Leonardo Gallitelli

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Leonardo Gallitelli
Gallitelli Siazzu Napolitano.jpg
Leonardo Gallitelli (al centro) ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il generale Gianfranco Siazzu
NascitaTaranto, 9 giugno 1948
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataStemma araldico e distintivo dello Stato Maggiore Difesa.svg Forze armate italiane
ArmaArma dei Carabinieri
Anni di servizio1967 - 2015
GradoGenerale di corpo d'armata con incarichi speciali
Comandante diComandante generale dell'Arma dei Carabinieri
Comando provinciale di Torino
Comando Provinciale di Roma
Scuola ufficiali carabinieri
3ª Divisione "Ogaden"
Capo di Stato maggiore del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri
Studi militariAccademia militare di Modena
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Leonardo Gallitelli (Taranto, 9 giugno 1948) è un generale italiano, Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal giugno 2009 al 15 gennaio 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trascorre la sua gioventù a Bernalda, cittadina lucana in provincia di Matera. Intraprende la carriera militare il 22 ottobre 1967 frequentando i corsi dell'Accademia Militare di Modena e della Scuola di Applicazione Carabinieri di Roma e si laurea in Giurisprudenza. Supera i corsi di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra. È stato direttore editoriale de Il Carabiniere, la rivista mensile pubblicata dall'Arma dei Carabinieri. È sposato e ha due figli.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

L'alto ufficiale è stato Comandante delle Compagnie di Viggiano, Aosta e Genova Portoria, ha operato al Nucleo Investigativo di Torino "con rilevanti impegni per il contrasto al terrorismo e ai sequestri di persona"[1].

Leonardo Gallitelli lavora nello Stato Maggiore del Comando Generale, da Ufficiale superiore regge il Comando provinciale di Torino, l'Ufficio Operazioni del Comando Generale dell'Arma. Consegue il grado di colonnello e diviene il vice comandante della Regione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta agli ordini del Generale Francesco Delfino sino al 1993, successivamente regge il Comando Provinciale di Roma per cinque anni. È poi Capo del II Reparto del Comando Generale, cui sono devoluti il coordinamento e la direzione dell'attività nel contrasto a tutte le manifestazioni delinquenziali che interessano il Paese, anche nei risvolti ultranazionali. Dal 2000 al 2002 è Sottocapo di stato maggiore del Comando Generale e, poi Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri. Dal 7 ottobre 2003 al 4 settembre 2006, dirige la Regione Carabinieri Campania.

Gallitelli dal 5 settembre 2006 all'11 giugno 2009, è Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell'Arma. Il ruolo è quello di "principale consulente e collaboratore del Comandante Generale: riceve le direttive per l'attività ed impartisce le conseguenti disposizioni; è responsabile delle attività dello Stato Maggiore, coordina lo svolgimento ed esamina i risultati; traduce le decisioni del Comandante Generale in ordini e piani; rappresenta il Comandante ed emana ordini in suo nome quando autorizzato; ha alle dirette dipendenze le Direzioni di Sanità e di Amministrazione, il Reparto Autonomo ed il Capo Servizio Assistenza Spirituale"[2].

Comandante dell'Arma[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 giugno 2009 Leonardo Gallitelli è nominato Comandante generale dell'Arma dal Consiglio dei ministri. Prende il posto del Generale Gianfrancesco Siazzu dal 22 luglio[3].

Tra le reazioni alla sua nomina si segnala quella dell'allora Ministro della difesa, Ignazio La Russa, ha detto: "È stata una scelta molto difficile perché erano più d'uno i generali allo stesso livello di grado e di capacità ed è stato duro scegliere. È stata una scelta ponderata, su mia proposta, accolta con soddisfazione da tutto il Consiglio dei Ministri, che ha espresso grande apprezzamento verso il nuovo comandante generale dell'Arma Leonardo Gallitelli"[4]. I responsabili Difesa e Sicurezza del Partito Democratico, Roberta Pinotti e Marco Minniti esprimono "Grande apprezzamento per la nomina a comandante generale dei Carabinieri, una scelta eccellente per competenza ed esperienza. Siamo certi che il generale Gallitelli saprà svolgere al meglio il delicato compito al quale è stato chiamato".

Termina il suo servizio attivo il 16 gennaio 2015 quando passa le consegne da Comandante Generale al suo successore, il generale Tullio Del Sette[5].

Incarichi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 settembre 2015 Leonardo Gallitelli è nominato Responsabile dell'Ufficio Antidoping (NADO Italia). Ad annunciarlo il presidente del CONI Giovanni Malagò, aggiungendo che la nomina è stata condivisa dal premier Matteo Renzi e dal ministro della Salute Lorenzin. Il Nado-Italia è l'organo nato in seguito all'accordo quadro tra CONI e NAS dei Carabinieri sottoscritto a febbraio 2015.

Il 31 maggio 2016 viene nominato Cancelliere dell'Ordine “Al merito della Repubblica italiana”[6].

È inoltre membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato d'indirizzo dell'Istituto Toniolo (Ente Fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)[7].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 21 luglio 2009[8][9]
Croce d'oro al merito dell'Arma dei carabinieri - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro al merito dell'Arma dei carabinieri
«Ufficiale Generale di preclare qualità umane e professionali, evidenziando non comune abnegazione, impareggiabile capacità e lungimirante azione di comando, ha sempre costituito limpido esempio e sprone per il personale dipendente, assicurando soluzioni organizzative brillanti e di rara efficacia. Nel corso di oltre quarantasette anni di prestigiosa carriera militare, ha ricoperto incarichi di assoluto rilievo, tra i quali spiccano quello di Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri e della Regione Carabinieri Campania, nonché quello di Capo del II Reparto e Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, concludendo il luminoso percorso di affermazione professionale con il prestigiosissimo incarico di Comandante Generale. Ha voluto e perseguito, con acuta perspicacia, i programmi di ammodernamento e razionalizzazione dell’Istituzione, imprimendo grande impulso, tra l’altro, alla costituzione del Centro Nazionale Amministrativo e dell’Istituto Superiore Tecniche Investigative. Con la sua guida ferma, intelligente e determinata e con la sua infaticabile e preziosa opera di comando e di pensiero, ha consentito all’Arma dei Carabinieri di conseguire straordinari risultati nell’assolvimento delle missioni istituzionali in Italia e all’Estero, esaltandone spiccatamente il lustro e il prestigio nell’ambito delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e della Nazione. Territorio nazionale, 22 ottobre 1967 – 15 gennaio 2015.»
— 30 aprile 2015[10]
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
Medaglia militare al merito di lungo comando (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare al merito di lungo comando (20 anni)
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ notizia su adnkronos.com
  2. ^ da carabinieri.it
  3. ^ notizia su carabinieri.it
  4. ^ notizia su carabinieri.it
  5. ^ DPR 29/12/2014.
  6. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 118, su www.governo.it, 31 maggio 2016. URL consultato il 10 giugno 2016.
  7. ^ Organi, su istitutotoniolo.it. URL consultato il 5 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2020).
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. ^ In precedenza Commendatore il 2 giugno1993, Grand'Ufficiale il 2 giugno 2008.
  10. ^ Medaglie e/o croci al Merito dell’Arma dei Carabinieri, in ildirittomilitare.it. URL consultato il 1º novembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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