La regina dei dannati (film)

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La regina dei dannati
Regina dannati.png
Una scena del film
Titolo originaleQueen of the Damned
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2002
Durata101 min
Generefantastico, orrore
RegiaMichael Rymer
SoggettoAnne Rice (romanzo)
SceneggiaturaScott Abbott, Michael Petroni
ProduttoreJorge Saralegui
FotografiaIan Baker
MontaggioDany Cooper
MusicheJonathan Davis, Jay Gordon, Richard Gibbs
ScenografiaGraham Walker
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La regina dei dannati (Queen of the Damned) è un film del 2002 diretto da Michael Rymer, tratto dall'omonimo romanzo di Anne Rice (con alcune parti tratte da Scelti dalle tenebre, della stessa autrice). Jonathan Davis ha un breve cameo nel film nelle vesti del bagarino che offre i biglietti a Jesse. La voce di Lestat mentre canta è quella di Jonathan Davis, cantante dei Korn.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo molti decenni di stato catatonico in una cripta, l'irrequieto vampiro Lestat, già abile pianista, si ridesta al suono di una musica poderosa e graffiante. Decide così di riciclarsi come rockstar a capo di un gruppo musicale nu metal/alternative metal che esordisce in pubblico con un concerto nella Valle della Morte. Ma la sua musica risveglia la potentissima regina Akasha, madre egizia di tutti i vampiri, che non vuole rinunciare alla sua antica egemonia sulla terra. Lestat si trova così diviso tra il fascino sinistro di Akasha e l'attrazione per la bella umana Jesse, studiosa di leggende e occultismo.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Queen of the Damned (Music from the Motion Picture).

La colonna sonora è stata scritta in buona parte dal cantante Jonathan Davis dei Korn. Apprezzata anche come opera a sé stante, che vede insieme una quindicina di artisti tra i quali Chester Bennington (Linkin Park), Static-X, Disturbed, Marilyn Manson e Papa Roach.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

La prima rappresentazione ufficiale fu quella all'Hollywood Black Film Festival il 10 febbraio 2002.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il Farinotti parla di «un film prevedibile con una trama già vista tante altre volte in precedenza»[1]. Il Morandini lo descrive così: «Pagliacciata immonda, scritta male e diretta peggio, che cerca di far la spola tra l'horror e la sua parodia, fallendo su entrambi i versanti», dando come voto 1 su 5[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Farinotti
  2. ^ Recensione Morandini, su mymovies.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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