Madonna Incaldana

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Madonna Incaldana
Madonna Incaldana.jpg
AutoreIgnoto
DataXIII-XIV secolo
Tecnicasconosciuto
UbicazioneSantuario di Maria Santissima Incaldana, Mondragone

La Madonna Incaldana è un dipinto di fattura bizantina ed è la protettrice del comune di Mondragone, in provincia di Caserta.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, durante le devastazioni dei Turchi, quest'ultimi avrebbero appiccato un incendio in un antico santuario retto sin dal 1569 dai Padri Carmelitani. Dall'incendio si salvò illeso, miracolosamente, il dipinto di fattura bizantina della Madonna. L'icona fu ritrovata qualche tempo dopo l'incendio da una pastorella, la quale si era trovata a pascolare le sue pecore lì vicino. Nel 1624, per la distanza eccessiva dal centro di Mondragone e per le continue incursioni barbariche, i Carmelitani furono costretti ad abbandonare il santuario. Sempre secondo la tradizione, dopo l'abbandono dei frati, si narra che la sacra icona fosse divenuta oggetto di una contesa tra i paesi limitrofi al santuario che ne rivendicavano il possesso. Sorse così una lite tra le popolazioni di Mondragone e di Piedimonte di Sessa per il possesso della sacra immagine; alla fine si decise di collocare il quadro su un carro trainato da una coppia di buoi, uno proveniente da Mondragone e uno da Piedimonte, e di affidarsi alla sorte, lasciando liberi i bovini di scegliere il luogo dove collocare il sacro dipinto. Liberati gli animali, questi scelsero la strada per Mondragone e si diressero così verso la chiesa della collegiata di San Giovanni Battista. Lungo la strada si fermarono nella zona dell’Incaldana (dalla quale prese il nome l'icona), all'incrocio della strada che attualmente porta alla cava di pietra, e qui morirono. Si dice che i due buoi siano stati sepolti sotto il Sagrato del Tempio Massimo di Mondragone. Nel luogo in cui si fermarono gli animali fu fatta erigere una cappella, tutt'oggi esistente, mentre nel posto preciso dove si fermò la processione che raccolse il dipinto e sulla pietra dove venne appoggiato quest'ultimo, fu posta a ricordo una croce di ferro che vi rimase visibile fino a poco prima della Seconda Guerra Mondiale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il dipinto viene fatto risalire al XIII-XIV secolo, anche per via dello stile bizantino.

L'icona sacra è dipinta su di una tavola di legno di quercia e rappresenta Maria, ricoperta dalla testa ai piedi da un abito blu, il quale lascia intravedere il volto, le mani ed il seno destro della Vergine; sotto l'abito si intravede una veste rossiccia, ricamata ai polsi e al collo da una banda di colore verde ai cui estremi è rifinita da due file di puntini bianchi. Con la mano sinistra porge il seno alla bocca del figlio Gesù, il quale è seduto in grembo alla madre ed è sorretto dalla mano destra di quest'ultima. Il Bambino divino è vestito con un abito che tende al marrone, ricamato ai polsi e al collo da una fila di punti bianchi, simili a perle; al di sopra dell'abito indossa un mantello verdastro. Entrambe le figure hanno dei volti dai lineamenti seri, circondati da aureole dorate, ed entrambi hanno una mano benedicente (Maria la sinistra e Gesù la destra). Sui loro capi sono state poste due corone d'oro, dono dei fedeli, ma in origine solo Maria aveva dipinta la corona, ancora oggi visibile sotto quella di metallo.

Sullo sfondo, dai colori bruni, è possibile intravedere in basso una specie di pavimento a quadri e, ai lati del volto di Maria, le lettere greche "ΜΡ" e "ΘΥ", abbreviazione di "Μήτηρ (του) Θεοῦ" ("Theotókos", letteralmente "Madre di Gesù").

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La sacra icona, incorniciata con una spessa e vistosa cornice in argento, è custodita nel Santuario di Maria Santissima Incaldana (chiamato comunemente Vescovado), nella cappella in fondo alla navata di destra, in una teca di vetro incastonata nella parete sopra un altare.

Il dipinto viene esposto solennemente durante la ricorrenza di Pasqua ed in questo periodo il quadro viene tolto dalla custodia nella cappella di destra, per essere esposto nella navata centrale della chiesa tutta la settimana. Prima di questa settimana vengono installate le "luminarie" nelle vie principali, nelle piazze e sulla facciata del santuario di M. SS. Incaldana, poiché il martedì dopo Pasqua è la festa della Madonna (festa cittadina) e nel paese si festeggia per tutta la settimana con vari eventi. Durante questa settimana è usuale per i fedeli che si recano al santuario, dopo la messa, uscire senza dare le spalle al quadro della Madonna. Alla fine della settimana il quadro viene ricollocato nella sua cappella e i fedeli sono soliti baciare il quadro durante lo spostamento.[1]

Ogni Lunedì dell'Angelo (Pasquetta) una copia del dipinto della Madonna Incaldana viene portato dal Santuario del Belvedere al Vescovado, in una processione che ricorda la tradizionale leggenda. Infatti, il quadro è posto su un carro con due grossi buoi bianchi, in ricordo dei due animali che trasportarono l'icona fino a Mondragone.

Il dipinto originale esce dal santuario soltanto ogni venticinque anni, salvo eventi straordinari, ed è portato solennemente in processione a spalla per la città di Mondragone.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo emesso nel 2006 raffigurante la Madonna Incaldana.
  • Nel 2006 le Poste italiane hanno emesso un francobollo (40 x 48 mm) raffigurante la Madonna Incaldana. La vignetta riproduce l'icona sacra, intorno ad essa le leggende “MARIA SANTISSIMA INCALDANA” e “SANTUARIO DI MONDRAGONE”, la scritta “ITALIA” in basso a sinistra ed il valore “€ 0,45” in basso a destra[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Radici e storia della Madonna Incaldana, su santuarioincaldana.org (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2009).
  2. ^ Emissioni filateliche del 2006, su fsfi.it, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]