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Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)

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Invasioni giapponesi della Corea (1592-1598)
Ulsan waesung attack.jpg
Soldati coreani e cinesi assaltano le truppe giapponesi trincerate nella fortezza di Ulsan da loro costruita.
Data 23 maggio 1592 - 24 dicembre 1598
Luogo Penisola di Corea
Esito Vittoria Sino-coreana
Modifiche territoriali Riprisitno dello status quo ante bellum
Schieramenti
Comandanti
Toyotomi Hideyoshi
Mōri Terumoto
Mori Hidemoto
Nabeshima Naoshige
Toyotomi Hidekatsu
Hosokawa Tadaoki

Ukita Hideie
Katō Kiyomasa
Shimazu Yoshihiro
Kobayakawa Takakage
Hachisuka Iemasa
Konishi Yukinaga
Ōtomo Yoshimasa
Tachibana Muneshige
Kobayakawa Hidekane
Tachibana Naotsugu
Tsukushi Hirokado
Ankokuji Ekei
Ikoma Chikamasa
Kuroda Nagamasa
So Yoshitoshi
Fukushima Masanori
Toda Katsutaka
Chōsokabe Motochika
Matsura Shigenobu
Tōdō Takatora
Ikoma Kazumasa
Nakagawa Hidenari
Katō Yoshiaki
Mōri Yoshimasa
Mōri Yoshinari
Arima Harunobu
Takahashi Mototane
Akizuki Tanenaga
Itō Suketaka
Shimazu Tadatoyo
Kuki Yoshitaka
Wakisaka Yasuharu
Ōmura Yoshiaki
Sagara Yorifusa
Shimazu Tadatsune
Gotō Sumiharu
Mitaira Saemon
Ōtani Yoshitsugu
Mōri Katsunobu
Nakagawa Hidemasa
Hasegawa Hidekazu
Ikeda Hideo
Ōyano Tanemoto
Kurushima Michifusa
Kurushima Michiyuki
Harada Nobutane
Mōri Muraharu

Uesugi Kagekatsu
Gamō Ujisato
e altri
Corea

Re Seonjo
Prince Gwanghae
Gwon Yul
Ryu Seong-ryong
Yi Sun-sin
Yi Eok-gi
Won Gyun
Sin Rip
Kim Si-min
Song Sang-hyeon
Go Gyeong-myeong
Kim Cheon-il
Jo Heon
Kim Myeong-won
Yi Il
Gwak Jae-u
Jeong Ki-ryong
Kim Deok-nyeong
Yu Jeong
Hyujeong
Jeong Mun-bu
Kim Chung-seon


Ming

Wanli
Song Yingchang
Yang Hao
Li Rusong
Xing Jie
Yang Shaoxun
Ma Gui (pr.)
Liu Ting
Deng Zilong
Wu Weizhong
Chen Lin
Qian Shizheng
e altri
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Le invasioni giapponesi della Corea (1592-1598) furono una serie di attacchi portati dal daimyō giapponese Toyotomi Hideyoshi contro la penisola coreana della dinastia Joseon. In una situazione di stallo militare e problemi nei rifornimenti alle truppe giapponesi, esse vennero alla fine ritirate nel 1598, dopo la morte di Hideyoshi, su ordine del consiglio dei cinque reggenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'invasione della Corea altro non era che parte di un ben più ambizioso disegno, probabilmente motivato anche dal desiderio di pace interna. Secoli di guerre avevano popolato il Giappone di uomini che non conoscevano che il mestiere delle armi, e probabilmente Hideyoshi pensò che una spedizione all'estero sarebbe servita a mantenere l'ordine all'interno. Inoltre, una generosa distribuzione del bottino di guerra, tecnica feudale consacrata dalla tradizione, era necessaria per mantenere la fedeltà dei vassalli. Comunque, l'invasione fu soprattutto dovuta alla sfrenata ambizione di Hideyoshi, che sembrava dominato dalla brama di conquistare altri mondi. Infatti la grande Cina, e non la piccola Corea, era il suo obiettivo finale, accennando persino al trasferimento dell'imperatore e della capitale del Giappone a Pechino, non rendendosi d'altra parte conto della grandezza dell'impresa. A quanto pare considerava la conquista della Corea e della Cina esattamente come l'asservimento del Giappone occidentale o settentrionale, dispiegando infatti forze molto meno ingenti di quelle schierate sia contro gli Shimazu che contro gli Hojo.

Nell'aprile 1592 i suoi generali invasero la Corea. Nel giro di un mese i giapponesi controllavano praticamente l'intero paese. Comunque molto presto il popolo coreano si ribellò con l'aiuto della Dinastia Ming. La resistenza condotta da Yi Sun Sin forzò l'esercito giapponese a ritirarsi dalla Corea nel dicembre 1592.

Durante le fasi della guerra, anche le truppe cinesi entrarono sul suolo coreano per combattere i giapponesi, ma spesso compirono crudeltà contro i civili coreani che rivaleggiavano con quelle compiute dagli occupanti. Un episodio importante delle campagne fu l'assedio di Ulsan del 1597, che non espugnò il castello ma procurò gravi perdite agli assediati. L'assedio venne ripetuto l'anno dopo. Altro episodio importante fu la battaglia di Sacheon nel 1598.

Insoddisfatto Toyotomi ritentò nel 1596 di invadere la Corea con la Battaglia di Keicho. Questa volta i giapponesi incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano-cinese ed infine dovettero arrendersi. L'invasione della Corea diede vita ad un'eredità di mutua inimicizia tra la Corea ed il Giappone. Quasi un terzo dell'esercito giapponese di 150.000 uomini morì nel solo inverno del 1592, ma non abbandonarono Seoul che nel 1593 dopo averla incendiata e rasa al suolo. Durante la seconda invasione ordinò ai suoi generali di uccidere tutti quelli che resistevano alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di cui Toyotomi collezionò decine di migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di Mimizuka (耳塚 Mimizuka?), ossia "Tumulo delle Orecchie", situata vicina al suo Mausoleo, l'Hokoku-byo nel tempio Hokoku in Kyōto.

Nel 1598 alla sua morte l'armata giapponese si ritirò e le battaglie terrestri terminarono. L'ammiraglio Yi Soon Sin inseguì la flotta giapponese in ritirata e nello scontro finale della guerra, la battaglia di Noryang, metà della restante flotta giapponese venne affondata o comunque non fece ritorno[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The major naval battles su Koreanhero.net, koreanhero.net. URL consultato il 23 dicembre.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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