Episodi de L'ispettore Coliandro (terza stagione)

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La terza stagione della serie televisiva L'ispettore Coliandro è stata trasmessa in prima visione in Italia da Rai Due dal 1º al 22 settembre 2009.

Titolo italiano Prima TV Italia
1 Sempre avanti 1º settembre 2009
2 Il sospetto 7 settembre 2009
3 Sangue in facoltà 15 settembre 2009
4 Cous cous alla bolognese 22 settembre 2009

Sempre avanti[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Cederna interpreta il ruolo del criminale.

Un furgone portavalori sta viaggiando su una strada statale, e a un certo punto si imbatte in un motorino caduto con affianco un uomo disteso a terra, apparentemente svenuto o morto. Alla guida ci sono guardie giurate. Si fermano un momento per chiamare un'ambulanza, senza ovviamente scendere dal mezzo. Ma è una trappola. Colui che sembrava un ferito in realtà sta benissimo: uno dei suoi complici che si erano nascosti, iniziano a sparare contro il furgone, ma senza risultati, perché si tratta di un veicolo blindato. C'è un altro criminale che si era nascosto lì, ed è addirittura armato di lanciafiamme. Le due guardie giurate, a questo punto, decidono di arrendersi e scendono dal veicolo con le mani alzate. Nonostante la resa, il capo di questi criminali, soprannominato "il professore", li uccide entrambi a colpi di revolver. Poi, i criminali piazzano un piccolo ordigno per fare aprire la parte interna del furgone, ma lì dentro c'è una terza guardia giurata che riesce a sparare contro uno di loro, ferendolo ad una spalla. Tuttavia, i criminali hanno la meglio, e uccidono anche il terzo uomo. Fanno razzia di tutto il contenuto del furgone e se ne vanno.

La narrazione si sposta all'interno di un locale giovanile, dove si sta esibendo un gruppo musicale (realmente esistente) che si chiama Legittima Offesa, ed è un gruppo dichiaratamente di estrema destra. D'altronde, gli avventori di quel locale sono quasi tutti vestiti di nero e hanno la testa rasata, e ascoltano con piacere l'esibizione di questo gruppo. Uno di quelli con la testa rasata si chiama Luchino, e viene raggiunto nel locale da una bella ragazza che si chiama Lara. Quest'ultima chiede a Luchino se ha ancora bisogno di quel passaggio in macchina che lui le aveva chiesto. Luchino la ringrazia e i due escono dal locale. Lara guida fino alla Farmacia del Sole, il posto dove Luchino le ha chiesto di accompagnarlo perché gli hanno ritirato la patente. Lara e sospettosa e dice a Luchino di non approvare certe imprecisate cavolate che lui sarebbe solito combinare. Lara resta in macchina, Luchino entra da solo e consegna al farmacista alcune pasticche, esibendo il suo braccio muscoloso e affermando quindi che quelle pasticche sono davvero efficaci. Il farmacista conferma che grazie ai fanatici della muscolatura è possibile guadagnare parecchio con queste pasticche. Proprio in quel momento, arriva la macchina con a bordo i criminali che hanno ucciso le guardie giurate. Stanno andando dal farmacista affinché presti soccorso (senza ovviamente avvisare le autorità) al criminale che era stato ferito durante l'assalto. Il farmacista si affretta a pagare Luchino e lo esorta ad andarsene immediatamente. Luchino esce e saluta il criminale che sta perdendo sangue, poi si accorge che è accompagnato dal "professore" quindi affretta il passo e torna nella macchina di Lara, che non è stata vista dai criminali. Appena entrati, "il professore" chiede al farmacista chi è quel tizio che è appena uscito e se c'era qualcuno in macchina con lui. Il farmacista gli risponde che è un balordo di nome Luchino e che è entrato nel suo negozio da solo.

Coliandro e la Balboni sono stati assegnati al servizio d'ordine allo stadio Renato Dall'Ara, insieme a vari poliziotti del reparto celere. Dopo lo scoppio di una bomba carta, iniziano dei tafferugli tra gli ultrà e i poliziotti. Tra gli ultrà ci sono anche Luchino e Lara. Quest'ultima si trova davanti Coliandro che ha in mano un manganello, ma riesce a colpire l'ispettore con un violentissimo calcio sulla mano, mettendolo fuori combattimento. Lara cerca con lo sguardo Luchino, e purtroppo nota che il ragazzo ha estratto un coltello con cui ha colpito un celerino. Lara allora scappa via per non essere coinvolta. Luchino viene immediatamente caricato in macchina dal celerino, dalla Balboni e da Coliandro. Il celerino non è stato davvero ferito, perché la coltellata è stata attutita dal giubbotto antiproiettile, ma Coliandro invece si lamenta per il dolore alla mano, suscitando l'ilarità della Balboni. Il celerino dice a Luchino che molto probabilmente andrà in carcere per ciò che è successo. Luchino chiede ai tre poliziotti di chiudere un occhio e di lasciarlo andare. Quando riceve un ovvio rifiuto, Luchino dice di poterli aiutare ad incastrare un "pezzo grosso", e inizia a riferire qualcosa. Luchino parla per alcuni minuti, ma al telespettatore non viene fatto sentire ciò che il ragazzo sta dicendo, perché il suo discorso è oscurato dalla voce fuori campo di Coliandro, che sta rimuginando tra sé e sé e quindi non sta prestando nessuna attenzione a Luchino.

Il celerino e la Balboni si occupano di portare Luchino direttamente in carcere. Coliandro, invece, si ferma in ospedale per farsi medicare la mano. Luchino viene immediatamente raggiunto da Tassone, avvocato mandato "dai camerati", che gli chiede se ha raccontato a qualcuno ci ciò che ha visto quando era uscito dalla Farmacia del Sole. Luchino racconta di averne parlato con tre poliziotti, e fornisce i loro cognomi (li aveva sentiti più volte perché i tre parlavano tra di loro in macchina, chiamandosi appunto per cognome). Al commissariato guidato da De Zan è arrivata una nuova poliziotta, l'agente Bertaccini, che fa la sua prima apparizione nella serie, scherzando con Gamberini e Coliandro davanti alla macchinetta automatica del caffè. Coliandro, nei suoi pensieri che non vengono uditi dagli altri personaggi ma vengono enunciati allo spettatore tramite la sua voce fuori campo, afferma di nutrire ben poca simpatia per questa new entry. Coliandro vorrebbe parlare con il poliziotto che pochi giorni prima aveva arrestato Luchino insieme a lui e alla Balboni, ma gli viene comunicato da Gargiulo e da Gamberini che purtroppo è il celerino è morto, investito da un pirata della strada che non è ancora stato rintracciato. La Balboni ha chiesto e ottenuto un giorno di ferie, ed è andata a fare delle compere. Mentre sta rientrando a casa, in un'abitazione in pieno centro, viene avvicinata da un uomo il cui volto non viene mostrato allo spettatore: quest'uomo la chiama, lei si volta tranquillamente verso di lui, e la scena poi si interrompe. In carcere, qualcuno consegna di nascosto un coltello ad un detenuto con la pelle nera. Il nero si avvicina a Luchino ordinandogli di dargli una sigaretta. Luchino, essendo un ultrà di estrema destra, lo tratta con disprezzo. Il nero reagisce accoltellandolo scientificamente in un organo vitale, così da causarne la morte in pochi secondi. Evidentemente questo omicido gli è stato commissionato, non è causato dalla tracotanza di Luchino.

Coliandro sta andando a casa della Balboni perché vorrebbe che lei lo aiutasse ad ottenere un indennizzo per l'infortunio alla mano. L'ispettore nota che c'è una folla radunata proprio davanti al portone della sua collega. Poi un carabiniere gli dice che c'è stato un omicidio. Coliandro si avvicina ed è sgomento nel vedere il cadavere della povera Balboni, riverso in una pozza di sangue. Coliandro non era mai andato particolarmente d'accordo con la Balboni, e anzi la chiamava nano da giardino quando battibeccava con lei. Tuttavia, quando la vede lì, Coliandro è preso dalla disperazione: si getta sul cadavere e cerca di parlare con la collega, non volendo accettare l'idea che sia morta. Coliandro, chiaramente fuori di sé per il dolore, viene allontanato e portato via di peso dai carabinieri. Si celebra il funerale della Balboni, e Coliandro continua ad essere affranto. Resta in disparte perché non trova le parole giuste da dire ai familiari. Poco dopo, Gargiulo riflette su quello che sta succedendo: seppur per motivi apparentemente diversi, tutte le tre persone che domenica erano in macchina con Coliandro sono morte. Gargiulo chiede a Coliandro se quel Luchino avesse rivelato qualcosa di compromettente, al punto da causare la morte di sé stesso e dei poliziotti che lo hanno ascoltato. Coliandro ricorda vagamente che Luchino stava promettendo un'importante informazione, ma non ricorda nulla perché, come si è visto, era sovrappensiero. Gargiulo dice a Coliandro di stare attento, perché la prossima vittima potrebbe essere lui.

Nella palestra chiamata Sempre avanti, Lara si sta allenando con il sacco da boxe. Quando gli estremisti di destra le comunicano che Luchino è stato ucciso da un nero, la giovane reagisce con freddezza, dicendo che la cosa non le interessa e che devono lasciarla allenare in pace. Lara vuole solo dissimulare il suo dolore, perché evidentemente è sconvolta da questa notizia. Nel frattempo, "il professore" insieme a due estremisti di destra consegna ad un narcotrafficante colombiano un borsone con dentro una parte dei soldi ottenuti con la rapina sanguinosa di inizio episodio. Segue un duro confronto tra i colombiani presenti e i destrorsi estremisti, su chi di loro ha maggiori attributi. Uno dei colombiani riesce a buttare a terra un italiano, poi gli stranieri vanno via. "Il professore" dice al suo subalterno che qualora dovesse ripetersi una simile dimostrazione di debolezza, lui non esisterà ad ucciderlo.

Coliandro sta tornando a casa. Ancora attraverso i suoi pensieri che vengono enunciati dalla sua voce fuori campo, il protagonista comunica al pubblico di aver cambiato casa. Quando rientra, alcuni ragazzi cinesi suoi vicini gli dicono che c'è un "suo amico" che lo sta aspettando in casa. Coliandro capisce che l'ipotesi di Gargiulo potrebbe essere plausibile, quindi entra armato e guardingo. Riesce a mettere in fuga il killer. Poi corre da De Zan e dalla Longhi per spiegare loro che sia la Balboni e sia il celerino sono stati uccisi perché Luchino aveva detto qualcosa in macchina, ed era stato ucciso anche lui in carcere per questo. La Longhi gli chiede di essere più preciso, ma Coliandro non ricorda ciò che Luchino diceva, perché era sovrappensiero. La Longhi non può avviare un'indagine: non ci sono elementi sufficienti. Mentre è al cimitero a visitare la lapide della povera Balboni, l'ispettore nota una ragazza molto carina con la scritta della palestra Sempre avanti. Riconosce che è la stessa ragazza che gli ha rotto il dito, e cerca di acciuffarla, senza riuscirci. Va alla palestra Sempre avanti, dove fornisce una descrizione della ragazza, ma il proprietario della palestra finge di non capire e dice di avere tante iscritte che corrispondono alla descrizione fornita. Coliandro viene a sapere il nome di Lara grazie a un iscritto della palestra. Il proprietario telefona al "professore" dicendogli che Lara potrebbe sapere qualcosa. Coliandro riesce a trovare Lara e chiede la sua collaborazione, perché la morte di Luchino è collegata a quella dei suoi due colleghi. Lara non gli crede e rifiuta di collaborare. Poi, però, un suo amico di estrema destra tenta di ucciderla, insieme a un altro complice. Lara, quindi, si convince a collaborare con Coliandro.

Il sospetto[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nino Frassica

L'agente Gargiulo si presenta a casa di Coliandro nel cuore della notte, ubriaco e con un coltello insanguinato in mano: l'ispettore cerca di ricostruire l'accaduto, e dallo sconclusionato racconto dell'amico arriva a scoprire il cadavere di una giovane ragazza crudelmente trucidata. Aiutati da Catena, la cugina dell'amico, i due cercano di ricostruire cosa sia realmente accaduto quella notte, per poter scagionare Gargiulo e trovare così gli assassini della ragazza, cercando al contempo di non farsi scoprire dai loro colleghi della questura, che stanno indagando per proprio conto sull'omicidio.

Sangue in facoltà[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Daria Nicolodi (professoressa Moline)

Il marito di una vecchia professoressa di Coliandro viene ucciso all'interno dell'università bolognese. La donna viene accusata dell'omicidio a causa delle continue scappatelle del consorte; l'ispettore non reputa però la professoressa capace di un tale delitto, iniziando così a indagare per proprio conto sull'accaduto. In questo frangente, Coliandro conosce Valentina, la figlia segreta del professore, una ragazza cieca che lavora in ateneo come assistente: insieme a lei cerca di scoprire l'identità del killer che si aggira tra le aule dell'università, dato che più il tempo passa e più gli omicidi misteriosi si moltiplicano.

Cous cous alla bolognese[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La guest star Dan Peterson (Grady)

Una ragazza musulmana si presenta nell'ufficio di Coliandro per segnalare l'improvvisa e misteriosa scomparsa del padre. Controvoglia, l'ispettore decide comunque di fare qualche indagine in giro per la città, arrivando a scoperchiare, a sua insaputa, una segreta e illegale extraordinary rendition dei servizi segreti statunitensi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sceneggiatura dell'episodio è basata in buona parte sul romanzo di Carlo Lucarelli Falange armata.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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