Ludovico Brea

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Polittico di san Nicola, Cattedrale di Monaco

Ludovico Brea (Nizza, 1450 circa – 1522-1525 circa) è stato un pittore italiano rinascimentale, attivo soprattutto nel ponente ligure ed a Genova.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietà fra i santi Martino e Caterina d'Alessandria (1475), Monastero di Cimiez (Nizza)
Ludovico Brea e Vincenzo Foppa, Pala d'altare della distrutta cattedrale di Savona

Nato da una famiglia di artigiani bottai attivi a Nizza (forse originari di Montalto Ligure) e sposatosi con Antonietta Calholi, Brea intraprese l'attività artistica di pittore operando prevalentemente in Liguria e segnatamente nel Ponente per i Domenicani di Taggia, ove produsse numerose pale d'altare che risentono stilisticamente di influenze lombarde e fiamminghe.[1] Altre opere significative si trovano in tutta la riviera da Monaco a Mentone, da Taggia a Imperia, da Savona a Genova. Fu influenzato sia dai coevi maestri della pittura provenzale, come Enguerrand Quarton, per l'uso di colori tersi, che dai pittori lombardi, per il realismo di alcune figure[2]. La sua linea artistica presentò affinità con Antonello da Messina e la scuola lombarda del Quattrocento durante la sua fase giovanile, mentre con la maturazione acquistò finezze vaneyckiane.[1]

Sua prima opera certa è la Pietà fra i santi Martino e Caterina d'Alessandria eseguita per il monastero di Cimiez presso Nizza nel 1475, ove mostra una chiara ispirazione al provenzale Quarton; recenti ricerche gli attribuiscono anche la Madonna della Confraternita della Misericordia a Nizza, del 1465. Nella Crocifissione (1481, Galleria di Palazzo Bianco, Genova) è invece l'ispirazione fiamminga a Van Eyck e van der Weyden.

Nel capoluogo ligure la prima opera documentata è l'Ascensione, pala a fondo oro dipinta per la cappella del notaro Pietro Fazio nell’antica chiesa della Consolazione, che in origine costituiva lo scomparto centrale di un’ancona di notevoli dimensioni poi smembrata. Firmata e datata "hoc opus impingi Ludovico Niciae natus 1483. die 17 Augusti", oggi è esposta nella Galleria Nazionale di Palazzo Spinola che ha acquistato l'opera nel 2009[3]. Al 1483 risale la prestigiosa commissione della Madonna della Misericordia, pala per l'altare maggiore del Convento di San Domenico (Taggia), cui segue il Polittico di Santa Caterina per il medesimo convento.

Seguì la collaborazione con il pittore lombardo Vincenzo Foppa, per la realizzazione del polittico per l'altare maggiore della cattedrale di Savona, commissionato dal cardinale Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II, oggi conservato nell'Oratorio di Nostra Signora di Castello. Al Brea spettano gli scomparti di destra del polittico (i santi Giovanni, Ambrogio e Agostino, Luca e Marco), che segnano una decisa svolta naturalistica nel suo stile. Nella successiva Madonna del Rosario di Taggia, la tradizionale struttura a polittico è abbandonata a favore di una scena dallo spazio unificato, mentre il fondo oro è sostituito da un paesaggio naturale.

In Ligura svolsero la loro attività come pittori anche i fratelli di Ludovico, Pietro ed Antonio Brea (†1527), suo imitatore, e il figlio di quest'ultimo, Francesco Brea (del quale si hanno notizie tra il 1512 e il 1555).[1] Tra i suoi allievi vanno annoverati Antonio Semino e Teramo Piaggio.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Santa-Margerita (dalla chiesa di Lucéram) - Museo delle Belle-Arti di Nizza

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, pp. 410-411.
  2. ^ Ludovico Brea, su finestresullarte.info.
  3. ^ L’Ascensione di Ludovico Brea, su artslife.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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