Teramo Piaggio

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Teramo Piaggio (Zoagli, 14851554) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo si considera un pittore minore, la cui arte documenta però la diffusione dell'arte rinascimentale attraverso le stampe.

Martirio di Sant'Andrea di Antonio Semini e Teramo Piaggio, 1532, olio su legno - Museo Diocesano di Genova

Nacque nel 1485, si crede, in base alle iscrizioni lasciate nei suoi dipinti, a Zoagli in provincia di Genova.
Prime notizie di lui si hanno dal 1532, quando firma assieme ad Antonio Semino la pala della Crocefissione di Sant'Andrea per la chiesa genovese di Sant'Andrea (oggi portata in quella di Sant'Ambrogio a Cornigliano). In quest'opera è difficile distinguere le mani dei due pittori, benché prevalga quella del Semino.

Antonio Semino firma ed esegue poi le pale del Compianto sul Corpo di Cristo (1532) in San Domenico, ora al museo dell'Accademia Ligustica e della Natività in San Giovanni Battista a Savona (1533-1535). In entrambe queste opere si pensa collaborasse con lui Teramo Piaggio; il quale avrebbe realizzato in esse la predella nel Compianto della Ligustica e la cimasa nel presepe savonese, parti entrambe perdute.

Opera certa del Piaggio è quella del dossale double face ora al Museo Diocesano, ma proveniente dal duomo genovese con le Storie della Vita di San Giovanni Battista; nonostante la critica precedente le avesse ritenute ancora in collaborazione con Antonio Semino. Qui l'artista presenta legami con l'arte lombarda e fiamminga. In seguito lavorerà solo per le due Riviere Liguri, in particolare quella di Levante.

Esegue il polittico di San Bartolomeo con Santi dell'oratorio di San Bartolomeo di Varazze (1535), la pala della Madonna del Rosario e due Sante per San Giovanni Battista a Savona, il trittico della chiesa di Ceparana, le Scene della Passione di Cristo già citate per il santuario di Nostra Signora delle Grazie di Chiavari (1537-1539), il polittico (rubato) nella chiesa di San Pietro in Rovereto (presso Chiavari) di datazione incerta.

Dal 1539 in poi sappiamo di lui solo quanto citano i documenti scoperti da Federico Alizeri (1874): lavora per il governo della Repubblica di Genova in apparati effimeri, nel caso la visita dell'Infante di Spagna Filippo (1548-1549), e dipinge un'ancona per Portofino (1540), un tabernacolo commissionato da Pantalino Odicino di Lerma, due ancone inviate rispettivamente a Borzonasca (1551-1552) e alla Spezia (1553-1554).

Le attribuzioni gli restituiscono un trittico nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Rivarola (Carasco), due polittici in Santa Giulia di Centaura (Lavagna) e nella parrocchiale di Portofino, e la pala di Sant'Erasmo con quattro Santi alla Ligustica. In Sant'Ambrogio a Genova nella quarta cappella dipinge il Martirio di Sant'Andrea, assieme ad Antonio Semino (1532)

Nella riviera di Ponente sono sue opere nella chiesa di San Paragorio di Noli.

Il ciclo Mariano delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1539 completa le pareti laterali del Santuario delle Grazie presso Chiavari, con le Storie del Cristo e della Vergine Maria. L'opera era presentata e datata da una iscrizione in essa posta sotto l'Incoronazione di spine, che riferiva anche il nome del committente, Franchino Vachiano.

Il Piaggio aveva condotto il suo ciclo in semplici forme narrative grandi riquadri, secondo una tipologia comune a molti santuari dell'area nord occidentale lombardo piemontese. Si trattava di una lettura evangelica semplificata con una sua dimensione pietistico sentimentale risolta nell'accostare la Passione di Cristo alla vita di Maria legata a modi devozionali diffusi in tutta Europa tra XV e XVI secolo.

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