L'uomo puma

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L'uomo puma
Uomo Puma.jpg
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, azione, fantascienza
Regia Alberto De Martino
Soggetto Alberto De Martino
Sceneggiatura Luigi Angelo, Massimo De Rita
Casa di produzione ADM Films Departments DEANTIR
Distribuzione (Italia) Metropolitan CAD CIDIF
Fotografia Mario Vulpiani
Musiche Renato Serio
Scenografia Antonio Visone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'uomo puma è un film di Alberto De Martino uscito nelle sale il 14 febbraio 1980.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Una antica leggenda azteca narra che nella notte dei tempi un dio bianco venuto dalle stelle scese sulla Terra e fu padre del primo Uomo Puma. »
(incipit al film)

In una notte preistorica, secondo un'antica leggenda azteca, arrivò sul nostro pianeta a bordo di una navicella spaziale sferica il dio Bianco. Egli si accoppiò con una terrestre dando origine al capostipite della stirpe degli Uomini Puma. L'ultimo erede di questa stirpe è il paleontologo britannico Tony Farmes. Infatti, il giovane studioso è il discendente diretto del dio Bianco e reincarnazione del primo Uomo Puma. A rivelargli questa sua discendenza è il sacerdote azteco Vadinho che gli consegna una magica cintura che conferisce all'Uomo Puma dei particolari poteri tra cui il volo, la super forza, l'intangibilità, proprietà taumaturgiche, ma non l'invulnerabilità fisica.

L'obiettivo di Vadinho è quello di fermare i megalomani piani del malvagio Kobras che ha rubato una maschera antica azteca per controllare l'intera popolazione mondiale. Infatti, l'oggetto trafugato da Kobras pur essendo antico è dotato di una particolare tecnologia avanzata in grado di ipnotizzare la gente e plasmarla al volere di chi la utilizza. Il compito dell'Uomo Puma sarà quello di recuperare l'antica reliquia scongiurando la conquista del mondo ad opera di Kobras e dei suoi seguaci.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne giudicato debole dalla critica sia dal punto di vista della sceneggiatura che della realizzazione. La critica americana lo accolse negativamente, mettendo in evidenza una certa tendenza del cinema italiano degli anni ottanta che va ad imitare i prodotti hollywoodiani senza averne i mezzi e gli effetti speciali adeguati.[1] L'Uomo Puma, infatti, uscì per il grande schermo sfruttando l'onda del successo ottenuta dal film Superman di Richard Donner nel 1978. L'unica nota positiva venne invece riservata all'attore inglese Donald Pleasence, anche se la sua bravura fu inghiottita da una sceneggiatura debole e da un ruolo troppo grottesco e caricaturale.[1]

Lo spunto fantascientifico del film proviene dalle teorie sulla discesa degli extraterrestri nell'antichità in America Latina.[1] In particolare lo stile di pensiero New Age di Vadinho è ispirato al libro Gli extraterrestri torneranno di Erich von Däniken.[senza fonte]

Secondo Marco Giusti, critico cinematografico, autore televisivo, regista e studioso di cinema italiano, "con L'Uomo Puma crolla tutto un cinema commerciale medio che era stato la forza della produzione Italiana".[2]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti d'America sono state realizzate quattro action figures con i protagonisti del film, uscito negli States con il titolo The Pumaman.[senza fonte]

Il film è stato inserito nella serie cult Mystery Science Theater 3000. Nella puntata dedicata a L'Uomo Puma il film viene deriso, mettendo in risalto il fatto che a risolvere le situazioni nel film sia stato Vadinho, piuttosto che l'Uomo Puma che appare come un semplice aiutante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), L'uomo puma, in Fantafilm.
  2. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult, Sperling & Kupfer, 1999, pp. 811–, ISBN 978-88-200-2919-7.

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