Locomotiva FS E.552

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E.552
Locomotiva elettrica
Anni di progettazione 1920
Anni di costruzione 1922 - 1923
Anni di esercizio 1923 - 1964
Quantità prodotta 15
Costruttore Società Nicola Romeo-CEMSA di Saronno
Rodiggio E
Velocità massima omologata 75 km/h
Alimentazione 3,6 kV CA trifase 16,7 Hz

Le locomotive E.552 sono state un gruppo di locomotive elettriche delle FS, alimentate a corrente alternata trifase a frequenza ferroviaria, che ha prestato servizio tra il 1923 e il 1964.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le E.552 vennero proposte alle FS dall'ingegner Kálmán Kandó, il famoso progettista delle E.550 (che a causa della prima Guerra mondiale aveva dovuto lasciare l'Italia per proseguire la sua attività alla Ganz), tramite la società Costruzioni Meccaniche di Saronno dell'ingegner Nicola Romeo, già affermata costruttrice nazionale di locomotive a vapore, divenuta poi CEMSA. Il nuovo gruppo E.552 venne commissionato dalle FS il 17 gennaio 1920 con l'intenzione di costituire un'alternativa più moderna ad eventuali altre commesse di E.550[1].

Nel 1922, mentre le E.552 erano ancora in costruzione, la ditta ottenne un'ulteriore commessa di locomotive per treni viaggiatori per linee di pianura o moderatamente acclivi che costituirono il gruppo E.333[2].

L'esordio delle E.552 mostrò presto dei problemi: difficile utilizzo in doppia con altre trifasi data la presenza di quattro velocità caratteristiche e un'insufficiente forza di trazione allo spunto e nelle due prime caratteristiche di funzionamento, corrispondenti alle velocità di 25 e 37,5 km/h. In seguito alla valutazione degli insuccessi vennero relegate ai servizi di manovra negli scali portuali e nelle stazioni di Genova Principe e Genova Brignole. Vennero avviate alla demolizione tra il 1963 e il 1964. Nessuna unità risulta preservata.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La configurazione complessiva della macchina comprendeva un lungo avancorpo contenente al centro i motori di trazione coi loro ausiliari, a un'estremità il reostato e all'altra la cabina di manovra. Tale disposizione, vantaggiosa per l'accessibilità alle apparecchiature e per la riduzione dei rischi d'infortunio per i macchinisti in caso di esplosione del reostato (avvenuta più volte su macchine di vari gruppi, con conseguenze anche mortali), aveva come contropartita il disagio nel caso d'interventi per guasti quando le condizioni atmosferiche erano avverse[3].

Parte elettrica[modifica | modifica wikitesto]

Le E.552 avevano due motori di trazione della potenza di 800 kW a 75 km/h ciascuno. Adottavano la regolazione dell'avviamento e delle transizioni da una velocità all'altra con reostato a soluzione di soda controllato automaticamente come le altre locomotive progettate dal Kandó. Erano previsti due collegamenti in cascata per le velocità di 25 e 37,5 km/h e due in parallelo per quelle di 50 e 75 km/h. Le prime due unità impiegavano bielle motrici snodate Kandó; le successive ebbero invece bielle rigide a "V".

La livrea di origine delle locomotive era nera, con telaio, ruote, trolley e traverse di testa in varie tonalità di rosso e fanali a petrolio. Nel dopoguerra furono ricolorate in castano-isabella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Loria, Storia, pp. 237-238.
  2. ^ Mascherpa,  p.142.
  3. ^ Cornolò, Locomotive, p. 136.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Loria, Storia della trazione elettrica ferroviaria in Italia, tomo 1, Firenze, Giunti-Barbèra, 1971, pp. 242–244 e Atlante delle tavole, tavv. XXI a, XXI b, XXI c, XXI d, XXII a.
  • Erminio Mascherpa, Locomotive trifasi a comando multiplo, Salò, Editrice trasporti su Rotaie, 1983, ISBN 88-85068-21-9
  • Giovanni Cornolò, Locomotive elettriche FS, 2. ed., Parma, Ermanno Albertelli, 1994, ISBN 88-85909-97-3, pp. 135–141.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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