Lamyropsis microcephala

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Cardo microcefalo
Lamyropsis microcephala.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Genere Lamyropsis
Specie L. microcephala
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Nomenclatura binomiale
Lamyropsis microcephala
(Moris) Dittrich & Greuter, 1972
Nomi comuni

Cardo microcefalo

Il cardo microcefalo (Lamyropsis microcephala (Moris) Dittrich & Greuter, 1972) è una specie di pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, endemica della Sardegna[2].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto si presenta lignificato alla base, scanalato per tutta la sua lunghezza e di colore grigio. Può raggiungere un'altezza compresa tra i 30 e gli 80 centimetri.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono strette e lanceolate, con margini dentati e dotate di spine di colore giallo dorato. La parte inferiore assume una colorazione bianca mentre la parte superiore è verde scuro.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono riuniti in un capolino apicale e dotati di squame spinose. La corolla assume una colorazione rossa. I semi sono dotati di un pappo piumoso, che ne facilita la dispersione.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radice è caratterizzata da un rizoma che raggruppa un certo numero di individui diversi, facilitando la diffusione della specie e, allo stesso modo, rendendo difficile la stima del numero totale di individui presenti[2].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una specie endemica della Sardegna. Vegeta sulle pendici del Bruncu Spina, nel massiccio del Gennargentu, in un areale stimato di circa 100 m2. Colonizza le rocce silicee erose ad una altitudine compresa tra 1.500 e 1.700 metri, insieme ad altri piccoli arbusti e ad una vegetazione steppica[2].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Fattori di rischio per l'esistenza della specie sono rappresentati dalla perdita dell'habitat naturale, dovuta l'eccessiva pressione umana per via della presenza di una stazione sciistica nei pressi del sito in cui vegeta la pianta, la ridotta capacità germinativa del seme, il pascolo da parte dei cinghiali, le frane e l'erosione del suolo[1].

È considerata una specie in pericolo critico di estinzione ed è stata inserita dalla IUCN nella lista delle 50 specie botaniche più minacciate della area mediterranea[2].

A livello nazionale non è prevista alcuna azione di tutela mentre un progetto di legge regionale che ne vietava la raccolta (così come di altre specie vegetali a rischio) fu proposto, ma non approvato, da alcuni componenti del consiglio regionale della Sardegna nel 2006[3]. A livello internazionale la specie è inclusa nell'appendice I della Convenzione di Berna[4]. È inoltre considerata una specie prioritaria inserita negli allegati II e IV della direttiva Habitat dell'Unione europea[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Camarda, I. 2006, Lamyropsis microcephala, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b c d Lamyropsis microcephala [collegamento interrotto], su Top 50 Campaign Mediterranean Island Plants. URL consultato il 30 novembre 2009.
  3. ^ Consiglio regionale della Sardegna - Proposta di legge n.262/2006. Disciplina per la raccolta e la trasformazione delle piante officinali, Allegato C - Specie endemiche e rare presenti in Sardegna di cui è vietata la raccolta (PDF), su consiglio.regione.sardegna.it. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  4. ^ Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, su conventions.coe.int. URL consultato il 5 dicembre 2009.
  5. ^ Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 5 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Top 50 Mediterranean Island Plants (PDF)[collegamento interrotto], Cambridge, IUCN, 2005, ISBN 2-8317-0832-X.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, Volume 3, p. 152, ISBN 88-506-2310-0.
  • Arrigoni, P. V., I tipi di vegetazione e le entità floristiche in pericolo di estinzione nella Sardegna Centrale, in Biologia Contemporanea, nº 3, 1974, pp. 97-104.
  • F. Conti, A. Manzi; F. Pedrotti, Liste rosse regionali delle piante d'Italia, Camerino, TIPAR Poligrafica Editrice, 1997, ISBN non esistente.
  • Diana Corrias, S., Le piante endemiche della Sardegna - 6. Lamyropsis macrocephala (Moris) Dittrich et Greuter., in Bollettino Società Sarda Scienze Naturali, nº 16, 1977, pp. 287-290.
  • Giardini Peccenini, S. (a cura di), Flora da proteggere. Indagine su alcune specie vegetali minacciate o rare in Italia, Pavia, Errepiesse, 1984, ISBN non esistente.
  • (EN) Susanna A, Garcia-Jacas N, Hidalgo O, Vilatersana R & Garnatje T, The Cardueae (Compositae) revisited: insights from a combined ITS, trnL-trnF and matK nuclear and chloroplast DNA analysis (PDF), in Annals of the Missouri Botanical Garden 2006; 93(1):150-171.
  • (EN) Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.

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