tomatoes, 14 dicembre 2015. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  11. ^ (EN) Boston Society of Film Critics[collegamento interrotto], thefilmexperience.net, 6 dicembre 2015. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  12. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2016: anche Star Wars tra le nomination agli ACE Eddie, i premi dei montatori!, badtaste.it, 4 gennaio 2016. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  13. ^ (EN) AACTA Awards 2015: First Round Goes To Mad Max: Fury Road, The Sydney Morning Herald, 30 novembre 2015. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  14. ^ (EN) AACTA Awards 2015: Mad Max Fury Road wins best film and director, su news.com.au, 9 dicembre 2015. URL consultato il 9 dicembre 2015.
  15. ^ (EN) 2015 San Francisco Film Critics Circle Awards, San Francisco Film Critics Circle, 13 dicembre 2015. URL consultato il 13 dicembre 2015.
  16. ^ (EN) SAN FRANCISCO FILM CRITICS AWARD WINNERS ANNOUNCED, Rotten Tomatoes, 13 dicembre 2015. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  17. ^ (EN) Los Angeles Film Critics Name 'Spotlight' Best Film of the Year, su Variety. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  18. ^ (EN) Sasha Stone, The Boston Film Critics Online Name Mad Max: Fury Road the Best Film of 2015, awardsdaily.com, 4 dicembre 2015. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  19. ^ Federico Boni, Wafca Award 2015, le nomination - dominano Mad Max: Fury Road e Carol, cineblog.it, 6 dicembre 2015. URL consultato il 6 dicembre 2015.
  20. ^ (EN) D.C. Film Critics Shine a 'Spotlight' on Award Winners, prnewswire.com, 7 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  21. ^ (EN) OFCS 2015 awards nominees announced, flickfilosopher.com, 7 dicembre 2015. URL consultato l'8 dicembre 2015.
  22. ^ Andrea Francesco Berni, Mad Max: Fury Road trionfa ai premi della Online Film Critics Society, badtaste.it, 14 dicembre 2015. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  23. ^ (EN) "Mad Max: Fury Road" Leads The Race For 2015 CFCA Awards, Chicago Film Critics Association, 14 dicembre 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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