Ludwik Fleck

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Ludwik Fleck (Leopoli, 11 luglio 1896Ness Ziona, 5 luglio 1961) è stato un microbiologo e filosofo polacco.

I suoi studi sul vaccino contro il tifo esantematico lo portarono a scontrarsi con il regime nazista con cui ebbe rapporti controversi, come discusso nei paragrafi successivi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Ludwik Fleck nacque a Leopoli l'11 luglio del 1896 da una famiglia ebrea. Suo padre, Maurycy, era un artigiano di tendenze socialiste titolare di un'impresa di decorazioni. Ludwik e le sue due sorelle furono istruiti presso licei polacchi nella speranza che ciò offrisse loro una possibilità di accesso alla buona società.[1] Nel 1914, Fleck si iscrisse all'Università di Leopoli alla Facoltà di Medicina, ma dovette interrompere gli studi poiché fu arruolato dal corpo medico dell'Impero Austro-ungarico. Quando fece ritorno a Leopoli riprese i suoi studi e riuscì a laurearsi nel 1922. [2]

Attività e Incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1921 al 1923 lavorò nel laboratorio di Rudolf Weigl, mettendo a punto un metodo di diagnosi del tifo esantematico, che consisteva nell'iniettare sottopelle una sospensione diluita di antigeni del tifo, che Fleck chiamò "reazione all'esantina".[3] Nel 1923 fu assunto da Jan Lenartowicz, in qualità di batteriologo, presso il Dipartimento di Malattie Dermatologiche e Veneree dell'Ospedale Generale di Leopoli. Nello stesso anno sposò Ernestyna Waldman, un tecnico di laboratorio figlia di un ricco mercante di Stryj.[4] Nel 1927 Fleck vinse una borsa di studio di sei settimane presso l'Istituto Statale di Sieroterapia di Vienna. Al termine di questo periodo, intraprese un viaggio per ampliare i propri orizzonti intellettuali riguardo l'Europa Occidentale, assistendo a lezioni di Sigmud Freud a Vienna e di Henri Bergson a Parigi. Al suo ritorno a Leopoli assunse la direzione del laboratorio batteriologico dell'Ospedale della Sicurezza Sociale.[5] Dal suo mentore, il pediatra Franciszek Groër, acquisì l'interesse nei confronti della filosofia e della scienza. I primi lavori di Fleck in questo campo trassero spunto dal lavoro di Weigl, il quale riuscì ad ottenere ottimi risultati nel suo laboratorio nonostante all'epoca vi fossero scarse conoscenze sul tifo.[6] Verso la fine del 1927, Fleck presentò il suo primo contributo filosofico, ″Alcune caratteristiche specifiche del modo di pensare in medicina″, dinanzi alla società di Storia della Medicina di Leopoli.[7] Nel 1935 l'Ospedale della Sicurezza Sociale licenziò Fleck, sulla base di una nuova legge che destituiva gli ebrei dagli incarichi dirigenziali statali. In 15 anni di carriera Fleck era stato escluso prima dall'università e poi da qualunque impiego pubblico.[7] Egli aderì ad un movimento anti-fascista di Leopoli e, nonostante l'ostracismo, la seconda parte degli anni '30 si rivelò essere periodo fruttuoso per Fleck. Infatti, le sue conferenze di Biologia e Filosofia, tenute dinanzi alla Società di Storia di Leopoli e alla Società Medico Ebraica, furono frequentate e apprezzate.[8] Il suo laboratorio privato, la sua principale fonte di reddito, risentì relativamente poco del clima politico ostile, dal momento che i medici, ariani o ebrei che fossero, continuavano ad aver bisogno di un supporto diagnostico ed infatti il lavoro di Fleck era tenuto in grande considerazione.[9]

Occupazione nazista e vita nei campi di concentramento[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del primo anno dell'occupazione nazista della Polonia, iniziata nel 1939, Fleck diresse il laboratorio batteriologico dell'Ospedale di Kuszewicz.[10] Bruno Weber, nuovo direttore del laboratorio batteriologico di Auschwitz, offrì a Fleck una posizione di rilievo nel campo di concentramento, ponendolo a capo della produzione del vaccino anti-tifo. Tale privilegio, nonostante le sue origine ebraiche, gli fu concesso per merito delle sue competenze in ambito vaccinologico. Fleck accettò, a patto che suo figlio, sua moglie e i suoi stretti collaboratori rimanessero con lui.[11] Egli, dunque, e i membri del suo gruppo furono registrati ad Auschwitz la notte del 7 Febbraio del 1943.[12] In questo periodo, sia Ludwik che suo figlio si ammalarono di tifo ma, fortunatamente, i loro casi furono lievi, una circostanza che Fleck attribuì all'effetto protettivo del suo vaccino, sebbene sembri ipotizzabile che l'esposizione per anni ai germi del tifo lo avesse almeno in parte immunizzato.[13] Dopo due mesi dal loro arrivo, Weber inaugurò la propria stazione di ricerca, nota come Istituto di Igiene, di cui Fleck divenne responsabile del laboratorio di Sierologia.[14] In questo periodo Fleck fu testimone di atti crudeli perpetrati ai danni di vari internati nel campo. Tra questi, l'iniezione nelle donne di sangue di una gruppo sanguigno incompatibile, che procuravano loro dolori terribili, shock, blocco renale e morte.[15] Fleck fece inoltre amicizia con Adelaide Hautval che era lì in qualità di donna medico. Quando ella gli portava dei campioni sperimentali, ogni volta che il campione di un paziente risultava positivo al tifo o alla difterite, egli stilava un referto ambiguo, ovvero, falsificava i risultati ufficiali che avrebbero potuto condurre a morte quasi certa.[16] Nel dicembre 1943 il laboratorio dell'Istituto d'Igiene a Buchenwald, diretto da Erwin Ding, incontrava delle difficoltà a realizzare un vaccino anti-tifo. Il medico chiese ausilio di Fleck, che partì verso la fine del mese separandosi così dalla moglie e il figlio.[17] Al termine della guerra Ludwik, dopo aver trascorso un mese nell'infermeria di Buchenwald e diverse settimane in un ospedale, fu liberato dagli americani insieme agli altri prigionieri.[18]

Pensieri filosofici[modifica | modifica wikitesto]

È considerato un precursore nell'ambito della sociologia della scienza, avendo sviluppato una dottrina che egli stesso definì "teoria comparata della conoscenza" o "epistemologia comparata" (vergleichende Erkenntnistheorie), fondata su due concetti dal carattere spiccatamente sociale: lo "stile di pensiero" (Denkstil) e il "collettivo di pensiero" (Denkkollektiv).

La sua principale opera epistemologica è una monografia intitolata Genesi e sviluppo di un fatto scientifico (1935). Le sue teorie rimasero praticamente sconosciute, almeno finché non furono in parte riscoperte (nonché adottate e adattate) dal famoso filosofo della scienza americano Thomas Kuhn, autore dell'opera seminale La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1962).[19]

Dopoguerra e ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della guerra, Fleck e la moglie andarono ad abitare a Lublino, una città della Polonia centrale, poiché la loro casa a Leopoli era stata occupata da soldati russi. Qui Ludwik Hirszseld era stato nominato direttore del Dipartimento di Microbiologia Medica della neonata Università Marie Curie, ma, dopo aver aiutato Fleck ad ottenere la sua abilitazione, quest'ultimo ne prese il posto.[20] Poco dopo la moglie ed il figlio si trasferirono in Israele, mentre Fleck rimase a Lubino fino al 1952, quando fu chiamato a Varsavia dal suo vecchio mentore Groër che gli affidò la direzione del laboratorio batteriologico presso l'Ospedale della Madre e del Bambino. Dopo aver avuto un infarto durante un viaggio in Brasile nel 1956, disse agli amici che non gli sarebbe rimasto più molto da vivere e che avrebbe avuto bisogno di ricongiungersi con la famiglia; per questo motivo, nel 1957 partì alla volta d'Israele.[21] Trovò lavoro presso il nuovo laboratorio batteriologico statale di Ness Ziona. In questo periodo contribuì ad organizzare una campagna contro i focolai di Leptospirosi, una patologia batterica rara, ma molto grave che metteva in serio pericolo interi allevamenti di polli.[22] Nel 1961, poco dopo aver ricevuto un risarcimento di diverse migliaia di dollari per le sofferenze subite ad opera dei nazisti, Fleck ebbe il suo secondo infarto mentre era in cura per un linfoma maligno e morì il 5 Luglio in ospedale.[23]

Vaccino[modifica | modifica wikitesto]

Quando Fleck arrivò nel Blocco 50 a Buchenwald, nessuno degli altri prigionieri aveva esperienza di coltivazione di microrganismi, essi infatti stavano producendo un vaccino anti-tifo completamente privo di valore, ispirandosi ad un manuale di istruzioni di 70 pagine basato su materiali dell'Istituto Pasteur.[24] In primo luogo il sangue degli individui infetti del Blocco 46 era iniettato nelle cavie; quando gli animali risultavano infettati i tecnici ne trituravano i cervelli o i testicoli e il ricavato veniva inoculato nei topi; contratta la malattia essi venivano uccisi e i loro polmoni triturati e diluiti in soluzioni che servivano ad infettare conigli.[25] Questi ultimi però non erano normalmente soggetti ad ammalarsi di tifo, e Fleck fu in grado di scoprire che nei polmoni di questi animali non era presente la Rickettsia prowazekii, responsabile della malattia, bensì un altro batterio.[26] Quando l'Istituto di Cracovia (diretto da Hermann Eyer) fornì a Fleck e ai suoi assistenti dei polmoni di topo e del materiale infetto ricavato dall'intestino dei topi, essi furono in grado di produrre un vaccino, basandosi sul vaccino di Weigl, molto efficace ma che poteva essere prodotto soltanto in piccoli quantitativi. Essi quindi iniziarono la produzione di due tipi di vaccino: uno privo di efficacia ed innocuo, destinato al fronte; e l'altro, prodotto in ridottissime quantità ma molto efficace, che veniva utilizzato in casi speciali, per esempio per i compagni che lavoravano in luoghi difficili del lager.[27] Il Blocco 50 produsse in totale 6000 litri di finto vaccino, sufficienti per circa 200 mila persone e circa 6 litri di vaccino buono, contrassegnato da un puntino rosso. In alcune occasioni i soldati ai quali era stato inoculato il falso vaccino si ammalavano, e le SS insospettite, domandavano al gruppo di Buchenwald di inviare un piccolo quantitativo del vaccino di controllo; ovviamente essi inviavano il siero pienamente efficace, cercando in tal modo di fugare i sospetti.[28]

Contributi per la reazione di Wassermann[modifica | modifica wikitesto]

Tra le procedure a cui Fleck contribuì, vi è la reazione di Wassermann. Il suo valore come test diagnostico per la sifilide è stato descritto da Fleck in "Genesi e sviluppo di un fattore specifico".[29] Questa malattia aveva un impatto notevole sui militari, nonché su altri gruppi e ciò la rendeva una questione politicamente rilevante. Dal punto di vista culturale, essa rappresentava un’etichetta sociale, per cui la sua diagnosi era non solo un problema di salute ma anche di emarginazione sociale.[non chiaro][30] Fleck considerò inoltre sintomatico che il test, scoperto da Wassermann, non fosse in realtà un test per la sifilide, poiché il microrganismo Treponema Pallidum non è facilmente coltivabile in piastra Petri; infatti Wassermann utilizzò il tessuto cardiaco di mucche contagiate dalla sifilide. Quando mescolò questo tessuto col sangue di pazienti sifilitici, si innescò una reazione che distrusse i globuli rossi, indicando la presenza di anticorpi nel sangue dei pazienti.[31] Tuttavia, altri scienziati notarono che estratti cardiaci di mucche non infette producevano la stessa reazione che, quindi, risultò non essere causata dai Treponemi, bensì dalla cardiolipina, una sostanza presente nei cuori bovini.[32]

Scritti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludwik Fleck, Entstehung und Entwicklung einer wissenschaftlichen Tatsache. Einführung in die Lehre vom Denkstil und Denkkollektiv, Francoforte, Suhrkamp, 1980, ISBN 3-518-07912-3.
  • Ludwik Fleck, Erfahrung und Tatsache. Gesammelte Aufsätze, Francoforte, Suhrkamp, 1983, ISBN 3-518-28004-X.
  • Ludwik Fleck, Denkstile und Tatsachen. Gesammelte Schriften und Zeugnisse, Berlino, Suhrkamp, 2011, ISBN 978-3-518-29553-3.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 ricevette il premio di Stato polacco per i successi scientifici di II grado e nel 1954 Fleck divenne membro dell'Accademia polacca delle scienze. Nel 1955 fu onorato con l'Ordine della Polonia Restituita ed infine, nel 1994 fu istituito un premio in suo onore: Il Premio Ludwik Fleck.[33]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arthur Allen, The Fantastic Laboratory of Dr. Weigl: How Two Brave Scientists Battled Typhus and Sabotaged the Nazis, Norton, 2014, ISBN 978-0393081015. (Arthur Allen - Il fantastico laboratorio del dottor Weigl. Come due scienziati trovarono un vaccino contro il tifo e sabotato il Terzo Reich (2015), Bollati Boringhieri, Torino, ISBN 978-88-339-2658-2)
  • Robert S. Cohen, Thomas Schnelle - Cognition and fact. Materials on Ludwik Fleck (1986), R. Reidel Publishing Company, Dordrecht, ISBN 90-277-1902-0;
  • Rainer Egloff - Tatsache – Denkstil – Kontroverse: Auseinandersetzungen mit Ludwik Fleck (2005), Collegium Helveticum, Zurigo, ISBN 3-9522441-2-0;
  • Rainer Egloff, Johannes Fehr - Vérité, Widerstand, Development: At Work with / Arbeiten mit / Travailler avec Ludwik Fleck (2011), Collegium Helveticum, Zurigo, ISBN 978-3-9523497-5-5;
  • Johannes Fehr, Nathalie Jas, Ilana Lowy - Penser avec Fleck – Investigating a Life Science Studying Life Sciences (2009), Collegium Helveticum, Zurigo, ISBN 978-3-9523497-0-0;
  • Birgit Griesecke - Fremdforschung. Der ethnographische Impuls in den Wissenschaften. Fleck und die Folgen (2014), Birgit Griesecke con la collaborazione di Werner Kogge, Berlino, ISBN 978-3-86599-229-1.
  • Birgit Griesecke - Ludwik Flecks vergleichende Erkenntnistheorie. Die Debatte In Przegląd Filozoficzny 1936-1937 (2008) Erich Otto Graf, Birgit Griesecke, Berlino, ISBN 978-3-937262-44-4;
  • Thomas Schnelle - Ludwik Fleck Leben und Denken. Zur Entstehung und Entwicklung des soziologischen Denkstils in der Wissenschaftsphilosophie (1982), Hochschulverlag, Friburgo, ISBN 3-8107-2165-4;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 29.
  2. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 27.
  3. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 69.
  4. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 70.
  5. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 71.
  6. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 72.
  7. ^ a b Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 96.
  8. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 97.
  9. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 104.
  10. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 167.
  11. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 351.
  12. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, pp. 252, 253.
  13. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 254.
  14. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 255.
  15. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 256.
  16. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 257.
  17. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 272.
  18. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 327.
  19. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 14.
  20. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 333.
  21. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 344.
  22. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 345.
  23. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Wiegl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 348.
  24. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 282.
  25. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 283.
  26. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 289.
  27. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 290.
  28. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 291.
  29. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 108.
  30. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 109.
  31. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 110.
  32. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 111.
  33. ^ Arthur Allen, Il fantastico laboratorio del dottor Weigl, Bollati Boringhieri, 2015, p. 350.
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