Iraqi Airways

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Iraqi Airways
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Iraqi Airways Boeing 747-400.jpg
StatoIraq Iraq
Fondazione1945
Sede principaleBaghdad
GruppoGoverno dell'Iraq
Persone chiaveKifah Hasan Jabbar (CEO)
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Sito webwww.iraqiairways.com.iq
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATAIA
Codice ICAOIAW
Indicativo di chiamataIRAQI
COA19
Primo volo28 gennaio 1946
HubBaghdad
Flotta30 (nel 2021)
Destinazioni45 (nel 2021)
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Iraqi Airways Company, che opera come Iraqi Airways (in arabo: الخطوط الجوية العراقية al-Xuṭūṭ al-Jawwiyyah al-ʿIrāqiyyah), è il vettore nazionale dell'Iraq, con sede al Baghdad International Airport di Baghdad.[1][2] È la seconda compagnia aerea più antica del Medio Oriente. Iraqi Airways opera servizi nazionali e regionali. La sua base principale è l'aeroporto internazionale di Baghdad.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Iraqi Airways venne fondata nel 1945 come dipartimento delle Ferrovie dello Stato e iniziò a operare il 28 gennaio 1946 utilizzando cinque De Havilland Dragon Rapide su servizi verso la Siria. Con l'aiuto della British Overseas Airways Corporation, la nuova compagnia aerea ordinò tre Vickers Viking. In attesa della consegna, la compagnia aerea prese in leasing quattro Douglas DC-3 dalla BOAC nel dicembre 1946. Nel 1947, la compagnia ordinò i de Havilland Dove in sostituzione dei Dragon Rapide; furono consegnate nell'ottobre 1947. Nello stesso periodo arrivarono i tre nuovi Vikings e i DC-3 furono restituiti alla BOAC; un quarto Viking fu acquistato di seconda mano.

Nel 1953, il turboelica quadrimotore Vickers Viscount fu scelto per sostituire i Vikings e un ordine per tre esemplari fu piazzato a luglio. I Viscount entrarono in servizio nel 1955 e iniziarono a operare tutti i servizi internazionali di Iraqi Airways, inclusa una nuova rotta per Londra con vari scali intermedi. Il 1º aprile 1960, la compagnia divenne indipendente dalla compagnia ferroviaria e nel 1961 fece un ordine per due Boeing 720B con consegna prevista nel 1964, ma l'ordine per Boeing fu successivamente annullato.

Negli anni sessanta la Iraqi Airways acquistò i sovietici Tupolev Tu-124 e alcuni Hawker Siddeley Trident. Questi jet permisero alla compagnia di aumentare il servizio in tutto il Medio Oriente, in Africa e in Europa. Durante quel periodo furono acquistati anche aerei cargo come l'Ilyushin Il-76. Durante gli anni settanta, Iraqi Airways aveva bisogno di un jet più grande per una nuova rotta verso l'aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York, acquistando il Boeing 707 e, subito dopo, il Boeing 747.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Vennero fatti tentativi per riavviare i servizi interni nel maggio 1991 e l'autorizzazione venne concessa dalle Nazioni Unite per il funzionamento di elicotteri su servizi interni limitati. I voli ad ala fissa erano vietati in base ai termini del cessate il fuoco, sebbene il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite avesse acconsentito alla ripresa dei voli interni. Questi ripartirono nel gennaio 1992 da Baghdad a Bassora utilizzando alcuni Antonov An-24. Le operazioni furono sospese poco dopo, a seguito di una sentenza delle Nazioni Unite.[3]

Tuttavia, anche i voli interni diventarono una rarità, a causa della No-Fly Zone imposta da Stati Uniti e Regno Unito sui cieli iracheni. In alcune occasioni, Iraqi Airways portava anche pellegrini in città religiose musulmane negli anni '90.

Rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra in Iraq, il 30 maggio 2003, Iraqi Airways annunciò l'intenzione di riprendere i servizi internazionali. I diritti sul nome Iraqi Airways vennero trasferiti a una nuova e separata compagnia chiamata Iraqi Airways Company che avrebbe costruito una nuova società e la proteggerà dai problemi legali legati al regime di Saddam Hussein. Le operazioni ripresero il 3 ottobre 2004 con un volo tra Baghdad e Amman.

Iraqi Airways ha operato il primo servizio di linea commerciale nazionale dalla caduta del regime di Saddam Hussein da Baghdad a Bassora, con 100 passeggeri su un Boeing 727-200, il 4 giugno 2005. Il 6 novembre 2005, Iraqi Airways ha operato un volo da Baghdad a Teheran, Iran, per la prima volta in venticinque anni. L'aereo, come il resto della flotta, è stato operato per suo conto dalla Teebah Airlines giordana. I servizi per Erbil e Sulaymaniyah furono aggiunti nell'estate 2005.

Nel giugno 2009, è stato rivelato che Iraqi Airways aveva stretto un accordo con le autorità aeronautiche britanniche per riprendere direttamente da Baghdad a Londra Gatwick; i voli sarebbero dovuti iniziare l'8 agosto 2009 utilizzando un Boeing 737-400 affittato da Tor Air e alla fine avrebbero visto l'Airbus A320-200 prendere il posto del Boeing. Tuttavia, ciò non è avvenuto come previsto. La compagnia aerea ha riferito all'epoca che intendeva iiniziare una maggiore espansione nel Regno Unito e in Europa.

Nel novembre 2009, Blue Wings, una compagnia aerea tedesca, ha iniziato ad operare voli per Düsseldorf e Francoforte, in Germania, per conto di Iraqi Airways.[4]

Il 25 aprile 2010, Iraqi Airways ha lanciato voli per l'aeroporto di Gatwick via Malmö, in Svezia. Quando il primo volo è atterrato a Londra, un avvocato kuwaitiano ha fatto sequestrare i documenti e il passaporto del direttore generale Kifah Hassan, nonché l'aereo stesso. Non ci furono sviluppi, tuttavia, poiché l'aereo era di proprietà della compagnia svedese Tor Air. L'aereo è tornato a Baghdad. Tuttavia, a Kifah Hassan non è stato permesso di lasciare il Regno Unito ed è andato in tribunale il 30 aprile.[5] I funzionari kuwaitiani chiesero 780 milioni di sterline per gli aerei rubati da Saddam Hussein nell'invasione del 1990.[6]

Il 26 maggio 2010, Amer Abdul-Jabbar, ministro dei trasporti iracheno, ha dichiarato che il gabinetto aveva deciso di sciogliere la società nei successivi tre anni e perseguire opzioni private per evitare rivendicazioni patrimoniali fatte dal Kuwait durante la guerra del 1990-1991.[7]

Nel febbraio 2012, Iraqi Airways ha annunciato che avrebbe ripreso i voli per l'India, con servizi per Delhi o Mumbai da Baghdad.[8]

Nell'aprile 2012, è stato annunciato che Iraqi Airways aveva ordinato 40 nuovi Boeing, l'ordine era composto da 30 737-800 e 10 787. Il primo aereo sarebbe stato consegnato a dicembre 2012.[9] All'inizio di dicembre, Airbus ha consegnato il suo primo A330-200, mentre Boeing un Boeing 777.[10][11]

Il 14 agosto 2013, Iraqi Airways ha preso in consegna il suo primo Boeing 737-800 direttamente dalla Boeing Company.

Il 5 agosto 2015, Iraqi Airways ha ricevuto il divieto di volare nello spazio aereo svedese a causa del mancato rispetto degli standard di sicurezza richiesti per volare all'interno dell'Unione europea.[12]

Il 10 agosto 2015 è stato imposto alla compagnia aerea un divieto a livello di UE, sospendendo a tempo indeterminato tutti i voli di Iraqi Airways con sede nell'UE.[13] Tuttavia, Iraqi Airways ha risposto al divieto, citando che fosse più di una "sospensione temporanea" a causa di problemi burocratici e che le questioni sarebbero state risolte con urgenza.[14] Da allora, la compagnia aerea ha ripreso un servizio limitato verso alcune destinazioni dell'UE tramite servizi di wet lease di Aerovista.[15] Più recentemente, questi voli sono stati operati da AirExplore con una livrea modificata della Iraqi Airways.

L'8 settembre 2015, Iraqi Airways ha ricevuto un prestito di 2 miliardi di dollari da parte della Citibank per finanziare l'acquisto di 40 Boeing 777 e Boeing 787 Dreamliner.[16]

La compagnia aerea ha aperto una richiesta di proposte (RFP) alle compagnie aeree europee con un valido COA alla fine del 2019. L'obiettivo era quello di ottenere accordi per aeromobili in wet lease in grado di servire rotte tra l'Iraq e l'Europa.[17]

Nel 2019, Iraqi Airways ha visto la ripresa dei voli per la Siria, tra Damasco e Baghdad.[18]

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Un Airbus A321-200.
Un Airbus A330-200.
Un Boeing 737-800.
Un Boeing 777-200LR.

Flotta attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ad aprile 2021 la flotta di Iraqi Airways è così composta:[19][20]

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Note
J Y Totale
Airbus A220-300 5[19] TBA [21]
Airbus A320-200 3[19] 180 180 [22]
Airbus A321-200 2[19] 220 220 [23]
Airbus A330-200 1[19] 24 264 288 [24]
Boeing 737-800 14[19] 12 150 162
Boeing 737 MAX 8 16 TBA
Boeing 747-400 2[19] 74 338 412 [25]
Boeing 767-300ER 1[19] 18 221 239 [26]
Boeing 777-200LR 1[19] 14 348 362 [27]
Boeing 787-8 10 TBA
Bombardier CRJ 900 6[19] 90 90 [28]
Totale 30 31

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2008, il governo iracheno ha firmato un contratto da 2,2 miliardi di dollari con Boeing per 30 Boeing 737-800 con un'opzione per ulteriori 10. Stava anche lavorando a un accordo che coinvolgeva l'ordine di dieci Boeing 787 Dreamliner che avrebbero consentito di ampliare i servizi a lungo raggio.[29]

Un altro contratto del valore di 398 milioni di dollari è stato firmato per dieci Bombardier CRJ-900ER con dieci opzioni.[30] Il primo CRJ-900ER è stato consegnato nell'ottobre 2008. Ciò ha portato a una causa contro Bombardier da parte di Kuwait Airways, che affermava di aver vinto 1,2 miliardi di dollari in sentenze contro Iraqi Airways a seguito della guerra del Golfo. Un giudice canadese ha stabilito di non avere giurisdizione perché il caso coinvolgeva un governo straniero poiché l'acquirente dell'aereo era il governo dell'Iraq e non Iraqi Airways.[31] La causa della Kuwait Airways è stata risolta nel 2009 con l'Iraq che ha accettato di pagare 300 milioni di dollari.

Nel febbraio 2010, la compagnia aerea ha annunciato importanti piani per la flotta, inclusa la conversione di 10 dei 30 ordini per il Boeing 737-800 in wide body anticipando la data di consegna a settembre 2011; i 10 ordini per i Boeing 787 sono stati cambiati in Boeing 777.[32]

Flotta storica[modifica | modifica wikitesto]

Un Antonov An-12.
Un Vickers Viscount.
Un Boeing 727-200.

Iraqi Airways operava in precedenza con i seguenti aeromobili[20]:

Aereo Esemplari Inserimento Dismissione Note
Airbus A300-600 1 1990 1991
Airbus A310-200 5 1990 1995
Antonov An-12 sconosciuto
Antonov An-24 sconosciuto
Boeing 707-300 sconosciuto
Boeing 720-051B sconosciuto
Boeing 727-200 sconosciuto
Boeing 737-200 10 1974 2011
Boeing 737-300 2 2008 2012
Boeing 737-400 3 2009 2013
Boeing 737-700 2 2008 2017
Boeing 747-200 3 1976 In storage.
Boeing 747SP 1 2003 In storage.
Boeing 767-200 1 2006 2007
De Havilland DH.104 Dove sconosciuto
De Havilland Dragon Rapide sconosciuto
Fokker F70 sconosciuto
Ilyushin Il-76MD sconosciuto
Lockheed JetStar sconosciuto
McDonnell Douglas DC-10 1 2007 2008
Tupolev Tu-124V sconosciuto
Tupolev Tu-134 sconosciuto
Vickers VC.1 Viking sconosciuto
Vickers Viscount sconosciuto

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 25 dicembre 1986, il volo Iraqi Airways 163, un Boeing 737-200, fu dirottato da quattro uomini. Il personale di sicurezza della Iraqi Airways cercò di fermare i dirottatori, ma una bomba a mano venne fatta esplodere nella cabina passeggeri, costringendo l'equipaggio a iniziare una discesa di emergenza. Un'altra bomba a mano esplose nella cabina di pilotaggio, facendo schiantare l'aereo vicino ad Arar, in Arabia Saudita, dove si ruppe in due e prese fuoco. Le vittime furono 63.[33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Iraqi Airways - London Office, su web.archive.org, 28 ottobre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2015).
  2. ^ (EN) Arab Air Carriers Organization:, su web.archive.org, 18 maggio 2008. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2008).
  3. ^ a b (EN) Directory: World Airlines, in Flight International, 3 aprile 2007, p. 94.
  4. ^ (DE) Blue Wings fliegt direkt nach Bagdad - Nachrichten welt_print - Wirtschaft - WELT ONLINE, su web.archive.org, 23 gennaio 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2012).
  5. ^ (EN) Iraqi Airways maiden flight to London turns into nightmare, su Zee News, 29 aprile 2010. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  6. ^ (EN) First flight from Baghdad to London in 20 years ends in farce with plane impounded - Telegraph, su web.archive.org, 5 maggio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2010).
  7. ^ (EN) Al Jazeera English - Middle East - Iraq to dissolve Iraqi Airways, su web.archive.org, 6 giugno 2010. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2010).
  8. ^ (EN) Iraqi Airlines flight to land at Mumbai airport after 22 years - Mumbai - DNA, su web.archive.org, 19 maggio 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2012).
  9. ^ (EN) Iraq to deliver Boeing jets by end of 2012 | Finance | AKNEWS.com, su web.archive.org, 15 aprile 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2012).
  10. ^ (EN) Iraqi Airways takes delivery of Boeing 777, su Arab News, 16 dicembre 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  11. ^ (EN) Iraqi Airways takes delivery of its first Airbus A330 | Airbus Press release, su web.archive.org, 23 giugno 2016. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2016).
  12. ^ (EN) Iraqi Airways banned by Swedish authorities - The Local, su web.archive.org, 8 aprile 2016. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2016).
  13. ^ (EN) Iraqi Airways banned from Europe's airspace - ch-aviation.com, su web.archive.org, 25 giugno 2016. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2016).
  14. ^ (FA) الخطوط الجوية العراقية, su web.archive.org, 24 settembre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  15. ^ (EN) Iraqi Airways Banned from EU, Aerovista Provides Support | Iraq Business News, su web.archive.org, 20 ottobre 2016. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2016).
  16. ^ (EN) Iraq Seeks $2 Billion Loan for Boeing Jets With Citi as Adviser, in Bloomberg.com, 2 aprile 2014. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  17. ^ (EN) Iraqi Airways issues ACMI RFP to European carriers, su ch-aviation. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  18. ^ (EN) Diyaruna, Iraqi Airways to resume flights to Syria, su Diyaruna. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  19. ^ a b c d e f g h i j "IRAQI AIRWAYS EXPECTS 1ST A220-300 IN OCTOBER", su scramble.nl, 6 aprile 2021, URL consultato il 7 aprile 2021.
  20. ^ a b (EN) Iraqi Airways Fleet Details and History, su www.planespotters.net. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  21. ^ (EN) Iraqi Airways is Assessing How Useful the Ordered Airbus A220 Would Be - “We’ve not received them yet. They are supposed to be delivered by 2020, we want to see how useful they are for Iraqi Airways", su FliegerFaust, 8 aprile 2019. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  22. ^ Marche YI-ARA, YI-ARB e YI-ARD.
  23. ^ Marche YI-AGR e YI-AGS.
  24. ^ Marche YI-AQY.
  25. ^ Marche YI-AQQ e YI-ASA.
  26. ^ Marche YI-AQM.
  27. ^ Marche YI-AQZ.
  28. ^ Marche YI-AQA, YI-AQB, YI-AQC, YI-AQD, YI-AQE e YI-AQF.
  29. ^ (EN) Boeing: Boeing and Iraq Announce Airplane Order, Discuss Support for Aviation Modernization, su web.archive.org, 12 ottobre 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2012).
  30. ^ (EN) Aerospace > Media Centre > Press Releases, su web.archive.org, 13 marzo 2012. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2012).
  31. ^ (EN) The Canadian Press: Bombardier denies it has violated court order by sending plane to Iraq, su web.archive.org, 13 ottobre 2008. URL consultato il 1º febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2008).
  32. ^ (EN) Arabian Aerospace - Iraqi Airways forced to play a waiting game, su www.arabianaerospace.aero. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  33. ^ (EN) Harro Ranter, ASN Aircraft accident Boeing 737-270C YI-AGJ Arar, su aviation-safety.net. URL consultato il 1º febbraio 2021.

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