L'uccisione del drago

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L'uccisione del drago è un racconto di Dino Buzzati, apparso nel 1958 nella raccolta Sessanta Racconti.

L'uccisione del drago
Autore Dino Buzzati
1ª ed. originale 1958
Genere racconto
Lingua originale italiano

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata nel maggio del 1903 ed ha inizio con un contadino che racconta di aver visto un drago sulle montagne.

Allertato dalla notizia, il conte Marino Gerol decide di andare a controllare, radunando una scorta di numerosi cacciatori pronti ad uccidere la bestia qualora esistesse davvero (non tutti i partecipanti alla spedizione sono infatti convinti che il mostro sia reale, giudicandolo una fandonia frutto della fantasia del contadino).

Dopo alcune ricerche il gruppo giunge ad una grotta fuori dalla quale scorgono due piccoli draghi, i figli della bestia avvistata dal contadino, usciti probabilmente per fame. Gli uomini, avvantaggiati dalla propria posizione e muniti di grosse armi di ferro, uccidono immediatamente i piccoli draghi, con incredibile facilità.

Anche il grande drago, uscito dalla caverna, viene colpito a morte con inattesa perizia, senza nemmeno il tempo di difendersi. In contrasto con la rapidità del colpo, il mostro impiega molto tempo a morire, spirando soltanto dopo urli e lamenti interminabili, con immani sofferenze, addolorato per sé stesso ma soprattutto per i figli trucidati.

Gli uomini, inizialmente forti e spavaldi perché eccitati dalla paura mista ad un senso di superiorità nei confronti dell'animale, assistono alla passione della belva immobili, finché un senso di terrore, repulsione e infine pena per le proprie azioni indecenti non li assale.

All'urlo terribile dell'animale non risponde nessuno, né bestia né spirito, finché esso muore completamente solo. Probabilmente si tratta dell'ultimo drago al mondo, sopravvissuto per errore nell'universo ormai interamente dominato dagli uomini e dalle loro leggi giuste, in cui i draghi sono definitivamente e irrimediabilmente annientati.

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