La Javie

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La Javie
comune
La Javie – Stemma
(dettagli)
La Javie – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Alpes-de-Haute-Provence.svg Alpi dell'Alta Provenza
ArrondissementDigne-les-Bains
CantoneSeyne
Territorio
Coordinate44°10′N 6°21′E / 44.166667°N 6.35°E44.166667; 6.35 (La Javie)Coordinate: 44°10′N 6°21′E / 44.166667°N 6.35°E44.166667; 6.35 (La Javie)
Superficie37,13 km²
Abitanti400[1] (2009)
Densità10,77 ab./km²
Comuni confinantiBarles, Beaujeu, Draix, La Robine-sur-Galabre, Le Brusquet, Prads-Haute-Bléone, Verdaches
Altre informazioni
Cod. postale04000 e 04420
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE04097
Nome abitantijavidesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
La Javie
La Javie

La Javie è un comune francese di 400 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova lungo il corso dei fiumi Bléone e Arigeol, alle pendici del passo Labouret, ad un'altitudine di 800 m s.l.m.[2]. Il comune possiede 1 127 ha di boschi e foreste, corrispondenti al 30% della sua superficie.

Toponimia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune viene menzionato per la prima volta nei documenti del 1049 sotto il toponimo di Gaveda, denominazione derivata dall'idronimo Gava, termine che fa riferimento ad un torrente di montagna, secondo il linguista Charles Rostaing[3][4]. Non è dello stesso parere il collega Ernest Nègre, che lo vuole derivato dal termine javio, ossia "ciotola" o "bevitore", comuni recipienti per l'acqua[5]. Nel caso in cui l'ipotesi del Rostaing fosse corretta, è probabile che il nome del luogo sia più antico dei Galli[6].

La frazione di Chaudol è menzionata a partire dal 780 come Villa Caladius[7]. Secondo l'Atlante storico della Provenza, il nome del luogo è probabilmente più antico dei Galli, così come quello della frazione di Esclangon[6]. Secondo i linguisti Bénédicte e Jean-Jacques Fénié, entrambi i toponimi si formano a partire dalla radice oronimica preceltica cal-, che fa riferimento ad una montagna o ad un'altura situate nelle immediate vicinanze[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità i Bodiontici, un ceppo dei Galli, popolavano la valle del Bléone, cui oggi sorge il comune di La Javie. Questi furono sconfitti prima del 14 a.C. dall'imperatore Augusto insieme agli altri popoli riportati sul Trofeo delle Alpi ed il territorio entrò a far parte delle Alpi marittime[9]. Tombe gallo-romane sono state rinvenute nella frazione di Chaudol. A quel tempo La Javie era forse il principale centro gallico della zona[10].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Alto Medioevo era possesso dell'Abbazia di San Vittore di Marsiglia[11]. Il territorio, riportato nei documenti come Ager Caladius, comprendeva aggregati di agricoltori e ovili, soggetti ad una legge comune e dipendenti dallo stesso signore[12]; tale possedimento fu usurpato sul finire dell'VIII secolo e recuperato dall'abbazia nel 780[13].

Stemma della famiglia Caldora, che trasse la propria origine e denominazione dalla frazione di Chaudol, da essa posseduta

La Javie fu menzionato per la prima volta nei documenti del 1049 sotto il toponimo di Gaveda[2]. Nell'XI secolo l'Ager Caladius non è più sotto il controllo dei monaci di San Vittore e gli agricoltori strinsero alleanze coi popoli vicini. Nel 1055, quando l'abbazia tentò di riprenderne il controllo, gli abitanti si difesero e frustarono i monaci che si presentarono per esigere il censimento. Grazie ad una sentenza giuridica l'abbazia ottenne il riconoscimento dei suoi precedenti titoli e riuscì a recuperare almeno la decima e le terre[14]. Il feudo fu poi diviso tra diverse famiglie nobili[15], tra cui la famiglia Caldora, che trasse la propria origine e denominazione dalla frazione di Chaudol, da essa posseduta[16]. La frazione di Chaudol, che fu soggetta a ben 13 incendi nel 1315, fu fortemente spopolata dalla crisi del XIV secolo (peste nera e guerra dei cent'anni) ed annessa a quella di La Javie nel XV secolo[17]. Anche la frazione di Esclangon fu fortemente colpita: registrò da 10 incendi nel 1315 a 5 nel 1471[18]. La comunità passò poi sotto l'autorità del balivo di Digne-les-Bains[10]: Louis Riqui è signore di Esclangon nel 1339[19].

Rivoluzione francese[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le ridotte dimensioni del villaggio, durante la Rivoluzione francese ad Esclangon, che contava circa 70 abitanti nel 1790, venne creata una società patriottica[20]. Un'altra società patriottica fu creata a La Javie verso la fine del 1792[21].

Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Il colpo di Stato in Francia del 1851 commesso da Carlo Luigi Napoleone Bonaparte contro la Seconda Repubblica provocò una rivolta armata nelle Basses-Alpes a difesa della Costituzione. Dopo l'insurrezione fallita una grave repressione cadde su coloro che si alzarono per difendere la Repubblica, incluso un residente di La Javie[22].

Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della seconda guerra mondiale, il 16 agosto 1944, tre giorni prima della Liberazione di Parigi, il villaggio di La Javie fu bombardato dagli Alleati che cercarono di distruggere i ponti per ritardare la ritirata dei Tedeschi; la scuola è uno degli edifici distrutti: l'insegnante rimane ucciso. Anche un altro residente fu vittima del bombardamento[23].

Nel 1951 il senatore Émile Aubert creò il primo alloggio rurale nella frazione di Chaudol[24].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre di San Giambattista: ricostruita nel 1822 a La Javie e in gran parte rilevata nel 1896, ha navata formata da tre campate nella culla ribassata, tranne la baia del coro, in una culla. Il campanile fu aggiunto nel 1828. I contrafforti risalgono al 1896. La facciata, intonacata nel 1896, fu nuovamente restaurata nel 1926[25]. Contiene una Crocifissione in cui è presente Santa Caterina, dipinta nel XVII secolo;
  • Chiesa di Santa Colomba: intitolata a Santa Colomba, è di piccole dimensioni e situata nella frazione di Chaudol[10];
La Chiesa di Santa Colomba, situata nella frazione di Chaudol
  • Chiesa di Notre-Dame: posta in collina, si trova sulla riva sinistra del fiume Arigeol, di fronte al comune di La Javie[10];
  • Resti di un castello fortificato a La Javie[2];
  • Resti di un antico villaggio e di un castello fortificato ad Esclangon[10];
  • Ecomuseo: gestito dall'associazione "La Javie Autrefois", è situato nel cuore del vecchio villaggio e presenta collezioni di oggetti, fotografie e documenti sulla storia del paese a partire dal XIX secolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009.
  2. ^ a b c Michel de La Torre, in Alpes-de-Haute-Provence: le guide complet des 200 communes, Parigi, Deslogis-Lacoste, 1989.
  3. ^ Charles Rostaing, Essai sur la toponymie de la Provence (depuis les origines jusqu’aux invasions barbares), Marsiglia, Laffite Reprints, 1973, p. 170.
  4. ^ Bénédicte Fénié, Jean-Jacques Fénié, Toponymie provençale, Éditions Sud-Ouest, 2002, p. 33.
  5. ^ Ernest Nègre, Toponymie générale de la France: étymologie de 35 000 noms de lieux, Ginevra, Librairie Droz, 1996, p. 1148.
  6. ^ a b Charles Rostaing, Toponymie d'origine pré-gauloise, Baratier, Duby & Hildesheimer, carta nº. 11 e relativa argomentazione.
  7. ^ Charles Rostaing, op. cit., p. 119.
  8. ^ Bénédicte Fénié, Jean-Jacques Fénié, op. cit., p. 20.
  9. ^ Brigitte Beaujard, Les cités de la Gaule méridionale du IIIe au VIIe s., CNRS éditions, 2006, p. 22.
  10. ^ a b c d e Daniel Thiery, La Javie, in Aux origines des églises et chapelles rurales des Alpes-de-Haute-Provence, 2010.
  11. ^ Jean-Pierre Devroey, Elaboration et usage des polyptyques. Quelques éléments de réflexion à partir de l'exemple des descriptions de l'Église de Marseille (VIIIe-IXe siècles), 2004, p. 436-472, p. 23.
  12. ^ Jean-Pierre Devroey, op. cit., p. 27.
  13. ^ Jean-Pierre Devroey, op. cit., p. 20.
  14. ^ Daniel Thiery, Essai de datation, in Aux origines des églises et chapelles rurales des Alpes-de-Haute-Provence, 2010.
  15. ^ Édouard Baratier, Georges Duby, Ernest Hildesheimer, Atlas historique. Provence, Comtat Venaissin, principauté d'Orange, comté de Nice, principauté de Monaco, Parigi, Librairie Armand Colin, 1969, p. 171.
  16. ^ Benjamin-Edme-Charles Guerard, Marion, Delisle, Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, Parigi, 1857, p. 83-84-852-853.
  17. ^ Édouard Baratier, Georges Duby, Ernest Hildesheimer, op. cit., p. 179.
  18. ^ Édouard Baratier, Georges Duby, Ernest Hildesheimer, op. cit., p. 174.
  19. ^ Isnard, Etat documentaire, p. 158.
  20. ^ Patrice Alphand, Les Sociétés populaires, 1989, p. 295.
  21. ^ Patrice Alphand, op. cit., pp. 296-298.
  22. ^ Henri Joannet, Jean-Pierre Pinatel, Arrestations-condamnations, 2001, p. 72.
  23. ^ Jean-Christophe Labadie, Les Maisons d'école, Digne-les-Bains, Archives départementales des Alpes-de-Haute-Provence, 2013, p. 58.
  24. ^ 1er gîte rural de France créé à Chaudol – La Javie, su giterural.leclos.free.fr.
  25. ^ Raymond Collier, La Haute-Provence monumentale et artistique, Digne, Imprimerie Louis Jean, 1986, p. 378.

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